La verità di Casey Stoner

Il pilota australiano della Desmosedici ufficiale, Casey Stoner rilascia un'intervista per rassicurare i propri tifosi sul suo stato di salute

da , il

    Il convalescente Casey Stoner, dalle pagine di MotoSprint, torna a far parlare di sè dopo la misteriosa patologia che lo sta tenendo fuori dai giochi per il titolo mondiale. Il pilota della Desmosedici spera di tornare in pista per il Gran Premio del Portogallo, ma non chiarisce le cause della sua rinuncia alle corse.

    Casey Stoner, nel frattempo, cerca di curare il suo malessere in Australia, paese natale del centauro Ducati e si concede una curiosa intervista per cercare di chiarire il proprio punto di vista sulla sua partecipazione alla Motogp: “Vorrei continuare a gareggiare ancora per qualche anno. Rientrerò non appena avrò recuperato le energie necessarie. L’obiettivo resta quello di correre in Portogallo”.

    In queste affermazioni possiamo riscontrare una piacevole notizia, Casey, molto probabilmente, tornerà a correre per il GP lusitano, ma destano preoccupazione le frasi inerenti ai propri progetti futuri. Infatti, per un rider giovane come Stoner, l’idea di correre ancora per qualche anno, la dice lunga sul suo stato di salute.

    E’ chiara, dunque, la preoccupazione dell’australiano per il prorio stato di forma, anche se il suo ritorno in Portogallo è stato pienamente confermato dal Direttore del Progetto Ducati MotoGP: Livio Suppo.

    Ovviamente tutti noi speriamo di poter ammirare le gesta in pista di Stoner ancora a lungo, ma è lo stesso pilota della Desmo a chiarire il proprio stato di preoccupazione e cautela nei confronti del suo debole fisico: “Ad un certo momento ho cominciato ad avere una sensazione brutta: mi sono sentito vulnerabile e mi sono trovato nella condizione di chi deve fare una cosa che gli fa schifo. Per me è stato terribile capire che mentre guidavo la mia moto, mentre gareggiavo, io stavo davvero spingendo al massimo, eppure non c’era nulla che potessi fare per evitare risultati deludenti, non all’altezza del mio solito rendimento. Mi sono convinto che dovevo separarmi, brevemente ma completamente, dalle corse. La Desmosedici è capace di vincere, io no. E’ brutto per me, per la squadra, per la Ducati. Io posso arrangiarmi a gestire gli infortuni, ma non riesco a gestire qualcosa che non conosco. Ho spinto il mio corpo oltre ai limiti. La fatica era diventata troppo grande per essere recuperata in fretta.”

    Il racconto dell’ex campione del Mondo ci fa capire come ci sia molta preoccupazione intorno alle condizioni psico-fisiche del Canguro di Borgo Panigale, ma non chiarisce affatto le cause che hanno portato il giovane talento della Motogp a decidere di abbandonare le gare.