Il mago Rossi e la favola delle scritte portafortuna.

Valentino Rossi e la scritta ricomparsa

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    Il mago Rossi e la favola delle scritte portafortuna.

    Ap/LaPresse

    C’era una volta, neanche troppo tempo fa, “The Doctor”, il Signor Rossi, quello che “curava” le moto, il demiurgo di una M1 finalmente competitiva, un curioso personaggio dalla tuta letteralmente tappezzata dalla scritta colorata “The Doctor” appunto, particolarmente cara ai tifosi che ancora lo ricordano in pista con camice e stetoscopio.

    Quest’anno il Dottore ha cambiato reparto.

    Cambiato ospedale, cambiato macchinari, cambiato strumenti forse, cambiato un pò tutto, anche le posizioni in griglia di partenza. E il nome sul cartellino.

    Iniziavo così un articolo qualche settimana fa. Con un pò di apprensione per il mistero della scritta scomparsa e con una punta di amarezza per aver perso i colori del Dottor Rossi…

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    Per la prima gara del mondiale 2006, a Jerez, infatti Valentino aveva cancellato dal back side della sua tuta il famoso appellativo “The Doctor” sostituendolo con un tristissimo e sicuramente ben più anonimo “Rossi”.

    E visto che in Italia, di Rossi (più o meno famosi) ce ne sono ben 56235, il che vuol dire che su una popolazione di circa 56.000.000 di abitanti, almeno un millesimo si chiama così, ci si è chiesti il perchè di questa scelta.

    Che Valentino sia diventato improvvisamente serioso? Che il multicolor della scritta stonasse indicibilmente con il total-yellow del look Camel? Che abbia deciso di togliersi un attimo toga e cappello da laureato?

    O che abbia appeso il camice a un chiodo e abbia deciso di non curare più la sua cara M1? Dal risultato di Jerez, qualcuno l’aveva già azzardato: “Rossi non è più quello di una volta…”

    Strano, però, che uno scaramantico come Rossi si piegasse alle dure leggi dell’estetica stile Armani-centauro-easy-chic depennando le storte letterine colorate, culto ormai di milioni di tifosi.

    Sui motorini, sui caschi, sulle moto giapponesi e non, sulle fiat 600 come sui Cayenne (tremendamente kitchs!), sugli zaini, infatti, è un tripudio di follia collettiva quasi feticista.

    E così, tra flessioni e piegamenti portafortuna prima della gara, un “aggiustamento della tuta” proprio lì, un salutino veloce ai suoi spettatori, tra cani invisibili e rituali propiziatori, ecco che a Losail è tornata anche la celeberrima “The Doctor” dietro la tuta, guarda caso appena sotto la schiena…

    Sarà che quella scritta porta veramente fortuna???