Lewis Hamilton: perché può prendere il largo

Formula 1: focus sulla situazione in casa McLaren

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    Lewis Hamilton: perché può prendere il largo

    E’ il caso di vedere più da vicino la situazione in casa McLaren tanto per quel che riguarda Lewis Hamilton quanto per Jenson Button. Qualche giorno fa abbiamo fatto un ragionamento che qui sintetizzo: appurato che questa stagione 2012 di Formula 1 è una mezza lotteria, dato per scontato che ci saranno molti altri “eroi per un giorno”, assodato che tra i valori in campo c’è grande equilibrio, alla fine a giocarsi il titolo mondiale saranno in tre: il già citato Lewis Hamilton, il campione del mondo in carica Sebastian Vettel ed il mai domo Fernando Alonso con una Ferrari in risalita vertiginosa. Sul conto della scuderia di Woking, urge farsi una domanda: la vera monoposto è quella di Hamilton o quella di Button? Nel primo caso, infatti, c’è il rischio concreto che l’anglocaraibico, azzeccando due o tre gare di fila, possa prendere il largo in classifica. Tenete conto che già sarebbe stato così se in precedenza il team non avesse pasticciato durante alcuni pit stop.

    Lewis Hamilton grande favorito

    L’ultimo pilota dei sette a vincere una gara è anche quello con maggiori chance di diventare campione del mondo di Formula 1 2012. E’ Lewis Hamilton quello da considerare come favorito anche per il prossimo Gran Premio d’Europa. I motivi? Uno: fino ad ora è stato il più costante. Due: la McLaren, pur se con qualche alto e basso, da inizio stagione è lì davanti. Tre: se l’anglocaraibico non avesse dovuto fare i conti con errori dei suoi meccanici in alcune delicate fasi di pit stop nel corso di Gran Premi passati, a quest’ora avrebbe un vantaggio in classifica ben più sensibile.

    McLaren: le prossime gare potrebbero andare molto male

    Il segno è che il potenziale c’è. Di fronte a tanto ottimismo, però, Martin Whitmarsh getta acqua sul fuoco:“Siamo tutti molto vicini ed abbiamo pneumatici che variano molto nelle prestazioni. Per cui è difficile essere costanti”. Secondo il il team principal McLaren, sarà difficile avere un Hamilton facile vincente anche in futuro:“Basta vedere le qualifiche: è molto difficile ottenere un buon tempo e contemporaneamente conservare le gomme per la gara. Lewis è in testa al campionato ma non crediamo che andremo facilmente a vincere. Nella prossima gara potremmo anche andare terribilmente male sebbene ci siano due tracciati con curve veloci e la nostra vettura, al momento, sta lottando sulla trazione”, ha concluso il capo di Woking.

    Jenson Button: i problemi sono suoi o della McLaren?

    I problemi di Jenson Button vanno attribuiti alla McLaren o ad un errato approccio del pilota? La risposta a questa domanda potrebbe aiutare molto tifosi, tecnici ed osservatori a quantificare il potenziale a disposizione di Lewis Hamilton. Il fatto che a Woking non abbiano ancora le idee chiare non aiuta. L’ex pilota Brawn GP, a tal proposito, ha dichiarato:“Essere doppiato dal tuo compagno di squadra che va a vincere la gara è strano più che deludente. Non sono deluso ma fatichiamo a capire perché siamo andati così male. Semplicemente ero lento. Non riuscivo a preservare le gomme. Non ho avuto il passo”, ha ammesso Button. Come uscire da questa situazione? Non c’è una bacchetta magica in giro:“Non sono in vacanza in questo momento. Guido sempre con il cuore ma semplicemente non vado, qualcosa non sta funzionando in me. Voglio lavorare sodo perché in tutti i miei 12 anni di carriera sono sempre riuscito a recuperare”. Lo strano caso del signor Button, in realtà, potrebbe avere una spiegazione semplice: pura causalità. L’inglese ha avuto alcune sfortune che lo hanno penalizzato come il guasto al differenziale nelle libere di Montreal. Ne è convinto Martin Whitmarsh che, a proposito del GP del Canada, ha ricordato:“E’ colpa nostra. Non abbiamo potuto lavorare sulla sua sospensione nel corso del venerdì e questo gli è costato un elevato degrado degli pneumatici. Non gli abbiamo dato una vettura a posto”. Che sia solo qui il nodo da sciogliere? Ne sapremo di più tra dieci giorni a Valencia.