La McLaren piazza il suo talento

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    La McLaren piazza il suo talento

    Il suo nome è Lewis Hamilton e sentiremo sempre più spesso parlare di lui. Intanto nel 2006 prenderà il posto in GP2 lasciato vuoto dal vincitore Nico Rosberg. E pare che nel 2007 possa esordire niente meno che in F1, forse in coppia con Alonso. Alla faccia di Raikkonen, Montoya e tutti gli altri.

    La fortunata politica dei piloti coltivati in casa – già messa in atto da Renault, Red Bull e Toyota – vede la McLaren piazzare uno dei suoi pupilli nell’importante vetrina della GP2 Series. Hamilton, infatti, guiderà per il forte team ART – diretto da Nicolas Todt (figlio di Jean) – che ha permesso nel 2005 a Nico Rosberg di vincere il campionato.

    La scuderia di Dennis crede molto nel giovane pilota, seguito sin dai tempi del Kart. E se nel 2006 dovesse confermare le aspettative non è escluso che sia lui a prendere il volante della seconda McLaren nel 2007. Più probabilmente avrà un ruolo da collaudatore ma per Montoya e Raikkonen si prefigura un rivale in più nella lotta per affiancare Alonso.

    Il finlandese non dormirà di certo scomodo per questo dato che è rimasto l’unico pilota ad avere su di sé gli occhi di mezzo Circus (Ferrari e Toyota in testa) e che, anche lasciando la McLaren, avrà comunque un’auto competitiva nel suo destino.

    Discorso diverso per Montoya. Già adesso le possibilità di restare sono pochissime. Se poi ci fosse una giovane promessa scalpitante dietro di lui, chi non la preferirebbe al colombiano?

    Voglio dire, tra un giovane pilota con un basso stipendio ed altissime prospettive ed un vecchio pilota che ormai ha dimostrato i suoi limiti e che non sarà mai in grado di fare la differenza né tantomeno di aiutare la squadra… come si possono avere dei dubbi?

    Casomai il rischio è quello di mettere un pilota troppo inesperto all’interno di una squadra vincente. La pressione potrebbe essere troppa e il rischio sarebbe quello di bruciarlo nonostante il talento. Al tempo stesso, ritengo che quando uno va forte lo fa in ogni situazione. Sempre e comunque.