Interlagos… un finale perfetto!

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    Interlagos… un finale perfetto!

    Se il campionato fosse già stato deciso… sai che noia.

    Se fosse ancora tutto aperto, al contrario, nessuno avrebbe il tempo per pensare a Schumi che scende dalla F248F1, se la fa imaballare e portare a Kerpen, così come a tutti quelli che domenica se ne andranno: per sempre o solo per passare ad un altro box.

    Sarà un gran finale. Lo sarà per molti. E per molti versi sarà “perfetto”.

    Perfetto perché incorniciato da due titoli ancora da assegnare, che renderanno tutto ancor più solenne.

    Perfetto perché quei due titoli sono quasi-assegnati. Tanto da non deludere neanche gli sconfitti.

    E’ la fine di un era e come tale va celebrata.

    Non solo perché il cannibale se ne va. Ma perché se ne vanno tanti altri. Tanti altri arrivano. E altri ancora tagliano radicalmente col passato ed iniziano una nuova sfida.

    Ce n’è di saluti da fare. Non possiamo ignorarli solo perché si assegnano i titoli mondiali.

    Per cui, meglio così. Meglio che sia QUASI tutto scritto. Ci saranno premiazioni e festaggiamenti, ma poi quello che doveva essere detto è stato detto. E si può passare ai saluti. Senza nessuna tristezza, perché anche gli sconfitti hanno già avuto due settimane di tempo per abituarsi all’idea.

    Tanti saluti a Michael Schumacher. Come dicevo, la Ferrari pensa proprio di regalargli la sua ultima F248F1 come “souvenir”. Destino vuole che Schumi scenda per l’ultima volta da una F1 proprio nello stesso posto dove ci scese per la prima volta in testa alla classifica mondiale. Era il 1994 e lui vinse la gara inaugurale in Brasile. Fu indubbiamente l’inizio di un era.

    Tanti saluti, però, anche ad Alonso e Raikkonen. Dopo un ciclo ormai concluso con i rispettivi team, tentano una nuova sfida altrove lasciando gli amici e i tecnici con i quali hanno imparato a vincere.

    Saluti alla Michelin che, con un anno di anticipo, ci porta al monogomma. Altri temi, perciò, dal prossimo anno saranno sulla bocca di tutti nel discutere la competitività o meno di una certa scuderia.

    Saluti agli sponsor tabaccai. Sempre meno e sempre più oscurati. Sostituiti da telefonia, banche, assicurazioni e hi-tech.

    Saluti alla Cosworth e con loro a tutti i “veri” motoristi che comunque resteranno, ma saranno meno importanti di prima. Dal prossimo anno, tanto, tra limitazioni nel numero di giri e affidabilità forzata, difficilmente il propulsore sarà in grado di fare la differenza.

    All’orizzonte, infine, si intravede già il 2008. Per quell’anno ancora nuovi regolamenti che concluderanno la rivoluzione in F1. Rivoluzione che comincerà non appena sarà terminato il GP del Brasile.

    E se non è la fine di un epoca questa…