Michael Schumacher: il collo fa ancora male

Michael Schumacher parla al termine della 3 giorni di test con una vettura di GP2 e fa sapere di aver sentito di nuovo dolore al collo

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    Al termine della terza ed ultima giornata di test sul circuito di Jerez per Michael Schumacher arriva la notizia che non ti aspetti. Il tedesco, dopo una paio di giorni dove ha tirato con una vettura di GP2 ha ammesso di aver sentito dolore al collo. Niente paura, però. Stavolta non c’è il rischio che il pilota Mercedes GP alzi bandiera bianca prima ancora di provarci. Dopo lo shock, Schumacher ha ammesso che un indolenzimento era prevedibile. Ha aggiunto di non sentirsi preoccupato e di voler provare a vincere l’ottavo titolo. Se non nel 2010. Entro il 2012. Poi dirà basta sul serio.

    COLLO SCHUMACHER. Anche il terzo giorno è andato. Michael Schumacher con il miglior giro in 1’24”621 ha chiuso a 4 decimi dal record della pista con GP2 detenuto da Kamui Kobayashi e fatto segnare nell’Ottobre 2008. Non male considerando le condizioni non perfette del tracciato. Incassati i ringraziamenti di rito da parte dello staff che lo ha seguito, Schumacher ha lasciato perplessi i giornalisti presenti ammettendo di aver sentito di nuovo dei fastidi al collo. “Vi e’ una piccola tensione muscolare”, ha ammesso precisando immediatamente di non sentirsi particolarmente preoccupato. “La vera fase di ambientamento iniziera’ quando mi siedero’ su una vettura di F1 all’inizio di febbraio – ha aggiunto dando l’impressione di voler rimandare il problema – Anche in passato non sono mai stato in grado di allenare i muscoli del collo in modo da non sentire nulla.”.

    TITOLO MONDIALE. “Nel nostro progetto a lungo termine con la Mercedes abbiamo stabilito un obiettivo chiaro: io voglio ridiventare campione del mondo”. Il nuovo Schumacher sarà diverso da quello di prima. Il fenomeno di Kerpen ha fatto sapere che farà una preparazione fisica più soft, meno stressante e che cercherà di colmare il gap dell’età facendo leva sull’esperienza, impareggiabile, e la proverbiale concentrazione. Sono queste le armi in mano al pilota Mercedes per portare a Stoccarda il titolo mondiale. Almeno uno in tre anni è l’obiettivo dichiarato:“Può darsi che questo non avvenga subito, ma se consideriamo il periodo di tre anni ci sono buone possibilità di farcela”.