Kubica vuole vincere? Monaco è il posto giusto

robert kubica parla della sua BMW Saubere d ammette che i circuiti migliori per vincere sono quelli lenti

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    Kubica vuole vincere? Monaco è il posto giusto

    Robert Kubica guarda avanti. Non lo dice apertamente ma si capisce che è da un bel po’ che la sua mente è già proiettata al GP di Monaco dove spera di mettere a segno il colpo che vale la stagione. Per quanto l’impresa sia ardua, il pilota BMW Sauber ha dalla sua almeno quattro buoni motivi.

    Motivo 1. Il PILOTA. Se c’è un posto dove il pilota riesce a fare ancora un po’ di più la differenza rispetto che altrove è a Montecarlo. In queto senso il 23enne polacco, tra la classe innata e l’incoscienza della giovane età, non teme il confronto con nessuno. Tra i muretti del Principato molti giovani talenti si sono messi in mostra e si sono tolti le loro prime soddisfazioni. Robert, giustamente, non vuole essere da meno proprio adesso che tutti ma proprio tutti si sono accorti di lui. Ultimo in ordine di tempo, è stato Bernie Ecclestone:“Se avessi un team, vorrei Kubica come pilota”.

    Motivo 2. La MACCHINA. Kubica spiega:“La nostra monoposto sembra si trovi particolarmente a suo agio nei tratti lenti per cui credo che a Monaco si possa fare una bella gara e probabilmente lì e in Ungheria saranno i circuiti dove avremo maggiori chance di vittoria”. Se c’è un posto dove i valori assoluto delle monoposto vanno a farsi benedire è Monaco. Dove, allora, se non tra il Casinò, il tunnel, le piscine e l’Anthony Noghès, i sogni bavaresi di scavalcare la Ferrari possono diventare realtà?

    Motivo 3. Le QUALIFICHE. Partire in pole significa avere più di mezza vittoria in tasca. Questa regola è impressa a caldo sull’asfalto di Montecarlo e da qualche anno è diventata ancor più vera in tutti i circuiti di Formula 1. Fare la sommatoria di queste due considerazioni obbliga a puntare tutto sul poleman, un ruolo che Kubica ha ricoperto già una volta in questa stagione e nel quale ci si sente disinvolto tanto quanto uno Sean Connery nei panni di James Bond. Altro che Mission Impossibile…

    Motivo 4. Le SORPRESE. Per maggiori informazioni sul capitolo miracolati, chiedere ad Olivier Panis. La storia della corsa monegasca è piena di sorprese. Qui non è un discorso né di talento, né di caratteristiche della vettura. Se la sorte ha deciso che sei tu ad avere in mano il biglietto vincente del Gran Premio “lotteria” per antonomasia, puoi crederci fino in fondo pur guidando una macchina da centro gruppo.

    Se la giornata è quella giusta, figuriamoci cosa può fare un pilota carico a mille dentro ad una BMW messa a lucido dal primo all’ultmo bullone. In caso contrario, puoi tirare i remi in barca indipendentemente dal tuo nome o dal missilone nel quale ti siedi, per maggiori informazioni sul capitolo dei grandi delusi, chiedere a tutti i più grandi piloti di tutti i tempi.