Montoya: non è mancato, mancherà!

Si è corso il primo GP senza Montoya… Ma si è sentita la sua mancanza? E in futuro, ci pentiremo di non averlo più tra Alonso, Schumacher, Raikkonen e tutti gli altri? Alla lunga, ritengo che un personaggio come il colombiano avrebbe fatto molto comodo alla F1

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    Montoya: non è mancato, mancherà!

    Allora, lo ammetto. Non sono un estimatore di Montoya. Se avessi un team di F1 non lo prenderei mai in squadra ed al suo posto preferirei un Pedro De La Rosa a caso. Meglio ancora un giovane di belle speranza, ma MAI un Montoya.

    Nonostante siano in forte calo dopo le evidenze (conosciute anche col nome di “deludenti risultati”), sono ancora molti i suoi estimatori. Sono molti quelli che credevano in lui e che – sotto sotto – pensano che, se la sorte si fosse mossa diversamente, saremmo ancora qui a parlare di lui come l’anti-Schumacher!

    Le evidenze, dicevo. La prima è che Montoya non ce l’ha fatta. La macchina migliora l’ha avuta, ma il suo compagno – Raikkonen – è stato più forte. Costantemente.

    L’altro compagno di squadra, per 4 anni alla Williams, è stato Ralf Schumacher. Persino nel confronto con lui, tranne nel 2003, non è riuscito ad emergere.

    Ora le opinioni resteranno divergenti tra chi continua a vederlo come un campione “incompreso” dalla F1 e chi sarà sempre più convinto che sia stato un clamoroso flop. Tra chi ricorda ancora cosa sia stato capace di fare in america e chi, invece, ritiene che in F1 aveva le possibilità per fare molto di più.

    Già il suo prossimo impegno in NASCAR con Chip Ganassi potrà dirci qualcosa di più al riguardo.

    Restando, comunque, a guardare in casa nostra, voglio ammettere che la sua assenza non mi ha fatto per niente piacere.

    Ripeto, non sono un suo estimatore e riconosco che De La Rosa nella sua prima occasione non ha fatto niente di meno di quello che avrebbe fatto il colombiano.

    Ma, provando ad essere obbiettivo, affermo che – alla lunga – un personaggio come il colombiano avrebbe fatto molto comodo alla F1.

    E non mi riferisco tanto alla sua capacità di smuovere tifosi quando si va a correre oltreoceano.

    Il tassello che JP lascia vuoto è quello di un pilota irruento, che fa a suo modo spettacolo, che è detentore del termine “montoyata” (e anche questo qualcosa vuol dire… avete mai sentito parlare di “Schumacherata” ad esempio?) e che – soprattutto – divide gli appassionati e suscita interesse.

    Questo privilegio, in passato, è stato concesso a pochi. Attualmente neanche gente come Alonso o Raikkonen ci riesce. E ciò tutto mi pare fuorché un dettaglio.

    Ci mancherai, Juan Pablo…