McLaren, l’oggetto misterioso

Non siamo stati gli unici a presentare come come cruciale la gara di Imola

da , il

    McLaren, l’oggetto misterioso

    Non siamo stati gli unici a presentare come come cruciale la gara di Imola. In quel GP la Ferrari ha dimostrato di poter dire la sua e la Renault ha tenuto bene.

    La squadra a non aver dato risposte convincenti, invece, è stata la McLaren. Ed a spiazzare l’ambiente è stato soprattutto l’ottimismo e la tranquillità che Dennis ed i suoi uomini ancora mostrano.

    E’ vero che guardando la classifica la McLaren è avanti alla Ferrari nei costruttori e Raikkonen è dietro a Schumacher di soli 3 punti.

    Ma c’è da dire, innanzitutto, che anche la situazione della Rossa non è certo buona! Per la Ferrari, però, vi è una parziale consolazione nel constatare che, quando ha corso senza handicap, Schumacher ha concluso con un primo ed un secondo posto.

    La McLaren, al contrario, nonostante una certa regolarità non ha mai dato l’impressione di potersela giocare alla pari con la Renault. E’ questo l’elemento che ci lascia profondamente perplessi.

    Ad ogni modo, in vista del GP d’Europa del prossimo 7 maggio, Ron Dennis ha dichiarato che la macchina che vedremo sarà molto più competitiva di quella scesa in pista fino ad ora:«Il vero passo della vettura non ha ancora avuto modo di venire a galla. In realtà siamo un po’ più vicini alla Renault di quanto non fossimo lo scorso anno. Con i nuovi propulsori al Gran Premio d’Europa saremo più forti e veloci. Abbiamo già testato ciò che impiegheremo, e continueremo a farlo nelle prove di Silverstone. Inoltre, dalla nostra possiamo vantare di non aver ancora accusato problemi tecnici e anche a Imola abbiamo portato due auto in zona punti. Si tratta di un risultato significativo».

    In effetti i problemi di affidabilità non ci sono stati. E, non a caso, fino ad ora hanno raccolto dei punti importanti. Si vede che gli errori del passato insegnano!

    Resta da capire se davvero al Nurburgring ci sarà una svolta anche nelle prestazioni. Intanto, il tempo per recuperare è sempre meno.