Max Mosley: lascio la FIA per mia scelta

Max Mosley spiega la sua versione dei fatti

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    A Max Mosley non resta che salvare l’orgoglio. Ammesso che ce l’abbia ancora dopo i fatti dell’orgia sadomaso. Per questo, mentre lascia baracca e burattini, allontanandosi con le pive nel sacco, tende a precisare un’ultima cosa:“Sono io che ho deciso di lasciare, non perché l’ha voluto la FOTA“.

    MAX MOSLEY. Il presidente della FIA ha reso noto che la sua avventura al timone della Federazione Internazionale dell’Automobile terminerà assieme al suo mandato nel prossimo autunno. Non si ricandiderà. Premura di Mosley è stata quella di precisare che non c’è stata alcune influenza dei team della FOTA in questa decisione nonostante la sua ventilata intenzione del giorno prima fosse quella di non smuoversi di un centimetro dalla poltrona. “I team hanno avuto le regole che volevano e la stabilità. Io ho avuto 3 nuovi team e la riduzione dei costi - ha dichiarato il 69enne capo della Federazione – Il budget cap non è passato ma in due anni si arriverà ai livelli di costo dei primi anni ’90 il che è un modo diverso per dire la stessa cosa. Ho sempre sostenuto che non ci fossero grosse divergenze tra me ed i team – ha proseguito Mosley volendo camuffare la propria sconfitta – e questo lo dimostra”.

    FIA F1. “Il mio addio era già pianificato, concordato e organizzato - insiste Mosley nel dipingere l’esito del Consiglio Mondiale non come una disfatta – tutto il mio staff sapeva ma ovviamente non potevo dirlo pubblicamente per non perdere la mia influenza. Influenza di cui non ho più bisogno dato che le cose sono andate in un modo che mi soddisfa” ha concluso il pensionante uomo inglese raccontando che già si prospetta un’estate rilassante, la prima dopo 3 anni difficili. Dove è successo di tutto.

    ORGIA SADOMASO. Visti gli sviluppi della vicenda FIA-FOTA, torna alla mente la teoria del complotto attorno al festino hard che ha macchiato in modo indelebile l’immagine di Mad Max ed ha segnando per sempre i 16 anni della sua Presidenza. Lì per lì sembrò il vendicativo Ron Dennis l’artefice. Ora si può ragionevolmente pensare che, se di vero trappolone si sia trattato, dietro ci siano state tutte le squadre di F1. Ferrari in testa. Non a caso, il nome di Jean Todt torna alla grandissima in pole position per la successione. Che sia lui o meno, una cosa è certa: il nuovo uomo avrà una bella serie di gatte da pelare. Gatte che, dal 1993 ad oggi, tra pochi alti e molti bassi, erano toccate ad un folle. Con le spalle larghe. Larghissime.