MotoGP 2014, Ducati ha scelto: Dovizioso e Crutchlow anche loro con le OPEN!

MotoGP 2014, Ducati: ennesimo anno di transizione quello che sta per iniziare? Ha ancora senso puntare su una moto ufficiale o è meglio passare alla categoria OPEN?

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    Clamorose novità arrivano dai test di Sepang in corso di svolgimento: Ducati ha comunicato che si iscriverà ufficialmente alla classe Open con tutte le tre GP14 Factory presenti in pista. Quindi Dovizioso, Crutchlow e Iannone faranno compagnia al colombiano Hernandez (che già guidava una Ducati Open). Il regolamento Open infatti lascia più libertà per quanto riguarda lo sviluppo del motore, più scelta di gomme e un serbatoio più capiente per coprire al meglio la distanza di gara.

    La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno in quanto nessuno si aspettava una decisione così improvvisa da parte di Ducati, ma i recenti test svolti dai piloti di Borgo Panigale sulla Open hanno dato indicazioni positive ai tecnici portando quindi il team ad optare per la classe Open.

    Optando per la Open già da quest’anno, in Ducati hanno il vantaggio di un anno di esperienza rispetto ai due team Factory superstiti (Yamaha e Honda) nel caso di un passaggio alle Open anche dei due colossi giapponesi.

    Sicuri che avranno ponderato tutti i rischi del caso prima di optare sulla Open prima di tirarsi la classica zappa sui piedi?

    Dovizioso, Crutchlow e Iannone saranno felici di lottare per solo per i punti invece di provare a giocarsela per il podio?

    Lo scopriremo durante l’anno…

    Guarda anche:

    Open o Factory: cosa scegliere?

    Il 2014 sarà l’ennesimo anno di transizione per Ducati che non riesce più ad uscire dal tunnel nel quale è entrata con l’addio di Stoner a fine 2010. E’ stato ingaggiato Gigi Dall’Igna dall’Aprilia per rimettere insieme i pezzi di un reparto corse ormai allo sbando dopo la cacciata di Filippo Preziosi, capro espiatorio (?) dei fallimenti Ducati di questi anni. Ad Andrea Dovizioso è stato affiancato il suo ex compagno di box in Yamaha Tech 3, quel Cal Crutchlow che tanto ha spinto per avere una moto ufficiale e ora che l’ha ottenuta non vede l’ora di spaccare il mondo come solo lui sa fare.

    Aspettando i test ufficiali in programma dal 4 al 6 febbraio a Sepang, in questi giorni sul circuito malese si stanno svolgendo i test segreti del Test Team Ducati con Michele Pirro che sta facendo delle prove comparative tra la Ducati GP14 e la GP13 e ovviamente Dall’Igna è presente per seguire da vicino il lavoro di sviluppo della GP14 che sta portando avanti Pirro. Nei test di settimana prossima ci saranno poi le due 4 moto Ducati in pista (3 Factory affidate a Dovizioso, Crutchlow e Iannone e la Open di Hernandez) ed è chiaro che non bisogna aspettarsi miracoli in quanto Dall’Igna è in Ducati solo da 3 mesi e non ha avuto modo di metter mano più di tanto alla moto. A Borgo Panigale stanno pensando addirittura di correre direttamente con le Open se la nuova GP14 dopo i primi test di Sepang dovesse rivelarsi lenta e sulla scia del biennio 2011-2013. Una scelta che verrà presa però soltanto dopo che Dovizioso e Crutchlow avranno provato la Desmosedici Open (centralina unica Magneti Marelli, serbatoio da 24 litri, 12 motori, più gomme con anche la mescola Supersoft). Dovesse fiondarsi subito sulla Open, a Borgo Panigale anticiperebbero di un anno la concorrenza ma sarebbe una sconfitta per tutto il Motomondiale (ma anche lo stesso Crutchlow appena ingaggiato) vedere un marchio come Ducati si arrenda così senza reagire allo strapotere di Honda e Yamaha anch’esse presenti a Sepang con Factory e Open.

    nuova ducati 2014 motogp test valencia 2

    Il rischio c’è ed è evidente: prendere paga con le Factory non solo da Honda e Yamaha Factory ma anche da qualche Open o rischiare di fare un campionato di basso livello correndo con tutte Ducati Open e battagliando con le altre Open? Come la prenderà il buon Cal Crutchlow se Ducati dovesse intraprendere la strada delle Open da subito? Cal è un pilota di talento che ha sempre lottato col coltello tra i denti sia in prova che in gara con i piloti di testa spesso prendendosi dei rischi e anche cadendo nella foga della battaglia, e sinceramente pensarlo a battagliare in coda al gruppo per le posizioni di rincalzo può essere deprimente per lui ma anche per la gente che ama questo pazzo pilota inglese.

    Se solo Stoner potesse tornare… E’ questo che pensano in Ducati per risollevare le sorti di un reparto corse e di un team che dopo l’uscita di scena dell’australiano, campione del mondo 2007 proprio con Ducati, non ha più azzeccato una strada su cui puntare con decisione. A Borgo Panigale sanno che per rinascere serve pazienza e soprattutto non caricare di troppe responsabilità i piloti titolari.

    Ducati d’altra parte non può permettersi di uscire così di colpo dalla categoria Factory, sarebbe deleterio per sè ma anche per lo sponsor Phillip Morris che per di più è in scadenza di contratto e ogni anno supporta il team con grandi investimenti. E in una MotoGP che parla soprattutto giapponese, una marca come Ducati deve tenere alta la bandiera del made in Italy che tanto piace nel mondo.

    In Ducati hanno sempre accettato le sconfitte con signorilità, non hanno mai avuto la vocazione dei perdenti e anzi hanno tutte le carte in regola per uscire da questo tunnel e vedere finalmente la luce della rinascita. Prima rinascere, poi tornare competitivi e infine tornare a vincere. E’ questo lo spirito che ha sempre contraddistinto la Casa di Borgo Panigale che ha sempre saputo risollevarsi dopo le sconfitte più dolorose.