Kimi Raikkonen si racconta: felice da star male

Intervista a Kimi RAikkonen dopo essere diventato campione ld mondo di f1 2007

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    Kimi Raikkonen si racconta: felice da star male

    “Sono così felice che sto quasi male” con queste parole Kimi Raikkonen spiega l’emozione per il titolo di campione del mondo di F1. A dire il vero nessuno se n’era accorto, visto quanto era stata contenuta la sua esultanza.

    Può darsi, allora, che lo stare male di Kimi sia riferito al post-sbronza dei festeggiamenti?

    Ironia a parte, questo capitolo è l’ultimo di una storia fatta, come sempre in questi casi, di sacrifici e talento.

    E’ la storia di un predestinato che, come lo stesso Kimi racconta:“E’ il sogno che si realizza, una cosa che inseguivo sin da quando ero bambino. Avevo sette anni la prima volta che vidi una pista: era un vecchio e piccolo circuito di kart, chiamato Bembole, che si trovava a cinque chilometri da dove abitavo. Per me era diventato una seconda casa. Ora, 22 anni dopo, ci sono tante piste che posso dire essere le mie favorite ma la piu’ importante e’ diventata Interlagos, a piu’ di cinquemila chilometri da casa!”

    Kimi iniziò così, con l’aiuto dello zio che gli faceva da sponsor. Lui è uno di quelli che è sempre andato forte. Uno di quelli che sanno “solo” fare quello. Ed è normale che il suo chiodo fisso sia sempre stato uno ed uno solo:“Avevo sempre detto che il mio obiettivo della carriera era diventare campione del mondo. C’ero andato vicino un paio di volte e, alla fine, le cose sono andate per il verso giusto. Abbiamo sempre dato il massimo per cercare di vincere. Per farlo nello sport bisogna spingere sempre piu’ forte, fino alla fine. Non si sa mai cosa puo’ accadere in gara, basta guardare quello che e’ successo negli ultimi tre Gran Premi e tutti sanno cosa intendo dire”.

    “L’ultima corsa – ha proseguito il ferrarista – e’ stata davvero emozionante. Non ci sono stati ritiri fra i primi quattro ma una battaglia a distanza fra noi e i nostri avversari diretti. Ho fatto forse la miglior partenza della stagione e magari avrei potuto passare anche Felipe alla prima curva ma avevamo un piano che non includeva certo una lotta con il mio compagno di squadra. Poi ho visto negli specchietti che Hamilton era a fianco di Alonso alla curva 3, prima di accusare il problema tecnico che lo ha retrocesso in fondo al gruppo. Allora ho realizzato che avevamo la chance che speravamo: quel primo giro sembrava essere diventato decisivo per il campionato.”

    “E’ stata una grandissima gara tutto ha funzionato alla perfezione, quasi come se si trattasse di un regalo di compleanno degli angeli! Una volta tagliato il traguardo ho chiesto notizie via radio ma, per qualche secondo, c’e’ stato silenzio: poi, finalmente, Chris mi ha detto che Hamilton era settimo e allora il cuore e’ quasi andato in fiamme per la gioia!”

    Il finlandese, poi, conclude le sue riflessioni parlando della Ferrari:“E’ meraviglioso essere parte della piu’ grande squadra di ogni tempo. Quest’anno mi sono goduto la Formula 1 piu’ di quanto non abbia fatto nelle sei stagioni precedenti messe insieme. Sognavo di vincere il titolo con la Ferrari e scommetto che questo sia il sogno di ogni pilota”.

    La FIA, intanto, ha comunicato che il 15 di novembre sarà esaminato il ricorso della McLaren.