Moto2: un nuovo progetto italiano?

Negli ambienti vicini alla neonata classe di Moto2 si vocifera che dalle ”ceneri” dell’Aprilia stia nascendo nuovi progetti, messi in piedi da quei Team che avevano puntato della casa di Noale e che ora si ritrovano a dover cercare delle alternative per poter competere nella sostitutiva della classe 250

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    Negli ambienti vicini alla neonata classe di Moto2 si vocifera che dalle ”ceneri” dell’Aprilia stia nascendo nuovi progetti, messi in piedi da quei Team che avevano puntato della casa di Noale e che ora si ritrovano a dover cercare delle alternative per poter competere nella sostitutiva della classe 250.

    In particolare, una nuovo moto tutta italiana dovrebbe nascere a Terni grazie ad alcuni ingegneri che hanno lavorato in Aprilia e a Giampiero Sacchi, Team Manager e direttore del reparto sportivo del Gruppo Piaggio.

    Sula rinuncia di Aprilia a correre nella nuova classe Moto2 ormai si è detto e si è scritto di tutto.

    Alcune scuderie rimaste “orfane” del marchio di Noale, come il Team Aspar di Martinez (che tra l’altro partiva con enormi aspettative, avendo ingaggiato il campione mondiale della 125, lo spagnolo Julián Simón) stanno provando un po’ tutte le moto disponibili per trovare il mezzo sostituto dell’Aprilia.

    Altre stanno pensando di fare da sé realizzando la propria motocicletta: in particolare, una moto tutta italiana dovrebbe nascere a Terni e vedrebbe coinvolti il Team Manager ternano Giampiero Sacchi, già direttore del reparto sportivo del Gruppo Piaggio, e alcuni ingegneri che hanno lavorato per la casa di Noale, come Marco Palmerini (dal 2006 ingegnere di pista Aprilia).

    Il nuovo progetto tutto Made in Italy ha già incontrato l’interesse di Alex Debon, pilota del Team Aeroport Castello (che avrebbe anche firmato un contratto con la neonata società) e dei team di Karel Abraham e Boscoscuro.

    Che il ritiro dell’Aprilia abbia dato il via a un nuovo capitolo del motociclismo sportivo tricolore?