Mosley sfida i “ribelli”

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    Mosley sfida i “ribelli”

    Max Mosley, presidente della FIA, ha deciso di chiudere al più presto la vicenda legata al pericolo che – dal 2008 – una buona fetta dei costruttori impegnati nella Formula 1 decidano di creare una nuova serie parallela. Per fare ciò ha dato un ultimatum molto ravvicinato per l’iscrizione al campionato del prossimo anno. Entro i primi di aprile sapremo cosa succederà.

    I team in questione sono Renault, Mercedes, BMW, Honda e Toyota. Da qualche anno si sono uniti nella GPMA (Grand Prix Manufacturers’ Association) ed hanno iniziato a minacciare la FIA di lasciare la Formula 1 se non fossero rispettate alcune loro richieste tra cui quella di un diverso metodo per la ripartizione degl introiti.

    Mosley, di fronte all’attendismo ed ai tentennamenti dei rivali, ha deciso di fare la sua mossa. Dal 23 marzo prossimo, vi saranno 10 giorni di tempo per iscriversi al campionato del 2008. Punto e basta.

    Cautelandosi dalla minaccia che ben 5 scuderie di vertice possano lasciare il Circus, Mosley ha ricordato che Ferrari, Red Bull, Williams, Scuderia Toro Rosso, Midland e Super Aguri hanno già firmato il nuovo Patto della Concordia e che vi sono al momento già altri 3 team intenzionati a correre dal prossimo anno.

    Una situazione di abbondanza che fa tornare la Federazione Internazionale con il coltello dalla parte del manico.

    La maggiore forza della GPMA, infatti, era quella di rappresentare più di metà squadre del Circus. Adesso, invece, grazie a cambi di schieramento e nuovi arrivi, il numero dei team “ribelli”- pur sempre rilevante – non spaventa più Mosley.

    Risolto il problema della quantità, per la Federazione resta quello della qualità. Come rimpiazzare eventualmente quei team dal punto di vista del loro blasone? Voglio dire: quante Super Aguri e Midland ci vogliono per fare una Mercedes?

    La partita, insomma, è ancora aperta.

    Per avvalorare la sua posizione il presidente della FIA ha puntato il dito sulle spese folli a cui poterebbe la politica della GPMA, in completa antitesi con la volontà di far sopravvivere anche piccoli team (cosa comunque ancora lontana dall’accadere, basti vedere cosa è avvenuto con Minardi e Jordan nell’immediato presente).

    Tra meno di due mesi sapremo come è andata a finire. La FIA pare irremovibile ed in molti sono convinti che alla fine la GPMA cederà.