MotoGp Assen 2014: Marquez batte anche il meteo, Dovizioso splendido secondo

Ottava Vittoria consecutiva del fenomeno Marc Marquez pure qui ad Assen flagellata dal maltempo, superando in una gara flag to flag un fantastico Dovizioso, con Pedrosa terzo

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    MotoGp Assen 2014: Marquez batte anche il meteo, Dovizioso splendido secondo

    L’ottava bagnata ed emozionante puntata di questa sempre straordinaria Saga MotoGp 2014, andata in scena dall’ormai osceno kartodromo di Assen- ridotto in tal modo da esere ormai irriconoscibile, non solo da chi lo ricorda di lunghezza più che doppia – ha intavolato un’appassionante lotteria flag to flag vissuta in una incredibile sequenza di colpi di scena, tutti legati ai continui mutamenti del tempo meteorologico.

    Ancora una volta, però, chi ne è uscito vincitore è il solito Marc Marquez, che pertanto inanella imperterrito pure l’ottava Vittoria consecutiva dimostrando anche in questa difficile occasione una maturità agonistica semplicemente impensabile appena dodici mesi fa. Per seguire il LIVE delle prove libere 3, BASTA CLICCARE QUI!

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    Altrettanto incredibile, quasi assurda – e vicina all’irreversibilità, almeno per questa stagione per lui ormai persa e da dimenticare – è la perdurante CRISI NERA di Lorenzo, qui certamente alla peggior gara di un anno semplicemente disastroso, se si esclude la bella, tiratissima gara del Mugello. Il Majorchino è apparso ancora una volta semplicemente irriconoscibile, proprio in una delle sue piste favorite, dove la sua Yamaha era sicuramente da preferire alla Honda per le caratteristiche intrinseche di questa pistina per biciclette, in realtà assolutamente ideale per la sua M1.

    La bella sorpresa della giornata è venuta dalla fantastica prestazione di un tenacissimo Dovizioso che ha reso assai dura la vita a Marquez.

    Con una condotta di gara appena più coraggiosa Andrea avrebbe anche potuto provare a vincere! In ogni caso il forte Manico Forlivese ha sfoderato tutta la sua Classe (e la sua proverbiale maestria sul bagnato, su cui del resto vinse a Donington 2009, in condizioni meteo altalenanti, molto simili a quelle di oggi) andando a cogliere un prestigioso secondo posto alla vigilia insperato, altro brillante Podio nella Stagione dopo l’ottima terza piazza asciutta del COTA.

    Ancora gran brutte notizie da Pedrosa, altro pilota ormai in sempiterna crisi, che ha faticato non poco per vincere la resistenza di Aleix Espargaro, poleman poi bravissimo quarto sulla modesta Open FTR-Yamaha del Team Forward, moto assolutamente non pagagonabile alla Honda Ufficiale che Dani cavalca indegnamente da ben NOVE stagioni (quella in corso compresa, avendo esordito in MotoGp nel 2006 ed avendo colto quale miglior risultato il secondo posto del 2007, lontanissimo dietro all’Inarrivabile Stoner).

    Insomma, ormai NON si vede chi possa mai sperare di battere l’Ammazzasette Marquez, almeno in questa stagione.

    Su otto corse disputate, una si è svolta su una pista nuova (Rio Hondo) per tutti, e Marc ci ha vinto.

    Nelle altre sette, l’anno scorso aveva vinto solo in una, ovvero il Texas. Ebbene, in tutte, quest’anno ha sempre colto una Vittoria per lui inedita, ed in un modo sempre molto autorevole, se si esclude la volata all’ultimo respiro del Mugello.

    Non aveva neppure mai disputato una gara flag to flag, e ha vinto anche questa. Che differenza dalla maldestra gara di Phillip Island 2013 (che per un pelo non gli è costata il Titolo!), dove fu giustamente squalificato per aver ritardato troppo il rientro, oltre il numero di giri fissato!

    Assen Dovizioso
    LaPresse

    Adesso ha vinto pure sul bagnato, dove prima aveva fatto al massimo un terzo posto come miglior risultato nella Classe, esattamente a LeMans 2013 (precedendo sempre il Dovi).

    Ha vinto pure nelle ultime tre piste, tutte nettamente favorevoli alla Yamaha. E’ risultato vittorioso anche in una lotta a coltello in gruppo come a Le Mans. Ha avuto pure fortuna – cosa che non guasta mai – in Catalunya, quando il suo maldestro team mate per un soffio non lo ha clamorosamente atterrato nelle fasi finali della gara. Insomma, tra indubbia bravura, crisi nera degli avversari e quel pizzico di fortuna che aiuta sempre i numeri uno, tutto va a gonfie vele per il giovane rider HRC.

    Tutto questo è indice di una maturità nella condotta di gara che cresce spaventosamente, di settimana in settimana. Il Marc di oggi è ormai lontanissimo da quello di appena un anno fa, quando commettendo spavaldamente anche gravi scorrettezze ed imprudenze varie aveva colto sei (contro le otto dello sfortunato Lorenzo) Vittorie in tutta la stagione, laureandosi Campione del Mondo invero solo per fortuna, grazie agli infortuni altrui.

    Invece, Il Marquez attuale sta supremamente dominando il campo con pieno merito, anche se resta da chiedersi cosa avrebbe potuto fare se avesse avuto di fronte il fortissimo Jorge dell’anno scorso, adesso semplicemente dissolto come neve al sole.

    Possiamo ben dire che i due contendenti dell’appassionante Stagione 2013 siano entrambi scomparsi per sempre: cambiato infinitamente in meglio il giovanissimo alfiere HRC, peggioratissimo invece, quasi completamente annullato – episodio del Mugello a parte – l’ormai irriconoscibile Lorenzo, oggi addirittura tredicesimo ad oltre un minuto dal vincitore.

    Insomma, ormai chi possa battere Marquez, è ovviamente solo se stesso: ovvero, visto che adesso non esistono assolutamente rivali in grado di superarlo in gara, per non vincere deve per forza commettere lui stesso qualche grave errore, magari cadendo, cosa che fin’ora, quest’anno, non gli è capitata mai in gara e quasi neppure in prova, contro le quindici e più cadute dello scorso anno, quando però cadde una sola volta in gara, al Mugello, mntre era secondo a due giri dalla fine: una leggerezza che poteva costargli il Titolo, e che il Marc del 2014 certo non ripeterebbe.

    Il Marquez attuale può non vincere solo così.

    Abbiamo visto però che, pur commettendo ad esempio dei lunghi sia in Catalunya che qui ad Assen, egli sia sempre stato in grado di recuperare agevolmente grazie alla sua velocità. Neanche interrompere la catena delle pole positions lo ha turbato più di tanto. Ha dimostrato più volte di saper vincere anche senza partire dalla pole e dopo brutte partenze, del resto, recuperando rapidamente anche molte posizioni, senza però alcuna eccessiva fretta, pazientemente ma efficacemente.

    La sua capacità di superare gli avversari sempre e comunque – quest’anno, sempre correttamente, ed anche questo è altamente significativo – è davvero sorprendente.

    surtees TT

    Il Maestro John Surtees, 7 Titoli iridati in MV Agusta, qui al celeberrimo salto del Ballaugh Bridge su MV Agusta 500 4 cilindri, Senior IOM TT, 1960 – Foto Archivio Donovan

    Storicamente parlando, con le sue otto Vittorie iniziali di quest’anno Marc, pur stabilendo un record nella MotoGp – ma non nella Classe in toto, che storicamente comprende anche la 500), anche di giovinezza ovviamente, NON ha ancora raggiunto – nonostante quello che si scrive in giro – in assoluto nè Doohan (10 successi consecutivi nel 97), nè tantomeno Surtees (striscia di 11 ininterrotti nel triennio 58-60, e neppure l’Immenso Hailwood (12 nel 63-64) o tantomeno Agostini (addirittura 20 successi consecutivi dal 68 al 69).

    Parlando del Grande Ago, ho già scritto che per lui si dovrebbe tener conto come più volte egli volontariamente NON si sia recato neppure a correre GP non più necessari alla conquista dei suoi tanti Titoli. Come ho già detto, fece bene, minimizzando i gravi pericoli che ogni corsa comportava, per non parlare del risparmio – allora giravano assai meno soldi – economico implicito nell’evitare lontane trasferte perfettamente inutili.Il dispotico Conte Domenico Agusta era anche (giustamente) parsimonioso……….:). Quindi Mino, anche volendo, non avrebbe mai avuto modo di andare ai GP da solo, senza il Team MV!

    SE consideriamo, come realmente andrebbe fatto, nulle le corse in cui volontariamente Ago NON corse, più la sfortunata rottura di Monza nel 1971, ovvero considerando valide per una sequenza di Vittorie consecutive solo le corse a cui effettivamente partecipò E che riuscì a finire, dal 1968 compreso in poi, abbiamo una inarrivabile striscia ininterrotta di Vittorie nella Classe (e vi risparmio circa la stessa quantità di successi nella 350!!) di QUARANTATRE’ GP!

    Che ci provi pure, Marquez o chiunque altro, a battere non solo questo stratosferico dato, ma anche solo i 20 successi veramente consecutivi (a tutti gli effetti) citati prima……….:)

    Circa gli altri Campioni citati, Surtees finì la sequenza semplicemente ritirandosi ed andando a correre in F1 (dove fu Campione del Mondo nel 64 con la Ferrari), Hailwood altrettanto semplicemente (come fece più volte Ago, rinunciando ad esempio due volte all’Ulster GP, e una volta a Jarama) non recandosi a disputare un inutile GP, avendo già conquistato il Titolo 64, ed infine Doohan finendo ingloriosamente battuto dal team mate Okada.

    Ago da parte sua, come già più volte detto, volontariamente NON partecipò agli ultimi due eventi del 69, dove avrebbe sicuramente vinto: il GP delle Nazioni corso quell’anno per la prima volta a Imola – la MV per protesta si rifiutò clamorosamente di partecipare, lei che considerava Monza quale ovvia pista di Casa! – dove Alberto Pagani (figlio del Grande Nello e futuro team mate di Ago) trionfò con la artigianale bicilindrica Linto, ed il GP di Yugoslavia ad Abbazia/Opatija dove vinse Godfrey Nash su Norton, ultima Vittoria Iridata della gloriosa Manx monocilindrica. L’inglese era però destinato a perire in seguito proprio su quel pericolosissimo tracciato stradale.

    mike halwood 65 MV 500 San Remo

    L’Immenso Mike The Bike Hailwood è qui ripreso in sella alla MV 500 4 cilindri (vecchio tipo) nel 1965 – ultimo suo anno nel Team italiano – al circuito stradale di San Remo-Ospedaletti, il TT Italiano – Foto Archivio Donovan

    Dovizioso è stato il VERO eroe di Assen, le ha provate davvero tutte per vincere – come a Donington 2009 – ma, come ha confessato lui stesso, dopo una strenua e lunga resistenza in testa, ha dovuto giocoforza alzare bandiera bianca sull’asciutto, la Honda essendo nettamente più agile, e dotata di maggior trazione sullo stretto tracciato di Assen. Per non cadere, e buttare via tutto, Dovi si è giustamente accontentato del comunque fantastico secondo posto, che lo conferma alla quarta piazza assoluta in Campionato.

    Magari, avrebbe potuto provare a sorprendere Marc cambiando moto già il giro prima, ovvero al sesto invece che al settimo, ma probabilmente la musica non sarebbe cambiata più di tanto. Tutto sommato, il Dovi ha fatto bene a non azzardare troppo, e ad accontentarsi di un comunque splendido Podio, il suo secondo dell’anno, unico tra i riders Ducati (quasi sempre piuttosto deludenti: oggi Iannone è arrivato sesto ma a 29 secondi, Crutchlow – pur in condizioni di bagnato-asciutto a lui congeniali – solo disastrosamente nono a 44) a riuscirci.

    Detto dei primi quattro, non resta che ricordare l’assoluto e miserevole disastro perpetrato dall’ex pilota, individuo certo dalle poche idee, ma in compenso confuse, tanto da ridursi a partire dal fondo dello schieramento a causa di un clamoroso errore di valutazione con tardivo ripensamento finale.

    La scena mi ha ricordato l’ancora più grave disastro Ducati di Donington 2009, quando Stoner e Hayden, unici tra tutti, si interstardirono (contro il deciso parere di Suppo) assurdamente a partire con le rain pur con una pista che si stava quasi completamente asciugando. Fu, quello, l’unico vero errore di valutazione di Casey in tutta la sua carriera.

    In ogni caso, la disavventura dell’ex pilota qui al Dutch TT si è ignobilmente risolta beccandosi l’incredibile eternità di ben 26 secondi dal Vincitore………..:) La Yamaha ha fatto proprio bene a rinnovare con questo tizio, si si………..:)

    Dietro a Iannone, settimo è giunto al traguardo Bautista, ottavo SegaLattica Smith e decimo un (ormai da gran tempo) decisamente appannato Bradl, il cui rinnovo col team LCR è in forse, viste le ultime deludenti prestazioni.

    Adesso, il carrozzone del Mondiale Velocità si sposta razionalmente sempre nella Vecchia Europa, per approdare nei pressi di un’altra vergogna del Calendario iridato del nostro Continente, ovvero quell’altro ridicolo kartodromo da 4 soldi che risponde al nome di Sachsenring, il circuito più corto in assoluto, di conformazione vagamente simile a Laguna Seca, sempre senza un rettilineo purchessia MA col senso di rotazione insolitamente antiorario, cosa che lo rende universalmente indigesto a tutti.

    Assen pedrosa
    LaPresse

    Come ormai ben sapete, codesto osceno e pericolosissimo kartodromo ha una conformazione penosamente obsoleta ed assolutamente NON adatta alle potenti MotoGp attuali (cosa che io vado ripetendo da anni: è finalmente ora che codesti nefasti kartodromi da due soldi vengano esclusi per sempre dal calendario iridato!) ed infatti, a dimostrazione di ciò, l’anno scorso ha fatalmente causato seri incidenti in prova, tra cui i più importanti sono stati indubbiamente quelli sofferti da Lorenzo e Pedrosa, entrambi poi costretti a NON prendere il via, nel GP che ha visto alla fine il convincente Successo finale del rookie di lusso Marquez in sella alla moto migliore per questo anomalo tracciato antiorario e sinistrorso, approfittando in pieno della forzata assenza dei suoi maggiori rivali per piazzare una Vittoria tanto scontata quanto in realtà pesantissima, rifacendosi in pieno dello zero rimediato al Mugello e balzando allora in testa alla Classifica Iridata.

    Fu quello, in realtà, il VERO turning point del Campionato 2013!

    Negli anni precedenti, storicamente troviamo Pedrosa, vero specialista di codesta pistina, vincitore per ben TRE edizioni consecutive. Qui ultimamente la HRC ha sempre nettamente dominato, ed il pur veloce Lorenzo nel 2012 fu letteralmente surclassato dalla coppia HRC composta da Dani e Casey, per poi venire promosso staccatissimo secondo (mentre terzo fu Dovizioso) a causa dell’incidente in extremis di Stoner che cadde alla penultima curva nel tentativo di superare il team mate.

    Come ho accennato prima, si tratta di un tracciato somigliante a quello di Laguna Seca (ma più corto e senza il suo sublime cavatappi, risultando anche per questo decisamente meno interessante della sua controparte americana), assolutamente privo di un qualsiasi rettilineo e dove si viaggia SEMPRE costantemente piegati: tutto ciò evidentemente soddisfa i gusti e le caratteristiche del piccolo Catalano, che del resto a riprova si trova assai bene anche nel circuito californiano, adesso ingiustamente escluso dal Calendario dove invece rimane assurdamente quell’Emeritissima Ciofeca di Indianapolis, prossimo appuntamento estivo dopo quello tedesco.

    Altre caratteristiche simili tra i due tracciati sono i marcati dislivelli, che li rendono dei toboga: spesso al Sachsenring però l’asfalto è risultato pessimo, e viene da sperare che quest’anno possa risultare migliore. Qui la pioggia diventa sempre un grosso guaio.

    La conformazione dell’impianto – proprio perchè di vecchia concezione – fa sentire i corridori quasi dentro ad uno stadio, in modo non dissimile al layout di Valencia, ed il calore del sempre numeroso pubblico è la sola nota veramente positiva che si possa addurre a favore di questo vero e proprio obbrobrio bituminoso, assolutamente antipatico e difficile ai più per via della sua quasi esclusiva particolarità tecnica, ovvero il già citato edanomalo senso ANTIORARIO di rotazione, che lo rende ancor più repellente di quanto già non sia per le sue scadenti caratteristiche di base.

    Da ciò deriva la nettissima predominanza di curve A SINISTRA, ben 9 contro appena 3 destrorse, tanto da richiedere in MotoGp gomme a spalle asimmetriche appostamente concepite.

    Sarebbe davvero ora di eliminare per sempre dal calendario iridato codeste schifose pistine da quattro soldi, ora che si stanno adottando nuovi impianti decisamente più razionali e moderni, vedi quello di Austin, o il Rio Hondo, per citare appena due esempi.

    Assen Lorenzo
    LaPresse

    Detto di Dani e della sua spiccata predilezione per codesto osceno kartodromo, al contrario va detto come il suo eterno rivale Lorenzo non ci abbia MAI vinto nella Classe nonostante i tre secondi posti consecutivi nelle ultime edizioni corse prima della sua sfortunata mancata partecipazione nel 2013.

    Nel 2011 come ricorderete vinse Pedrosa dietro Jorge stesso e Stoner, che ci trionfò invece nel 2008 (al culmine di una trionfale striscia di TRE Vittorie europee consecutive), ovviamente con la scarlatta Ducati in quello che resta il solo successo della Desmosedici italiana nell’ex Germania Est.

    Dall’introduzione della MotoGp nell’ormai lontano 2002, Honda risulta nettamente la Casa più vincente al Sachsenring con ben 8 Vittorie, seguita da Yamaha con 3 (nonostante che sulla carta sembri la moto decisamente più adatta al tracciato) e infine Ducati con l’unica citata prima.

    Dei migliori Piloti in campo Pedrosa, che evidentemente adora letteralmente questa pistina, risulta decisamente quello detentore di più Successi ovvero addirittura QUATTRO in MotoGp: 2007, 2010, 2011 e 2012, più due in 250, per un totale in carriera di SEI.

    Marquez l’anno scorso ci ha vinto facilmente, piazzando la sua seconda Vittoria dell’anno approfittando appunto dell’assenza dei suoi due rivali, ma va detto che la gradiva comunque moltissimo anche prima avendoci – esattamente al pari del team mate – già trionfato in ben TRE edizioni consecutive dal 2010 al 2012, il primo anno in 125 e successivamente in Moto2! Un record decisamente niente male, a cui l’anno scorso si è appunto aggiunta la (fortunosa) Vittoria all’esordio in MotoGp, per un totale in carriera di 4 Successi in fila in Terra Tedesca.

    Essendo adesso enormemente maturato in modo tanto drammaticamente rapido, NON vedo proprio chi possa batterlo neppure in codesta rattrappita pistina tedesca che del resto adora. Oltretutto, cavalca la moto nettamente più adatta al tracciato. Come abbiamo visto, ad Assen neanche il meteo – spesso molto problematico anche al Sachsenring – ci è riuscito.

    Ormai quest’anno, lo ripeto ancora, Marc può non vincere solo cadendo, o commettendo un colossale errore. La causa può venire ormai solo da lui stesso.

    Chiaro il concetto?

    Ciò nonostante, i motivi di interesse per il nono appuntamento del Campionato sono come sempre molteplici, dall’incognita meteo al possibile attacco che Pedrosa potrebbe portare al team mate in una delle sue piste preferite, fino alla ferrea volontà del Dovi di ripetersi anche qui, magari complice il maltempo, senza ovviamente escludere altre nobili gesta della autentica sorpresa dell’anno, ovvero Aleix Espargarò.

    casey_stoner_sachsenring_2008

    Casey Stoner trionfa al Sachsenring sotto la pioggia su Ducati GP8, 2008 – Foto MotoGp.com

    Quindi, NON prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento certo ed immancabile in Terra Tedesca per godere del sempre elettrizzante spettacolo di questa eternamente appassionante, sublime e drammatica Saga MotoGp 2014!

    DONOVAN