Le Pagelle di Paolo Zermiani, Gran Premio del Belgio 2008

pagelle dal gran premio del belgio edizione 2008

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    Pronti al massacro? Che voto dare ad un Kimi Raikkonen grandissimo fino a due giri dalla fine? E Lewis Hamilton? E’ stato davvero scippato della vittoria o è andato a cercar grane quanto proprio non ce n’era bisogno. Va a finire che le lodi sono tutte per Massa. Il terzo, pardon il primo, gode.

    MASSA. Tra i due litiganti, il terzo è Felipe. Massa, appunto, va a vincere una gara guidata più con la testa che con il piede. Una gara da vero aspirante al titolo di campione del mondo. Se non si può vincere, infatti, l’importante è limitare i danni. E persino la fortuna può diventare una variabile tutt’altro che cieca. Voto 7+

    HEIDFELD. La genialata di montare le gomme intermedie a due giri dalla fine viene dal suo box. Lui ha il merito di crederci ed accettare la sfida. Fa meglio di Kubica pure in qualifica. Cosa chiedergli di più? Voto 7,5

    HAMILTON. Fosse arrivato secondo avrebbe incrementato su Massa ed avrebbe tenuto aperta la lotta in famiglia tra i ferraristi che, ad oggi, non lo sta certamente penalizzando. C’è di più: accortosi che Raikkonen era in difficoltà, poteva cuocerlo a fuoco lento anziché mangiarselo crudo rischiando, guardacaso, di finire intossicato. Gli è andata bene. Poteva essere lui quello spiaccicato sul muro o su una macchina a caso tra le varie Williams e Force India che pascolavano sulla pista tra il giro 43 ed il giro 44. Queste considerazioni si fanno senza andare a toccare il tabù della chicane. La penalità, giusta o sbagliata che sia, è solo frutto della sua incapacità di giudicare al meglio la situazione. Concludiamo facendo notare che per tutta la gara non ha fatto certo miracoli girandosi dopo il primo giro e riuscendo a ricucire su Raikkonen, autore anche del giro più veloce, solo quando il ferrarista è andato in crisi con le proprie gomme. Voto 5. Da intenditore.

    ALONSO. Voto 7 per la pazienza. La gara di Spa-Francorchamps è l’emblema della sua stagione. E’ la sintesi perfetta del vorrei ma non posso al quale è sottoposto da quando ha deciso di tornare in Renault. Il suo campionato del mondo è salire sul podio almeno una volta. Per farlo le prova tutte, compresa la mossa delle gomme intermedie quando ormai è troppo tardi. Non gliene va una dritta. Come si dice in questi casi, avesse aperto una ditta di cappelli, nasceva la gente senza testa. In compenso le sue gufate arrivano. E come! Chiedere ad Hamilton.

    VETTEL E BOURDAIS. Il tedesco forse è ancora troppo acerbo per Spa. Il 7+ però ci sta tutto. Tant’è che ne busca pure da Bourdais in versione gara della vita. L’acquazzone spedisce il francese all’inferno. Compie un ultimo giro in condizioni disperate e viene infilato pure dal compagno di squadra rimasto, fino a quel momento, tremendamente dietro. Per il Sebastien con l’accento sulla “e” è comunque il miglior risultato dall’Australia. Voto 7,5.

    KUBICA. La classica gara storta. Problema al pit stop, problemi con la radio e compagno di squadra a brindare al posto tuo sul podio. Riesce comunque a vedere la bandiera a scacchi ed a superare Raikkonen in classifica. Si consolì cosi. Certo, se avesse avuto un contatto coi box avrebbe potuto imitare Heidfeld con le gomme intermedie e senza il ritardo al pit stop, chissà gli ultimi giri… Voto 6-. Che sarebbe stata una trasferta dura lo si era capito già dalle qualifiche.

    WEBBER. Vittima dell’uragano Heikki, ottiene una piccola consolazione con la retrocessione di Glock. I fratellini della Toro Rosso, però, sono decisamente lontani e il lungo australiano, unico che cerca di tenere in piedi la baracca, proprio non riesce a mandarla giù. Voto 6+

    GLOCK. Prova pure lui a montare le intermedie e va di rimonta. Non poderosa come quella di Heidelfd, però. Nella foga non vede le bandiere gialle e di becca la penalizzazione. Per la Toyota arriveranno tempi migliori. Voto 5,5

    KOVALAINEN. Ecco l’esempio del protagonista negativo. Sbaglia la partenza poi tenta una rimonta che finisce impattando su Webber. Ripartono entrambi e questo basta al finlandese per continuare a dimostrare che con quella macchina avrebbe potuto puntare in alto. Voto 4.

    TRULLI. Fenomenale partenza. E basta. Il resto è solo uno squallido ciondolare lungo la pista per colpa della tamponata subita al via da Bourdais. In quell’occasione rischia persino di fare un effetto domino con Raikkonen che gli sta davanti. Il voto è senza. Quello alle intenzioni, invece, altissimo.

    RAIKKONEN. Di lui è piaciuto il cuore che c’ha messo. A fine gara ha spiegato come mai avesse preso così tanti rischi.“Il secondo posto non era abbastanza utile per me”. Questa considerazione premia il coraggio e rende ancora più plateale l’errore di Hamilton che, invece, non solo poteva ma addirittura doveva accontentarsi. Il voto è 8, probabilmente troppo alto perché l’errore c’è stato e, in generale, resta ancora l’impressione che il finlandese abbia fatto un exploit. Non che abbia risolto il benché minimo problema tra sé e la F2008.