Jean Todt:”Sarò il nuovo Presidente FIA”

Jean Todt si candida a presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile

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    Sin dalle prime vaghe indiscrezioni, abbiamo creduto alla candidatura di Jean Todt come Presidente della FIA. Per almeno tre buoni motivi: ha un curriculum perfetto; ha l’appoggio di Max Mosley; è sempre stato zitto. Solo adesso che la cosa è matura esce allo scoperto. E conferma tutto.

    TODT CURRICULUM. Non c’è bisogno di scomodare né la memoria, né gli annali dello sport a motore, né wikipedia per tracciare un curriculum di Jean Todt. Basta prendere le parole di Max Mosley che due giorni fa ha scritto una lettera a tutti gli automobil club della FIA per convincerli a votare per il francese. Come manager nel mondo dei motori, Todt ha avuto successi strepitosi nel Rally , nei raid, nella Formula 1 e nei prototipi. Ovunque. Come amministratore di società si è seduto al piano più alto della Ferrari, il marchio per eccellenza, sinonimo incontrastato nel mondo di auto, motore e velocità. Come uomo FIA, infine, ha preso parte al progetto di sviluppo di sistemi innovativi per la sicurezza delle automobili. Insomma, nessuno come lui. Nessuno lo può negare.

    TODT AMICI. Narra la leggenda che è merito di Jean Todt se la Ferrari ha fatto valere il suo peso politico un anno fa, in pieno scandalo orgia-sadomaso, per non far saltare la testa di Mad Max e tenerlo lì fino ad ottobre. Fino a fine mandato. Secondo alcuni beninformati, era tutto premeditato. Mosley resta ancora per un anno, Todt lascia la Rossa e si prende 12 mesi abbondanti di ripulitura d’immagine e poi si presente ad Ottobre come uomo nuovo. Libero ed imparziale. Non più pericolosamente legato alla Ferrari dove ha lavorato per 15 anni ricoprendo tutte le cariche di maggiore responsabilità. Di leggenda, però, ce n’è anche un’altra. Non incompatibile con la precedente ma che getta più di un punto interrogativo su eventuali vantaggi che la Ferrari stessa avrebbe da un Todt presidente FIA. L’addio del francese da Maranello sarebbe stato tutt’altro che cordiale. Divergenze profonde con il Presidente Montezemolo (vedi il veto assoluto all’ingaggio di Alonso), hanno creato un conflitto pesante. Non a caso, la Ferrari e la FOTA tutta si sono già schierate in posizione contraria, per il momento, alla sua candidatura. Candidatura che rappresenterebbe, oltretutto, un prosieguo inaccettabile della abbondantemente odiata linea-Mosley. L’alternativa più credibile è Ari Vatanen che ha già ottenuto l’OK informale di Martin Whitmarsh della McLaren.

    JEAN TODT. Dopo i silenzi, di prassi quando si fa sul serio ed in giro ci sono troppe indiscrezioni incontrollate, arrivano le prime parole:“Dopo la decisione di Max Mosley di non ricandidarsi alla presidenza e la manifestazione di sostegno alla mia candidatura, ho scritto ai componenti della Fia per confermare la mia volontà di candidarmi alla presidenza. E’ mia intenzione continuare e espandere il lavoro avviato da Mosley - scrive Jean Todt ai membri della FIA ed inizia ad abbozzare il proprio organigramma - Data l’unicità della struttura della Fia, ho deciso di annunciare anche quale sarà il mio team: come vicepresidenti il neozelandese Brian Gibbons e Graham Stoker, per la presidenza del senato Fia lo statunitense Nick Craw”. La data delle elezioni è fissata per il 23 ottobre. Ci attendono 3 mesi di fuoco.