La campagna anti-razzismo della FIA “Race Against Racism” farà male a Lewis Hamilton

La campagna anti-razzismo della FIA “race against racism” farà male a Lewis Hamilton

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    La campagna anti-razzismo della FIA “Race Against Racism” farà male a Lewis Hamilton

    Sono due le questioni calde del momento in Formula 1. L’episodio di razzismo che ha visto Lewis Hamilton protagonista e il problema dei team che sono riusciti ad aggirare l’assenza di traction control. Giudicate voi quale dei due sia il più urgente da risolvere. La FIA c’ha già pensato ed, ovviamente, ha toppato alla grande!

    Nessun commento ancora sulla centralina unica ed il problema del limitatore di velocità che viene usato nelle curve lente come sistema antispin ma, in compenso, la Federazione ha già lanciato un’inutile quanto controproducente campagna antirazzismo definita “Race Against Racism”.

    L’iniziativa, che partirà partire simbolicamente al prossimo Gran Premio di Spagna, è chiaramente cucita addosso a Lewis Hamilton. Prima di lui, infatti, certi temi non avevano mai toccato il mondo delle corse. “La Fia non può tollerare insulti razzisti - ha però spiegato un portavoce della Federazione non rendendosi conto che attirare l’attenzione su un fatto episodico e di minima intensità non fa altro che gasare i razzisti e incentivare l’emulazione – Questo comportamento è contro i principi fondamentali di eguaglianza presenti nello statuto della Federazione. La Formula Uno è uno sport globale e multiculturale. Non si erano mai verificati simili episodi prima, e non ne saranno tollerati altri in futuro”.

    Ci auguriamo che l’idea abbia successo anche se nutriamo forti dubbi al riguardo. Probabilmente per educazione e per evitare altre inutili insinuazioni anche le scuderie di Formula 1 stanno aderendo all’iniziativa: ad oggi hanno già detto sì McLaren, Ferrari, Toyota, Super Aguri e Red Bull.

    In questo clima idilliaco qualcuno che ha avuto il coraggio di dire veramente le cose come stanno, però, c’è stato. Trattasi nientemeno che di Bernie Ecclestone il quale, evidentemente, ha a cuore Lewis Hamilton più di chiunque altro. Il patron del Circus ha infatti criticato platealmente l’iniziativa, dipingendo uno scenario più che verosimile:”Non c’era bisgono di una cosa del genere. E’ facile immaginare che l’effetto ottenuto sarà esattamente il contrario. Come accade in questi casi, infatti, si finisce per dare attenzione a gente che non desiderava altro. Quella gente presente a Barcellona è il solito sparuto gruppo che crea problemi anche nel mondo del calcio. Non sono tifosi. I tifosi sono ben altri. Non sono nulla e non credo neanche che fossero lì per Alonso. Questi sono episodi isolati e Hamilton lo sa benissimo”.

    Appunto. Episodi isolati che, se portati all’opinione pubblica, non fanno altro che generare emulazione. Detto questo, pensiamo ad altro che è meglo.