Lorenzo, è tempo di esami: il pilota Yamaha a scuola guida

Dopo aver superato l'esame teorico Lorenzo sarà impegnato con le prove pratiche dopo le quali sosterrà l'esame finale per la patente della moto

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    Lorenzo, è tempo di esami: il pilota Yamaha a scuola guida

    Sembra incredibile, ma è vero, che solo qualche giorno fa Jorge Lorenzo ha annunciato il risultato positivo dell’esame teorico per la patente della moto e in questi giorni il campione spagnolo della Yamaha si sta preparando per superare la prova pratica che gli permetterà di ottenere il patentino per le moto, soprattutto fuori dai circuiti della MotoGP. Per l’iridato del 2010 sarà un gioco da ragazzi svolgere le prove pratiche di guida al Montjuic di Barcellona, con l’obiettivo di sostenere l’esame finale di guida entro poco tempo.

    Dopo esser tornato dalla Malesia, dove ha ben figurato nei primi test ufficiali del Motomondiale 2012, Lorenzo ha ripreso il percorso lasciato in sospeso per quanto riguarda il suo esame di scuola guida.

    Se in molti si sorprenderanno, questi non sanno che un campione del mondo ed un pilota dal talento cristallino come Porfuera non ha il permesso di guida, proprio il pilota che durante la sua carriera ha fatto registrare avariati record nelle competizioni su due ruote. Giusto per citarne qualcuno, il maiorchino debuttò nel Campionato del Mondo lo stesso fine settimana del suo quuindicesimo compleanno, quando la questione patente non si era rivelata finora come un qualcosa di urgente.

    Il numero 99 della Yamaha M1, confida che fino adesso non è stato necessario ed urgente avere la patente di guida per le due ruote, preferendo superare prima gli esami sulle quattro ruote: “Ho preso la patente della macchina a 18 anni e fino ad ora non ho avuto la necessità di pensare a quella della moto, visto che non serve per correre a livello competitivo. Però ora mi piacerebbe poter girare anche su due ruote, quindi mi sono mosso di conseguenza”.

    Sempre in sella ad una Yamaha, ma questa volta una YBR 250cc, lo spagnolo cerca quindi di adattarsi ad un altro ‘mondo’, con altre regole, dove non ci sono questioni legate alla potenza e cronometri pronti a registrare.

    “Javi, il mio docente, è l’unica persona di questo mondo ad avermi detto di andare piano con la moto, e dovrò dargli retta se voglio superare l’esame”, riassume il motociclista, che spiega così l’esperienza di questi giorni: “Devo pormi un freno. Non mi è mai capitato di dover girare lentamente una volta in sella ad una due ruote. Una volta entrato nell’ottica però, ti rendi subito conto che una cosa è lo scendere in pista alal ricerca del tempo più veloce, mentre un’altra è circolare nel rispetto delle regole in strada”.