Le Pagelle di Paolo Zermiani, Gran Premio di Germania F1 2008

pagelle di paolo zermiani dopo il gran premio di formula 1 2008 in germania ad hockenheim

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    Nella pagellina del Gran Premio di Germania spicca Lewis Hamilton. Il pilota della McLaren quando imbecca la giornata giusta sa essere letteralmente strepitoso. Per avere chiari i contorni della sua impresa, basti fare il confronto con Kovalainen.

    HAMILTON. Vince due volte. La prima alla Schumi: parte bene, prende un ragguardevole vantaggio e poi controlla gli avversari. La seconda alla Hamilton: pasticcia con la strategia box, ma spinge come un forsennato senza commettere mezza sbavatura e risale in vetta. Ormai è ufficiale: il fenomeno si è ritrovato nel male e, soprattutto, nel bene. Voto 9

    PIQUET. Sta ancora facendo i conti per capire come abbia fatto a trovarsi in seconda posizione sotto la bandiera a scacchi. Il dubbio che dovesse stare un giro dietro, infatti, lo ha attanagliato durante tutta l’uscita della safety car. Per sua fortuna è tutto vero. Miracolo ad Hockenheim. Voto 7+ per come tiene in cassaforte il secondo posto evitando di lottare con un’inarrivabile Hamilton.

    MASSA. Senza problema ai freni si sarebbe bevuto Piquet neanche fosse un succo d’Ananas sulla spiaggia di Copacabana. Senza la safety car avrebbe comunque portato a casa un secondo posto che vale quasi mezza vittoria nonostante la netta inferiorità della sua Ferrari al cospetto del binomio Hamilton-McLaren. Chiedergli di più vuol dire chiederlo a qualcun’altro. Voto 7 anche per l’ottima qualifica che lo fa stare comunque in prima fila.

    HEIDFELD. Butta nel serbatotio più benza che può con la speranza che qualcosa succeda. La sorte lo ripaga davanti al pubblico di casa. Avesse messo qualche gallone in meno avrebbe persino potuto vincere, perché se fosse stato là davanti, avrebbe venduto cara la pelle. Altro che Nelsinho… La ciambella senza buco è già venuta una volta in questa stagione e se l’è mangia Kubica in Canada, tra l’uomo del secondo posto ed il suo sogno c’è un’ultimo rifornimento. Voto 7,5. Bravo comunque.

    KOVALAINEN. Si fa sempre più drammaticamente grigia la stagione del finlandese che, alla distanza, sprofonda al cospetto del luccicante Hamilton. Anche stavolta meglio in prova che in gara. Anche stavolta dietro di molto. Voto 5

    RAIKKONEN. Non riesce ad indirizzare a dovere il setup della vettura e butta via l’intero weekend. In gara prova a limitare i danni ma si dà una svegliata solo quando tutto è perso. I sorpassi che compie sono spettacolari ma gli avversari che si trova di fronte, in altre circostanza, avrebbero preso quasi due secondi al giro. Voto 4,5

    KUBICA. Fa una partenza da Oscar. Esattamente quella che avrebbe dovuto fare Raikkonen secondo le aspettative dei tifosi Ferrari. Alla distanza però accusa un calo di prestazione per colpa delle gomme. Voto 6

    VETTEL. Mette prima in riga tutti gli altri tori che pascolano lungo il nastro d’asfalto tedesco. Poi punta ed incorna Trulli e va a raccogliere quel punto che segna la differenza tra chi ha fatto il proprio dovere fino in fondo e alla grande e chi, invece, si è vissuto il weekend del turista. Voto 8.

    TRULLI. Anche l’italiano è uno di quelli calati alla distanza. La sua vettura ha perso il bilanciamento nell’ultimo stint e da lì in poi non è più riuscito a fare i tempi desiderati. Dispiace perché la grande qualifica aveva alimentato grosse speranze. Voto 6,5

    ALONSO. Un’altra di queste e comincerà a montare il “caso-Alonso”. Il pilota sembra metterci l’entusiasmo e la grinta di sempre ma per un motivo o per l’altro sparisce quando c’è da tirare le somme. Adesso Piquet ha quasi i suoi stessi punti in classifica. L’impressione è che lo spagnolo, da troppo tempo abituato ai quartieri alti, inizi a soffrire l’aria dei sobborghi. Voto 5

    COULTHARD. Questo GP di Germania rappresenta la sua gara tipica. Pasticcia molto e alla fine va a cozzare inutilmente su Barrichello nel tentativo di spartirsi la palma del più assonnato dello schieramento. Voto 4

    Foto | motorsport