Marco Melandri: “con il bagnato andava tutto bene ma poi…”

Marco Melandri, dopo il Gran Premio d'Italia Alice, tira le somme sulla sua gara ed evidenzia come le condizioni di asciutto del tracciato abbiano penalizzato la seconda parte di gare del pilota Hayate

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    Dopo il Gran Premio d’Italia, Marco Melandri tira le somme sulla sua prestazione sul circuito toscano e ammette le differenze di rendimento della sua Kawasaki, rispetto alle condizioni di bagnato e asciutto della pista.

    Anche se nella prima parte di gara bagnata, Melandri si era mostrato subito competitivo e aggressivo, nella seconda frazione della corsa del Mugello, il pilota della Hayate, ha visto calare vertiginosamente i suoi standard di guida.

    Se le condizioni imposte dal maltempo avevano permesso al ravennate di piazzarsi al comando , appena è rientrato ai box per il cambio di moto, causa il progressivo asciugamento del tracciato, Macio non ha potuto fare altro che veder passare i piloti che fino a quel momento aveva tenuto dietro la sua ruota.

    Le motivazioni di questa improvvisa inversione di marcia, sono racchiuse nelle dichiarzioni che Marco ha rilasciato alla stampa nel post-gara del Gran Premio d’Italia: “fino a che era bagnato mi trovavo bene, dalla gara di Le Mans abbiamo avuto un po’ di informazioni per lavorare sul set up della moto da bagnato e qua la mia squadra ha fatto veramente un gran bel lavoro e la moto andava molto bene. Purtroppo quando abbiamo cambiato assetto non ho mai trovato feeling, completamente zero, non potevo guidare, mi sembrava di continuare ad andare sul bagnato. Sul davanti non c’era mai grip e la moto non curvava mai. Ero sempre in ritardo e non riuscivo a inserirmi nelle curve, ero molto, molto lento. Più provavo a forzare più rischiavo e andavo piano. Quindi ho deciso di fare il mio ritmo e accettare la superiorità di chi mi era dietro.”

    Certo è che il pilota italiano, grazie al lavoro del suo team, è riuscito a ritrovare la fiducia e gli stimoli andati persi a causa della sua passata permanenza in Ducati.

    Ma insieme a questa convinzione, è arrivata anche la certezza che il cammino, che porterà la sua Hayate a competere con le moto top class, è ancora tutto in salita. C’è molto da lavorare su quel bolide tinto di nero, soprattutto se si pensa alle possibili condizioni di assetto che potrebbero presentarsi, a seconda delle condizioni meterologiche dei prossimi appuntamenti della Motogp.

    Il Mugello, inoltre, ha riportato alla mente di Marco la sensazione di ritrovarsi in testa ad un Gran Premio, un brivido che non avvertiva da lunga data: “in quei giri davanti, mi sono trovato bene, credo che quelle sono le posizioni in cui mi trovo meglio. Sull’acqua abbiamo un’ottima moto e funziona bene, credo che possiamo essere sempre là davanti. Dobbiamo lavorare sull’asciutto.”

    Appuntamento, quindi a Barcellona, con l’augurio che anche li si possa scatenare un temporale.