MotoGp Assen 2012: Lorenzo out, l’eroico Stoner vince e guida il Mondiale

Settima puntata della MotoGp ad Assen, dove esattamente come lo scorso anno Lorenzo è stato fatto cadere alla prima curva, dando quinti via libera a Stoner, che ha vinto nettamente su Pedrosa e Dovizioso

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    MotoGp Assen 2012: Lorenzo out, l’eroico Stoner vince e guida il Mondiale

    La settima sorprendente puntata di questa sempre più appassionante ed inmprevedibile Saga MotoGp 2012, andata in onda qui dall’ormai perennemente rovinato circuitino-kartodromo di Assen, una volta tanto non flagellato in gara dal capriccioso meteo olandese, ha visto – proprio come un anno fa, incidentalmente – l’improvviso ribaltamento dei recenti valori in campo con l’incolpevole Lorenzo ancora incredibilmente falciato alla prima curva da un’assurda manovra di Bautista (evidentemente memore dell’altro ancor più grave disastro causato a Valencia 2011) e con un epico, fantastico Stoner che, del tutto incurante dei seri e dolorosi postumi dell’incidente in prova, è andato comunque a vincere la corsa in maniera perentoria surclassando il team mate Pedrosa e riportandosi nel contempo in testa al Mondiale in coabitazione con l’illustre e sfortunato avversario, cancellando in un colpo solo il sostanzioso gap preesistente.

    L’improvvisa rivoluzione dei valori in pista ha riguardato in questo caso non solo i piloti ma anche le macchine, con le Yamaha – di solito dominatrici qui al Dutch TT con ben 6 vittorie su 10 prima di oggi in MotoGp – in chiara difficoltà oggi, ben inferiori al fantastico rendimento fornito dalle due Honda Ufficiali.

    Spies aveva dominato l’anno scorso (in mancanza del team mate che avrebbe sicuramente vinto se non fosse stato pure allora falciato) vincendo su Stoner con otto secondi di vantaggio, oggi invece è accaduto esattamente il contrario.

    Casey infatti a sua volta ha letteramente massacrato gli avversari rifilando ben 5 secondi a Pedrosa, addirittura 15 allo stesso Ben peraltro attardato da problemi alla gomma posteriore (e pochissimo meno a Dovizioso arrivato come al solito davanti al brand mate) ed oggi Lorenzo anche finendo in piedi NON avrebbe potuto fare un bel nulla per contrastare la chiara supremazia dell’asso australiano e della sua RC213V Ufficiale, riuscendo magari solo – ma anche questo mi pare altamente improbabile – ad insidiare la sua vittima prediletta Pedrosa.

    Di sicuro, però, Il Campione Majorchino non avrebbe perso di colpo tutto il vantaggio accumulato nei sei episodi iridati precedenti, riuscendo a limitare superbamente i danni con un probabile terzo posto che gli avrebbe comunque ampiamente garantito la supremazia mondiale. Invece è accaduto lo stesso identico disastro dell’anno scorso, quello che notoriamente costituì un turning point decisivo – assieme alla sua caduta sull’acqua di Silverstone ed al serio infortunio alla mano subìto nella parte finale del Campionato – ai fini dell’assegnazione del Titolo, andato comunque del tutto meritatamente a Stoner, trionfatore in ben 10 delle 17 (come ricorderete la tragica Sepang fu annullata) prove in calendario.

    Come detto, la prima delle moto di Iwata è stata superbamente portata sul Podio – il suo secondo quest’anno – da un Dovizioso in forma smagliante che ha piegato lo specialista del tracciato Spies pur in sella ad una moto uguale ma inferiore, sempre più perentoriamente prenotando la guida di quella Ufficiale del brand mate nella prossima stagione. Dietro al manico Forlivese ed al Texano significativamente troviamo in quinta posizione l’altro Yamahista Tech3 Crutchlow, anch’egli ampiamente regolato dallo scatenato Andrea, che a questo punto non può che rimpiangere amaramente lo sfortunatissimo zero di Silverstone (proprio nella solitamente amica Inghilterra) senza il quale sarebbe adesso nettamente davanti a Cal in graduatoria.

    Jorge Lorenzo Assen 12
    LaPresse

    Dunque Yamaha nettamente sconfitte, ma comunque ampiamente presenti (pur assente Lorenzo!) nelle posizioni alte di questa corsa tradizionalmente a loro favorevole, anche perchè mancano all’appello le due Honda satelliti di Bautista e Bradl, vittime di precoci crashes. Un vero peccato perchè, viste le prestazioni delle due ufficiali, anche per loro ci sarebbe stata sicura gloria oggi in questa Assen dai tradizionali valori completamente ribaltati.

    Sesto è risultato Hayden, lontano dalla testa ma comunque primo delle Ducati riuscendo a prevalere sul sempre positivo Barbera arrivato subito alle sue spalle, mentre il derelitto ex pilota – ormai da tempo avviate le sue pratiche di divorzio con Borgo Panigale, con IMMENSO sollievo di tutti, sicuramente suo compreso – è finito addirittura miseramente doppiato, rallentato come Spies da grossi problemi alle gomme, causato però NON da una gomma difettosa ma proprio dalla sua (ovvero regolata col suo setting: per restare alle sue stesse parole “la Bridgestone dice che non c’è stato difetto nella gomma ed io mi fido. E’ colpa del mio personale setting, infatti ad Hayden non succede”) moto, che sembra scaldi decisamente troppo la copertura posteriore.

    Dunque è successo ancora, e Stoner nuovamente non si è fatta sfuggire la ghiotta occasione di riportarsi perentoriamente in testa al Mondiale.

    Troppa fortuna aveva fin’ora assistito il formalmente impeccabile Lorenzo, sempre sicuramente fortissimo ma altrettanto certamente fin qui costantemente aiutato da fattori anomali che avevano pesantemente limitato il rendimento di Stoner, ovvero il solo ad essergli sicuramente superiore come pilota puro.

    Adesso, il futuro del Campionato è semplicemente e sicuramente legato SOLO all’atteggiamento della ferocemente vendicativa ed assurdamente masochistica HRC nei confronti del piccolo traditore che a suo giudizio si ritrova in seno.

    SE effettivamente, da QUI in avanti, codesta compagine di masochisti consentirà a Stoner di battersi ad armi pari col granitico Lorenzo, allora la riconferma del Titolo Piloti è cosa quasi certa.

    SE invece peristerà a punirlo limitandone il rendimento come negli episodi immediatamente precedenti, allora il successo finale del Majorchino, pur handicappato da questo stop, sarà per lui quasi una passeggiata.

    Stoner è di gran lunga il migliore, e non chiede di meglio che esprimere la sua indiscussa superiorità in quest’ultimo (a meno di auspicabili ripensamenti: qualora però fossero come quelli penosi di Spencer – ma non penso possa essere il caso – allora molto meglio lasciar perdere) suo anno di una carriera comunque inimitabile.

    Una Casa seria e leale (Yamaha docet a questo riguardo) glielo dovrebbe: l’enigmatica, contorta e folle HRC, non so davvero.

    Adesso, ripeto, è tutto nelle mani della enigmatica dirigenza HRC.

    Stoner può – e, cosa fondamentale, vuole assolutamente – vincere tutte le gare rimanenti, ovvero proprio letteralmente TUTTE dal Sachsenring in avanti fino a Valencia: SE gli sarà consentito senza limitazioni o colpi bassi , la diciottesima gara vedrà senz’altro il suo Trionfo Finale.

    Io spero sia così.

    La sua gara di oggi è stata assolutamente eroica, perfetta, superba, supremamente sprezzante della pista avversa così come del dolore fisico.

    Nessun Lorenzo di questo mondo avrebbe potuto assolutamente contrastarlo oggi, questo è sicuro.

    Il coraggio, la Classe purissima, il devastante Talento e la altrettanto disarmante sincerità d’animo di questo ragazzo australiano sono semplicemente sublimi, meritano tutto il meglio possibile e ci mancheranno terribilmente dal 2013 in avanti.

    Sì, dal prossimo anno.

    Per adesso, però, spero che la HRC consenta ancora a Stoner di deliziarci in questo modo impareggiabile.

    Perdosa Assen 12 c
    LaPresse

    Pedrosa da parte sua aveva un buon passo, addirittura migliore di quello del team mate in gran parte delle prove e nel warm up, ma in gara nulla ha potuto contro cotanto Stoner, beccandosi alla fine dallo scatenato team mate un pauroso gap di ben cinque secondi. La palmare differenza di Talento e di Classe tra i due resta semplicemente abissale, anche se va detto che, quando andrà via (amaramente rimpianto dalla Honda, potete scommetterci) l’asso australiano e con Lorenzo già confermato in Yamaha fino al 2014 compreso, anche prendendo l’agognato pivello Marquez la HRC, suo malgrado, non avrà molta scelta che tenersi di malavoglia Dani almeno per un altro anno (ma, sembra, con il dimezzamento netto del suo precedente stipendio) sempre come seconda guida e provvisoriamente, ovvero in mancanza di meglio.

    Io personalmente lo caccerei, prendendo magari al suo posto Bradl (giovane certamente valido, ma comunque sostituto meno brillante in assoluto di Simoncelli, a cui era quasi certamente predestinato un posto in HRC Repsol nel 2013) , ma il team risultante sarebbe troppo immaturo, e pertanto squilibrato. Forse Dani potrà costituire un buon maestro agli inizi per abituare Marquez alla MotoGp, ma sono quasi convinto che Marc sarà quasi da subito più veloce di lui……..::)

    Dietro al piccolo catalano e le tre Yamaha in fila, come accennato prima, troviamo un Hayden sempre combattivo al sesto posto dietro a Crutchlow e davanti al brand mate Barbera ed al sorprendente DePuniet che con la sua buona ottava posizione porta una CRT al miglior risultato storico di sempre in questa stagione di esordio, qualcosa che sarà sicuramente difficile da superare in futuro, a meno di pochi auspicabili disastri occorsi davanti.

    Altre valide posizioni occupano le CRT di Pirro e Pasini, finiti rispettosamente in nona e decima piazza.

    L’ex pilota invece è miseramente finito tredicesimo e penultimo, preceduto da due ulteriori CRT e con dietro il solo Ellison.

    La classifica Piloti vede adesso, come accennato all’inizio, una perfetta parità tra i due eterni duellanti Stoner e Lorenzo, entrambi assisi in vetta a 140 punti.

    Da notare come ora Casey vanti 4 lunghezze in più dopo 7 corse rispetto allo scorso anno, un dato che certamente depone a suo favore.

    Secondo, ovvero terzo resta sempre il tenace Pedrosa (quest’anno sempre a Podio tranne che in una occasione) che si porta ora a livello 121, ovvero molto vicino al top, a soli 19 punti dalla vetta.

    Siamo appena al settimo appuntamento su 18, ovvero ad appena oltre un terzo del cammino iridato ed è proprio come se si ripartisse completamente da zero per un nuovo campionato, più corto, articolato su soli 11 appuntamenti. Il cammino ovviamente è ancora lungo e tante, tantissime cose possono ancora succedere, come si è visto molto bene pure l’anno scorso. La situazione dunque è altamente incerta ed appassionante, direi assolutamente ideale per goderci fino all’ultimo giro questa sfida Mondiale titanica ed irripetibile, visto l’annunciato ritiro a fine stagione di uno dei due illustri duellanti.

    Dovizioso Assen 12  a
    LaPresse

    In quarta e quinta posizione troviamo la coppia Yamaha Tech3 di colpo ricompattata, Crutchlow a quota 77 con a ruota Dovizioso, che a 76 (ma l’anno scorso a quest’ora ne aveva 99) ha praticamente ripreso il team mate. Andrea guida comunque di nuovo questa appassionate sfida interna, avendo battuto Cal 4 volte su 7. Sempre al sesto posto troviamo Rossi (oggi deludentissimo tredicesimo dopo la sosta ai box) a livello 61, ormai raggionto da Hayden che a 59 ha superato Bautista oggi fermo a quota 58.

    A proposito, sono d’accordo sulla penalizzazione infllitta a giovane rider spagnolo, ma non mi vanno affatto bene i due pesi e le due misure, ovvero questa applicazione erratica e saltuaria delle sanzioni: PERCHE’ ad Alvaro sì ed a Simoncelli solo un ride thru a LeMans (dove avava fatto ben di peggio, condannando Pedrosa a vari GP di stop e rovinandogli completamente il Mondiale) ed addirittura NULLA ad Assen?

    Perchè mai NULLA per le innumerevoli scorrettezze – attuate per di più a freddo, ovvero fatte ad arte ed apposta, per intimidire gli avversari – di Rossi?

    Così proprio non ci siamo, signori miei!

    Il giovane rider tedesco di casa LCR Bradl è settimo ed anche gli fermo a 51 lunghezze, mentre alle sue spalle di porta il redivivo Spies che ora si ritrova decimo con 48 punti, essendosi finalmente schiodato dalla per lui sventurata undicesima posizione, occupata ora da Barbera che porta la terza Ducati a quota a 46.

    La ART di Espargarò è ferma a 20 punti è ora insidiata da vicino dalla gemella di DePuniet che con un balzo leonino si porta a 19 davanti a Pirro motorizzato FTR Honda e posizionato a 16.

    La graduatoria parziale Costruttori vede sempre in testa la Yamaha che a 156 lunghezze subisce il prepotente ritorno della Honda ora a 151. Terza è la Ducati a 75, mentre al quarto posto troviamo la prima CRT, ovvero la ART con 32.

    Nella Classifica di Team invece la HRC a quota 261 sta sempre più surclassando la Yamaha Ufficiale.che insegue sempre più staccata a 188, con la consorella Yamaha Tech3 piuttosto vicina a 153. Quarta è sempre la Ducati Uffficiale a 120, mentre dietro troviamo le due Squadre Honda Satelliti, ovvero la San Carlo Gresini (che schiera anche una CRT) a 74 e la LCR a 51. Seguono poi la Ducati Pramac (con una sola moto in campo come la LCR) a 46 ed il primo Team interamente composto da CRT, ovvero l’Aspar con 39, bottino tutt’altro che disprezzabile vista la enorme disparità dei valori in campo.

    Adesso, il carrozzone del Mondiale Velocità si sposta razionalmente di poco sempre nella Vecchia Europa per sbarcare al Sachsenring, un altro circuitino-cartodromo, lento e corto, anzi il più breve del Calendario dopo Laguna Seca, rispetto al quale risulta però decisamente meno interessante. Gli aspetti positivi invece sono limitati praticamente solo al calore del numeroso pubblico, che fa sentire i piloti quasi dentro ad uno stadio.

    Spies Assen 12
    LaPresse

    L’unica vera particolarità tecnica di questo obbrobrio, più che i dislivelli, è l’anomalo senso antiorario di rotazione, che lo rende ancor più indigesto ai più di quanto già non sia per le sue scadenti caratteristiche di base. Da ciò deriva la netta predominanza di curve a sinistra, ben 9 contro appena 3 destrorse, tanto da richiedere in MotoGp gomme a spalle asimmetriche appostamente concepite.

    Statisticamente, la cosa interessante da constatare è che Lorenzo non ci abbia mai vinto, nonostante i tre secondi posti consecutivi nelle ultime edizioni. Nel 2011 come ricorderete vinse Pedrosa dietro Jorge stesso e Stoner, che ci trionfò nel 2008, ovviamente con la Ducati in quello che resta il solo successo della Desmosedici italiana nell’ex Germania Est.

    Dall’introduzione della MotoGp nell’ormai lontano 2002, Honda è la casa più vincente al Sachsenring con 6 Vittorie, seguita da Yamaha con 3 (nonostanre sulla carta sembri la moto nettamente più adatta al tracciato) e infine Ducati con l’unica citata prima.

    Dei primi tre piloti in classifica Pedrosa, che evidentemente ama molto questa pista, risulta decisamente quello detentore di più successi, ovvero tre in MotoGp (2007, 2010 e 2011, più due in 250, per un totale in carriera di 5).

    Stoner invece non l’ha mai gradita particolarmente, ma curiosamente giudica una delle sue curve la più bella in assoluto (si tratta di quella al termine del discesone) dell’intero calendario iridato.

    Teoricamente, dunque, Dani parrebbe proprio il rider da battere in questo angusto toboga fatte di sole curve (talvolta rese quasi cieche dai dislivelli), dove si viaggia costantemente inclinati (proprio come a Laguna Seca) a causa dell’assoluta assenza di un qualsiasi rettilineo.

    Qui il grip è altamente scadente e le gomme si rovinano assai presto, specie a sinistra: in passato si sono registratyi autentici disastri pneumatici, tra cui resta famoso quello targato Bridgestone nel 2007, quando tutte le gomme giapponesi si squagliarono letteralmente nella tremenda calura dopo pochissimi giri. Manco a dirlo, in quella terribile situazione il migliore dei piloti calzati con la marca giapponese fu (ma vedi un pò il caso) Stoner……..:)

    Dunque, i motivi d’interesse per la nuova sfida mitteleuropea sono molteplici, primo fra tutti il ripartire da zero dell’epica sfida infinita tra i due eterni duellanti Casey e Jorge, con Dani alla finestra, particolarmente favorito per i brillantissimi risultati passati su questo tracciato.

    Il sempre positivo Dovi, quarto l’anno scorso, va certamente tenuto d’occhio, così come quell’emerito cavallo pazzo del suo team mate Crutchlow (ormai quasi accasato in Ducati secondo alcuni), l’anno scorso sfortunatissimo a causa di gomme precocemente distrutte.

    Mi attendo anche un pronto riscatto da Spies, fin’ora terribilmente deludente ma pure un pò troppo bersagliato dalla malasorte.

    NON va dimenticato tuttavia che siamo all’inizio della Nuova Era 1000 in MotoGp e che pertanto i pregressi valori consolidati della quinquennale ed ormai finita Era 800 potrebbero non funzionare adesso, come ha dimostrato Stoner a Jerez ed Estoril, trionfando in due piste dove non aveva mai vinto prima nella Classe e completando in tal modo la sua prestigiosa catena di successi che ora comprende assolutamente TUTTE le piste della MotoGp (anche quelle splendide ma ormai scomparse dalla scena iridata di Shangai ed Istanbul).

    Crutchlow Assen 12
    LaPresse

    Pertanto, non prendete assolutamente impegni per questo stesso fine settimana, ed appuntamento certo ed immancabile in Terra di Germania per lo spettacolo della MotoGp e per ammirare finchè sia possibile l’incomparabile Genio, la Classe e la Guida magistrale di Stoner (senza dimenticare il grande Talento di Lorenzo, ovviamente) nella nuova incertissima puntata di questa adrenalinica, drammatica e sempre sorprendente Saga MotoGp 2012.

    DONOVAN