McLaren-Hamilton, Whitmarsh: “Non rivelerà i nostri segreti alla Mercedes”

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    McLaren-Hamilton, Whitmarsh: “Non rivelerà i nostri segreti alla Mercedes”

    AP/LaPresse

    L’onda lunga del passaggio di Lewis Hamilton alla Mercedes nel 2013 non si ferma e proseguono i commenti e gli interrogativi sulla scelta dell’inglese e sul sostegno che avrà, adesso, dal team di Woking.

    Quali potessero essere le prospettive per quest’ultima parte di stagione lo abbiamo già anticipato, lanciando l’idea provocatoria che a Woking avrebbero sì sostenuto Hamilton – perché necessario per la corsa al titolo Costruttori -, ma con un occhio di riguardo in più per Jenson Button.

    Ha smentito, come logica vuole, ogni ipotesi complottista Martin Whitmarsh, assicurando il pieno sostegno per la rincorsa iridata del campione destinato a partire verso altri box.

    «Abbiamo una macchina competitiva al momento e restano sei gare: possiamo vincerle tutte e dal mio punto di vista possiamo vincere il titolo. A partire dal Giappone saremo focalizzati su questo».

    Incassata la conferma di un sostegno incondizionato a Hamilton per le gare restanti, c’è un altro dettaglio – tutt’altro che secondario – da prendere in considerazione: lo sviluppo della monoposto. Voci accreditate hanno disegnato il seguente scenario: se a Singapore Hamilton avesse vinto, sarebbe rimasto in McLaren, con Perez alla Mercedes, viceversa sarebbe andato alla scuderia tedesca. Prendendo per buone queste indicazioni, c’è da credere che Hamilton sia a conoscenza dei dettagli della McLaren 2013, soluzioni tecniche già consolidate, visto che la progettazione della nuova monoposto è iniziata da tempo.

    In Mercedes, così, si porterà un bel know-how sui possibili segreti della nuova macchina, o almeno così vien da pensare, perché quando ti pagano diversi milioni di euro, oltre ai servizi dietro al volante, chi fa l’investimento spera anche di carpire i segreti della concorrenza. Lo si è fatto (illegalmente) con la spy-story McLaren-Ferrari, figurarsi se non accadrà dopo un cambio di tuta. Non è dello stesso avviso Whitmarsh, il quale confida nel rispetto di Hamilton per il team, ammesso che si tratti di rispetto, perché in fondo sono informazioni che la squadra ha liberamente scelto di condividere con il pilota: «Conosco bene Lewis, mi fido e lo rispetto e lui altrettanto nei confronti del team, così non è qualcosa che passa nei miei pensieri [il passaggio di dati sulla nuova macchina alla Mercedes]».

    Convinto lui…

    La Hrt spera nel ritorno delle vetture clienti

    Definire l’esperienza della Hrt in Formula 1 come fallimentare non è esagerato. Il team diretto da Luis Perez Sala ha cambiato la propria sede spostandola a Madrid, scelta che gli ha precluso la partecipazione ai test del Mugello in primavera. Ma sul piano tecnico le prestazioni latitano e non sembra esserci un barlume di miglioramento all’orizzonte.

    E’ interessante la considerazione che fa Perez-Sala al settimanale Autosprint, auspicando il ritorno alla fornitura delle vetture clienti, unica strada che consentirebbe ai team delle ultime piazzole in griglia di ambire a posizioni migliori.

    «Dal mio punto di vista sarebbe una buona idea se un piccolo team potesse gestire una macchina migliore di quella che può costruire, senza spendere più soldi. Costerebbe meno – ha aggiunto Sala -, senza costi sulla progettazione e realizzazione, ma tutto dipende dalle cifre richieste». Inserire la possibilità di acquistare una vettura clienti all’interno delle norme sul budget cap, sarebbe la strada migliore per avere un parco partenti più competitivo e gare più avvincenti ed equilibrate.

    Sempre al settimanale italiano, Sala ha spiegato come ci siano preoccupazioni sulla fornitura di motori V6 turbo, considerato che il motore incide attualmente per il 20% dei costi complessivi. Dovesse proseguire l’esperienza in Formula 1, la Hrt avrebbe l’opzione Pure a disposizione, a cifre intorno ai 14 milioni di euro, comunque superiori a quanto spende attualmente.