Kimi Raikkonen campione del mondo 2007, il piccolo principe conosce la gioia più grande

Kimi Raikkonen campione del mondo 2007, il piccolo principe conosce la gioia più grande

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    Kimi Raikkonen campione del mondo 2007, il piccolo principe conosce la gioia più grande

    Oh, piccolo principe, ho capito a poco a poco la tua piccola vita malinconica. Per molto tempo tu non avevi avuto per distrazione che la dolcezza dei tramonti. Ho appreso questo nuovo particolare il quarto giorno, al mattino, quando mi hai detto: “Mi piacciono tanto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto…”

    Come in tutte le fiabe, anche in quella del piccolo principe doveva esserci, prima o poi, un lieto fine.

    Kimi scese dalla sua navicella rossa, ringrazio tutti e andò a scrivere il suo nome nell’albo d’oro della Formula 1“.

    Un popolo intero esulta e lui va a finire per sempre, immortale, nelle pagine dei libri, nella memoria e nei racconti di tutte quelle persone che ora gridano il suo nome e girano per le strade con le bandiere.

    Premessa smaltita, iniziamo col dire che questo titolo mondiale Kimi Raikkonen se l’è strameritato. Continuiamo col dire che solo qualche probelma di affidabilità glielo stava togliendo.

    Se si prende i suoi tre rivali, infatti, abbiamo un Felipe Massa completamente ridimensionato. La differenza tra i due la si vede nella costanza dei risultati. A parità di sfortune, Raikkonen è stato capace di mettere da parte maggiori piazzamenti e persino più vittorie del pilotino.

    A questa considerazione va aggiunto che Kimi è partito col freno a mano tirato perché doveva prendere confidenza con la macchina e con la squadra. Da metà stagione in poi il finlandese è ritornato quello che conoscevamo. Pure meglio, visto che la sfortuna ha cominciato a girargli alla larga.

    Quanto ai piloti McLaren, autolesionismo a parte, sono arrivati alla pari di Kimi pur avendo dalla loro ben due gare in più, le due gare dove la mancata affidabilità Ferrari ha tolto a Raikkonen ben 18 punti sicuri (minimo un secondo posto in Spagna alle spalle di Massa e una vittoria scontata in Germania).

    Tutto ciò senza rivangare l’illegittimità della presenza di Alonso ed Hamilton nella classifica finale visto che, ad onor di logica, se la MP4-22 ha beneficiato delle soffiate di Stepney, quei benefici sono arrivati anche ai piloti.

    Quindi, togliamoci dagli occhi la brillantezza dell’immenso talento di Hamilton (arriverà comunque il suo momento) e diciamolo chiaramente: nessuno meglio di Kimi. Nessuno più amato del piccolo principe! Quello biondo e venuto dal freddo, quello che dice “ho sbagliato” quando sbaglia e che non apre mai bocca per trovare scuse, accusare o fare polemica, quello che parla poco e condivide con la propria sfortuna un’animo malinconico. Prorpio lui ha finalmente trovato una magia all’interno di una favola che pare ancora incredbile.