Honda, la marca stupida

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    Honda: una grande Casa, ma anche quella il cui Reparto Corse, la attuale HRC, si è sempre distinto per una sua peculiare, innata ed irritante stupidità. Gli episodi da citare sono innumerevoli, mi limiterò qui ad alcuni tra più eclatanti (e ridicoli)….

    Ai tempi eroici di Hailwood, l’ottusità della Honda ad opporre sempre un netto rifiuto a modificare e migliorare il patetico telaio della RC181 500 4 cilindri, nonostante le disperate, pressanti richieste di Mike the Bike (che fece realizzare di propria personale iniziativa più di un nuovo telaio per questa moto, che però la Casa gli proibì sempre formalmente di usare nelle gare del Mondiale), causarono la sconfitta di Hailwood da parte di Agostini e della MV nel Mondiale Piloti 500 negli anni 1966/67, proprio il Titolo a cui la Honda teneva di più!!

    Il povero Mike, che letteralmente odiava la RC181, soprannominata “Bronco” per come si dimenava anche in rettilineo alla stregua di un cavallo selvaggio, parlando della classe 500 – che in quei due terribili anni doveva affrontare spesso come terza prova giornaliera, dopo le classi 250 e 350 – diceva “speravo sempre che annullassero la gara”, tanto poco ci teneva a rischiare la vita su quella moto…..E dire che sarebbe bastato realizzare una versione di 500 cc delle imbattibili 250/350 a 6 cilindri per battere la MV – allora infatti non c’era alcuna limitazione al numero dei cilindri, imposta solo nel 1970 – ma la Honda, non smentendosi neppure in questo caso, stupidamente non ci pensò mai, intestardendosi orgogliosamente a voler battere la maneggevolissima MV 3 cilindri, superiore in tutto tranne che nella potenza, con la RC181 che neppure stava in strada!!

    La Casa, arrabbiata e delusa dal mancato successo nella Classe Regina – a parte la conquista del Titolo Marche in 500 del 66, del quale non importava a nessuno – si ritirò improvvisamente alla fine della stagione 1967, lasciando a piedi Hailwood (addirittura pagandolo perchè non corresse per la concorrenza nel 68) e forzandolo a dedicarsi alle corse in auto.

    Alla fine degli anni 70, abbiamo forse il più PATETICO DISASTRO di tutti i tempi nella Storia del Mondiale: la tristemente famigerata NR 500 a pistoni ovali.

    La Honda, da sempre paladina del 4 tempi, dopo il suo improvviso ritiro del 1967 ritornò ufficialmente in pompa magna alle corse nel Mondiale Velocità dopo dodici anni, annunciando per il 1979 una moto rivoluzionaria e misteriosissima al tempo stesso, appunto il folle progetto NR 500 (firmato da Soichiro Irimajiri, lo stesso delle invitte 6 cilindri).

    Non potendo fare un 8 cilindri normale, come la Moto Guzzi realizzò nel 56/57, causa la limitazione a 4 cilindri allora in vigore, la Honda pensò bene di progettare un 8 cilindri a V “mascherato”, con ogni coppia di 2 cilindri “fusa” in un unico cilindro ovale (erano conservate però le due bielle per ogni pistone, realizzato in ceramica) ad otto valvole. Il risultato fu appunto un 4 cilindri assolutamente anomalo con caratteristiche tipiche dell’8 V.

    Come se non bastasse l’inedito motore – terribilmente inaffidabile – che toccava i 21mila giri, tutta la moto era un coacervo di stranezze ed innovazioni strampalate, fra cui citiamo il telaio monoscocca in lamierino di alluminio – con parte della carenatura integrata al telaio, anzi si può ben dire come la carenatura stessa FOSSE il telaio! – le ruote in lega Comstar composite entrambe da 16 pollici (assolutamente deludenti, in quanto si deformavano sotto sforzo), la forcella con le molle esterne (sic!) ed i radiatori posti ai due lati della carena.

    Il miserevole risultato di questo gigantesco sforzo progettuale votato alla stranezza a tutti i costi fu che la moto NON conquistò MAI neppure UN singolo punto nel Mondiale!!!

    Vi rendete conto delle spaventevoli, addirittura cosmiche dimensioni di questo ridicolo e miserabile flop?

    Questo, quando anche oscure e poverissime Marche artigianali, assolutamente sconosciute ai più, come ad esempio le Italiane Linto e Sanvenero, conquistarono nella Classe Regina non solo punti Mondiali, ma addirittura Vittorie in Gp!

    Dopo tre anni di figuracce penose ed inenarrabili, di moto che esplodevano o prendevano fuoco dopo un giro di pista, dopo aver spesso pagato gli ultimi due qualificati in griglia perchè si ritirassero per far posto alle due NR che regolarmente erano troppo lente per qualificarsi altrimenti, dopo aver umilmente rinunciato a tutte le inefficaci innovazioni della moto originale (si dovette ritornare precipitosamente già nel 1980 alle ruote da 18′, ad una forcella normale ed ad un telaio a traliccio in tubi) strombazzate un anno prima come miracolose, la Honda alla fine del 1981 alzò bandiera bianca, mandando in pensione la disgraziata moto che sarà ricordata solo come il più completo e pietoso fallimento di ogni tempo nella Storia delle corse, dopo anni di titanici (letteralmente, il Titanic delle moto da Gp….), testardi ed inutili sforzi, ed un enorme mucchio di soldi spesi.

     

    Come suprema umiliazione, la Casa ultima strenua paladina del 4 tempi fu costretta ad ingoiare il suo orgoglio ed a presentare una 2 tempi, la NS 500 3 cilindri (con l’architettura del motore copiata di sana pianta dalle DKW da Gp degli anni 50) che debuttò nel 1982 e centrò il Titolo – il primo in assoluto della Honda in 500, per destino beffardo conquistato col 2 tempi che la Casa aveva sempre esecrato!! – l’anno dopo grazie a “Fast Freddie” Spencer. La NR da Gp ebbe una “coda” commerciale nella NR 750 a pistoni ovali presentata nel 1992, ad un prezzo così ridicolmente astronomico (il solo parabrezza all’Iridium costava quasi come un’intera moto della concorrenza……..:) che fu acquistata praticamente solo da alcuni Musei! Altro clamoroso flop…….

    In tempi più recenti, come non citare la follia dei vertici della HRC che lasciarono andare Valentino, orgogliosamente dichiarando come la RCV 211 fosse talmente superiore alla concorrenza da poter vincere con qualsiasi pilota?? Cosa dire della pazzesca gestione del Mondiale MotoGp 2004, con Gibernau, Biaggi e Tamada lasciati a rubarsi punti e vittorie l’un l’altro, invece di stabilire subito la prima guida Honda in modo da combattere efficacemente Valentino? E che dire della decisione di voler cambiare Biaggi già dopo il terzo/quarto GP della stagione 2005 – comunque fosse andata la stagione di Max! – per far posto a Pedrosa e tenendo invece l’eterno inconcludente Hayden? Per non parlare poi del teatrino della nuova moto, prima annunciata, dichiarata come migliore della precedente, provata ma poi mai vista durante la stagione!

    Tutta la storia recente della HRC è la cronaca di un disastro dopo l’altro, di una vera e propria stupidità congenita unita ad un autolesionismo inaudito, che ha portato tra l’altro al dissolvimento del team Pons ed al rapidissimo declino, forse irreversibile, di tutta la MotoGp. Classe, quest’ultima, che soprattutto grazie alla politica fallimentare della Honda quest’anno perderà nettamente il confronto con uno strepitoso, stellare Mondiale Superbike – da anni colpevolmente snobbato dalla Casa stessa, non più impegnata ufficialmente in WSBK dopo l’ormai lontano Titolo 2002 di “Texas Tornado” Edwards con la VTR 1000 SP2 (che bissò brillantemente il primo Titolo conquistato nel 2000), moto che resta la sola idea brillante che la Honda abbia avuto in molti anni, una bicilindrica che battè clamorosamente la Ducati proprio sul suo stesso terreno: ovviamente è stata abbandonata! – sia in termini di spettacolo, che di pubblico.

    Aspettare, per credere.

    DONOVAN

    Foto: Google.it