MotoGp Brno 2013: ancora Marquez al top!

Undicesima puntata della motoGp a Brno dove la musica non cambia e si verifica esattamente l'identico Podio di Indianapolis, con Marquez a vincere sugli ancora infortunati Pedrosa e Lorenzo

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    MotoGp Brno 2013: ancora Marquez al top!

    l’undicesima emozionante puntata di questa sempre interessante Saga MotoGp 2013, andata in onda qui dalla magica e bellissima pista morava di Brno – stavolta caratterizzata da un asfalto sicuramente più scivoloso del solito, cosa che ha causato una teoria di cadute impreviste – ha visto alla fine il quarto trionfo consecutivo del rookie terribile Marquez che ha approfittato ancora una volta delle condizioni di manifesta inferiorità dei suoi unici rivali (ovvero Pedrosa e Lorenzo) per la corsa al Titolo, fisica per entrambi causa i noti infortuni e pure tecnica per l’eroico, magnifico Lorenzo che anche stavolta ha provato bravamente a vincere lo stesso qui a Brno – una pista che conosce bene e che gli si adatta particolarmente – fuggendo brillantemente all’inizio ma poi non trovando nella sua Yamaha M1 (ancora priva del nuovo cambio seamless) un mezzo sufficientemente performante per battere le strapotenti Honda.

    A sua volta, Pedrosa ha avuto qui una buona, anzi ottima occasione per tornare a vincere dopo lungo tempo (è all’asciutto da LeMans) e riguadagnare così qualche prezioso punto su Marquez ma, pur avendo un passo forse migliore, sul finale non ha avuto mai una vera occasione per attaccare il team mate che prendendosi anche qualche rischio si è sempre tenuto sufficientemente a distanza pure negli ultimi giri.

    Dani nel dopo gara ha detto sostanzialmente di “aver sbagliato completamente tattica pur avendo un passo migliore”, ma secondo me il problema fondamentale per lui è che proprio sul piano fisico – e forse anche della concentrazione – non pare ancora in grado di reggere un’intera corsa ai suoi livelli abituali, ovvero quelli brillanti di inizio campionato (Losail a parte).

    Brno totalmente da dimenticare invece per Crutchlow che dopo aver messo a segno una Pole davvero straordinaria (la seconda della carriera nella Classe) in prova non ha saputo far meglio che cadere appena all’ottavo giro in gara mentre si trovava in quarta posizione dopo una brutta partenza, tentando di forzare il ritmo per raggiungere i tre battistrada.

    Dunque, ancora tutto bene per Marquez, che ha fatto sua anche Brno, pista teoricamente favorevole alle M1 ma da due anni consecutivi territorio di conquista della HRC, stavolta con Marc, l’anno scorso con Pedrosa (dopo un epico duello con Lorenzo).

    Proprio Dani deve essere considerato il vero perdente del GP moravo perchè ha mancato una occasione davvero unica ed aurea per riavvicinare il team mate in classifica, colpevolmente NON sfruttandola, pur avendo realmente a tratti un passo migliore di lui. E’ ovviamente ancora molto debilitato fisicamente, ma continuando così, caro Dani, senza un guizzo vincente, il Titolo si va sempre più allontanando.

    MotoGP, Gran Premio della Repubblica Ceca
    LaPresse

    Lorenzo invece ancora una volta merita la massima ammirazione possibile, essendo stato autore di un GP praticamente perfetto tenuto conto dei suoi ancora evidenti guai fisici e della manifesta inferiorità della sua moto rispetto alle HRC.

    Le pagelle secondo me sono roba da bambini, ma in ogni caso Jorge meriterebbe teoricamente un 10 spaccato per tutto quel che ha fatto, inclusa una partenza davvero magistrale che non a caso il Majorchino ha definito quale la migliore della sua carriera.

    Di più davvero non poteva umanamente fare.

    E’ senz’altro vero quel che Jorge ha dichiarato appena ieri, che cioè Marquez si trovi in testa alla classifica solo perchè è il solo che non si è infortunato quest’anno. Sposo senz’altro questa tesi, come del resto ho sempre detto.

    SENZA i seri guai fisici di Jorge e Dani – entrambi forzati a saltare un GP, con tutte le ovvie conseguenze del caso, e pure costretti a correre in difesa troppe volte – la testa della classifica con ogni probabilità oggi potrebbe essere ben diversa.

    Ovvero, avrebbe sempre i soliti tre al vertice, ma l’ordine di classifica con ogni probabilità NON sarebbe lo stesso.

    La cruda realtà della situazione attuale però ha fatto sì che nella sostanza dei fatti il GP di Brno abbia avuto un risultato assolutamente fotocopia di quello di Indianapolis, tanto è vero che i primi 4 posti – con l’ex pilota ancora tristemente staccatissimo buon ultimo tra i soli 4 che pilotino una moto teoricamente vincente, stavolta seppellito da oltre 10 secondi dal vincitore e OTTO dal team mate ancora malandato fisicamente – sono risultati assolutamente identici.

    Andando ancora oltre nella classifica finale della corsa odierna confrontata con quella precedente, spicca solo l’assenza di Crutchlow, il cui quinto posto di Indianapolis qui è stato rimpiazzato dall’ancora positivo Bautista, che per la seconda volta consecutiva fa meglio di Bradl oggi ancora sesto.

    Altra gara da dimenticare invece per le due Ducati Ufficiali (finite ancora al settimo ed ottavo posto) che come al solito, pur esibendo una tenace quanto inutile volontà di ben figurare si beccano nuovamente circa 30 secondi 30 dal vincitore, senza speranza alcuna di miglioramento a breve visto che la nuova moto la vedremo eventualmente solo nel 2014, come del resto annunciato ufficialmente dalla ottusa attuale dirigenza di Borgo Panigale.

    Hailwood RC174

    Mike Hailwood sulla favolosa Honda RC174 350 (in realtà 297) 6 cilindri – Foto archivio

    Marquez dunque approfitta ancora bellamente della favorevole situazione e storicamente batte sempre nuovi records, stavolta quello di più giovane detentore di quattro Vittorie consecutive nella Classe, scalzando nientemeno che – ma i tempi dell’asso inglese sono ormai lontani e davvero diversi, allora non ci si sognava neppure di debuttare nel Mondiale a 15 anni o giù di lì – l’immenso Mike The Bike Hailwood, ovvero sicuramente il Miglior Pilota di Tutti i Tempi.

    Il fenomenale fuoriclasse di Oxford ha ancora il record – forse destinato a venire eguagliato da Marc questo stesso fine settimana, a Silverstone – di più giovane detentore di 5 (su otto in totale nella stagione, stabilito nel 1962, suo primo anno come unico alfiere della MV Agusta dopo il volontario abbandono dell’altro gigante delle due ruote Gary Hocking, duplicemente Iridato in 500 e 350 con la MV nel 1961) Vittorie consecutive nella Classe, acquisito quando aveva 22 anni.

    Per Mike quello fu il primo di QUATTRO fantastici Titoli consecutivi – dopo quello ottenuto in 250 nel 1961, correndo da privato su una Honda) nella Classe, sulla possente quadricilindrica MV Agusta fino al 1965 compreso, quando gli fu affiancato nel team lombardo come seconda guida il giovane Agostini, destinato a sostituirlo subito la stagione seguente a Cascina Costa quando Hailwood passò clamorosamente alla Honda.

    Mike si impegnò inizialmente nella stagione 1966 in 250 e 350, sostanzialmente dominandole (fu contrastato solo nel 67 in 250 dalla altrettanto formidabile Yamaha RD05A V4 a 2 tempi di Read: i due finirono a pari punti, ma Mike si aggiudicò giustamente il Titolo per una VIttoria in più, 5 contro 4) a bordo delle imbattibili RC166 e RC174 6 cilindri progettate dal geniale 24 enne Irimajiri, poi anche a tempo pieno in 500 – correndo così in TRE CLASSI contemporaneamente! – con la famigerata 4 cilindri RC181 quando il team mate Redman si infortunò gravemente a Spa (Jim aveva brillantemente vinto entrambe le prime due corse della stagione!), terza prova dell’anno 1966, finendo lì ex abrupto la sua prestigiosa carriera, ricca di ben SEI Titoli Iridati.

    A proposito, ad uso dei NON addetti al lavori, voglio ribadire qui che Mike detiene DIECI TITOLI IRIDATI, NOVE nel Mondlale Velocità FIM – Tre in 250 (uno nel 61, poi nel 66 e 67, tutti su Honda), Due in 350 (66 e 67, su Honda), Quattro consecutivi in 500 (su MV Agusta 4 cilindri primo tipo, dal 62 al 65) – ed UNO in TT/F1, la Corona Iridata delle Derivate di Serie, storicamente corrispondente al Mondiale WSBK, nel 1978 (a 38 anni, dopo ben 11 di completa inattività sulle moto) su Ducati 900 Desmo bilicindrica.

    Analogamente, il suo storico rivale Phil Read detiene OTTO Titoli iridati, SETTE nel Mondiale Velocità FIM – uno in 125 (1968 su Yamaha), Quattro in 250 (1964, 65, 68, 71 tutti su Yamaha) e due in 500 (1973 e 74 su MV Agusta 500 4 cilindri secondo tipo) – ed UNO nel Mondiale TT/F1 delle Derivate di Serie, esattamente come Mike, ma conquistato l’anno prima, ovvero nel 1977 (l’anno dopo fu nettamente battuto da Hailwood, non presente a contrastarlo nel 77) su Honda 1000 4 cilindri.

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    Mike Hailwood vince il suo Decimo Mondiale, il TT/F1 del 1978 in sella alla Ducati 900 – Foto archivio

    Sempre in prospettiva storica, il secondo posto di Pedrosa rappresenta il suo 78esimo Podio nella Classe, andando ad eguagliare il Quattro volte Campione del Mondo (mentre Dani ne ha Tre) Eddie Lawson. In tutta la Storia del Motomondiale, solo tre piloti detengono più Podi nella Classe.

    La classifica Piloti vede adesso Marquez sempre più nettamente in testa con 213 punti, mentre gli altri suoi due implacabili (ma ancora debilitati) rivali seguono ormai staccati, Pedrosa a quota 187 (- 26, ancora un distacco non decisivo con ancora 7 prova da disputare e relativi 175 punti ancora teoricamente assegnabili) e Lorenzo a livello 169 (- 44, gap ormai quasi proibitivo visto il ritmo tenuto da Marc fino ad ora).

    La graduatoria Costruttori vede sempre più nettamente Honda in testa con 251 punti, anche qui seguita a ruota da Yamaha con 220.

    Terza è la Ducati, più che doppiata a quota 99, seguita dalla prima Casa CRT, ovvero la ART a quota 64.

    L’importantissima classifica di Team vede decisamente al comando la HRC in fuga a 400 punti, inseguita da lontano dalla Yamaha Works a 312. La Yamaha Tech3 (prima squadra satellite) resta a becco asciutto a livello 186, mentre quarta risulta la Ducati Ufficiale a quota 176.

    Seguono poi i due Teams satelliti Honda l’LCR adesso quinto a 103 punti (tutti conquistati dal solo Bradl) e il Gresini sesto con 94 (pur con due riders, di cui uno sulla CRT Honda, ovvero Staring). L’Aspar, sempre di gran lunga la prima squadra CRT è scalata ancora di una posizione, ora in ottava con 84, scavalcata dalla Pramac Ducati ora settima a85 punti, conquistati da ben tre riders (ovvero Iannone, Pirro e lo sfortunatissimo Spies.

    Adesso, la carovana del Mondiale MotoGp si sposta sempre nella Vecchia Europa portandosi in UK a Silverstone, una storica pista medio veloce, bella lunga, larga, terribilmente affascinante.

    ll glorioso Full Course di Silverstone costituisce attualmente il tracciato più lungo del Mondiale Velocità: rinnovata ma antica, questa famosa pista britannica fu originariamente tracciata in un dismesso aeroporto RAF della seconda Guerra Mondiale, similmente a quella di Modena in Italia, ugualmente ricavata da un’aerosuperficie al pari anche della svedese Anderstorp, storici circuiti – estremamente sicuri per la loro epoca proprio per la assoluta mancanza di qualsiasi ostacolo naturale, dovuta alla loro primitiva origine aeronautica – purtroppo oggi scomparsi. Ovvero, Anderstorp esiste ancora, ma viene usato ormai solo per le rievocazioni.

    MotoGP Francia 2013, le prove
    LaPresse

    Essendo questa una delle piste più veloci del Mondiale, teoricamente dovrebbe favorire le potenti Honda, ma in pratica questa (come l’altrettanto veloce Mugello) è di fatto considerata una pista Yamaha, dove dunque Lorenzo, teoricamente il favorito SE fosse in condizioni fisiche ottimali (ancorchè adesso in sella ad una moto leggermente inferiore alle rivali HRC) potrebbe finalmente tornare a vincere spezzando l’incantesimo che nelle ultime quattro corse ha visto sempre il successo inesorabile di Marquez, facilitato dagli inopinati infortuni dei suoi avversari.

    Qui il solo pilota in attività ad averci vinto due volte nella Classe è infatti proprio Lorenzo, trionfatore qui nel 2010 e l’anno scorso, ovvero gli anni dei suoi due Titoli Mondiali in MotoGp.

    Anche Stoner ci vinse nell’anno del suo trionfale Iride del 2011, sotto la pioggia, mentre in quell’occasione Jorge cadde compromettendo le sue possibilità mondiali , poi definitivamente schiacciate dalla Vittorie a ripetizione di Casey.

    Pedrosa qui vanta solo il terzo posto dell’anno scorso dietro al team mate Stoner frenato da guai alle gomme e pertanto forzatamente relegato al secondo posto, mentre nel 2011 era assente per il noto infortunio causatogli da Simoncelli a Le Mans (ma fino all’anno scorso, la collocazione temporale di Silverstone era subito dopo la Catalunya, ovvero in primavera) e nel 2010 fu solo ottavo, rientrante da un altro malanno fisico.

    Dunque, possiamo ben dire come questa pista non gli si adatti molto, nè che gli porti fortuna.

    Marquez qui ha vinto solo in 125 nel 2010, poi ha collezionato un ritiro ed un deludente terzo posto l’anno scorso in Moto2, dunque il suo record qui è nettamente inferiore a quello di Lorenzo, che deve giocoforza vincere assolutamente per iniziare a rovesciare un trend che ha praticamente portato Marc alle soglie del Titolo.

    Il giovane rookie spagnolo in tutta la sua giovanile baldanza però non ha ancora capito che ormai potrebbe correre in sicurezza senza particolari rischi, anzi facendoli correre agli avversari ormai in netto svantaggio.

    Niente di tutto questo, non è proprio nella sua natura.

    Pertanto, Marquez qui correrà all’attacco cercando di vincere ancora una volta prendendosi la consueta dose di rischi, ovvero proprio quello che sperano i suoi rivali, che sanno bene che un solo passo falso del giovane alfiere HRC li rimetterebbe clamorosamente in gioco.

    In particolare, ormai per Lorenzo si tratta della classica ultima spiaggia.

    Il Majorchino da quel fuoriclasse che è qui DEVE assolutamente reagire al trend negativo degli ultimi due mesi e VINCERE, punto e basta, sperando nel contempo in qualche problema di Marquez, magari causato dalla pioggia tanto frequente qui. Inutile o quasi infatti sarebbe fare bottino pieno se Marc gli arrivasse subito alle spalle al secondo posto.

    MotoGP Indianapolis, Prove Libere
    LaPresse

    La tendenza giovanile di quest’ultimo a rischiare oltremisura anche senza effettiva necessità sarà in questa occasione la probabile migliore alleata del Campione di Iwata, che a sua volta dovrà prendersi qualche rischio per vincere assolutamente. Jorge non ha alternative, deve puntare risolutamente alla Vittoria pur con una moto inferiore. Da quel grande Fuoriclasse e lottatore implacabile che è, non mi aspetto nulla di meno da lui.

    Pertanto, stavolta mi sbilancio indicandolo vincente, proprio perchè Jorge in realtà NON ha alternative a vincere. O fa bottino pieno qui o abdica consegnando la sua Corona Iridata a Marquez, o comunque alla HRC.

    Tra i due litiganti dubito si possa inserire Dani, sia per le ancora precarie condizioni fisiche che per i suoi trascorsi su questa pista, mai tra le sue favorite. Anche lui però è un pilota brillante, capace di scatti d’orgoglio e di Classe a volte impensabili, anche su piste a lui in passato sfaevorevoli, dunque gli altri due farebbero bene a tenerlo d’occhio.

    A parte i Tre Alieni, tra gli altri vedo bene ovviamente Crutchlow, l’eroe locale protagonista l’anno scorso di una rimonta fantastica dall’ultima posizione in griglia, e desideroso di un riscatto dalla figuraccia di Brno, dove dopo la caduta è rimontato in sella finendo però mestamente solo diciassettesimo, fuori dalla zona punti.

    Un grande specialista dei circuiti inglesi è poi sicuramente il Dovi, terzo anche l’anno scorso fino ad una malaugurata caduta alla curva 6, ma protagonista nei tre anni precedenti di fantastiche imprese nella Terra d’Albione.

    Qui infatti Andrea dal 2009 al 2011 ha raccolto ben 65 punti (con una Vittoria bagnata nel 2009 a Donington e due secondi posti consecutivi a Silverstone) dei 75 teoricamente disponibili, più di ogni altro, meritandosi in quel periodo il titolo di Re d’Inghilterra.

    Quest’anno però, con l’ibrida e sconcertante cavalcatura che si ritrova, le possibilità del Forlivese di ben figurare sono limitate esclusivamente alla possibilità di pioggia, esattamente come successe a LeMans quando ebbe anche la possibilità di vincere, finendo comunque onorevolmente quarto.

    Infatti, un pesante interrogativo aleggiante su questo GP è da sempre legato al capriccioso e spesso bagnatissimo meteo inglese, capace talvolta di rovesciare pronostici consolidati. Nel recente passato, l’unico a non temere affatto il bagnato, ed anzi a trarre grande vantaggio da esso rispondeva al nome di Stoner, autentico Mago della Pioggia per eccellenza, forse il Più Grande di Tutti i Tempi sulle superfici sdrucciolevoli assieme all’altrettanto Grande Jarno Saarinen, The Flying Finn.

    Hayden Aragon 10.f
    LaPresse

    Nicky Hayden sul Podio ad Aragon 2010 con la GP10

    A proposito di Ducati, l’ormai libero di parlare – a fine stagione lascerà infatti il Team dopo 5 stagioni – Hayden ha affermato come preferisse di gran lunga la GP10 col telaietto in carbonio anteriore e motore portante al grottesco pasticcio meccanico voluto a tutti i costi dall’ex pilota ed alla sua banda di emeriti incapaci, responsabili in toto del completo stravolgimento tecnico e della totale rovina di quella che fu una moto indovinata ed efficace, affermando come con essa riuscisse a girare ad esempio a Jerez ben un secondo e mezzo più velocemente che con la versione successiva dotata dello pseudo deltabox.

    Nicky ha affermato di aver sempre chiesto a gran voce che lo lasciassero correre con la configurazione originale con l’airbox in carbonio ed il motore portante, ma di non essere stato mai minimamente ascoltato.

    In questo, Nicky non ha fatto che affermare le stesse cose da sempre ripetute da Stoner, che non perdeva occasione per ribadire che il layout originale della GP09-GP10 con l’airbox in carbonio che fungeva da telaietto anteriore e motore portante fosse in realtà quello ideale per la Ducati, i cui problemi di aderenza dell’anteriore andavano ricercati altrove.

    E’ evidente come in Ducati non abbiano mai ascoltato i piloti buoni, per poi invece dare retta a quelli incapaci (ma che in compenso costavano DIECI VOLTE DI PIU’……..:) come l’ex pilota che assieme alla sua banda di emeriti incompetenti ha portato al caos ed al completo sfacelo tecnico una moto dal progetto sostanzialmente vincente.

    Non per nulla, le GP09-GP1010 sono storicamente le ultime Ducati MotoGp ad aver vinto dei GP con Stoner, e ad aver fatto Podi anche con Hayden.

    Solo un caso?

    Quindi, per tutto quanto affermato sopra, i motivi di interesse legati al già prossimo GP inglese sono come sempre molteplici ed eccezionalmente eccitanti, al desiderio di riscatto di Lorenzo e Crutchlow, punte di diamante Yamaha, alla volontà di Marquez di continuare nella formidabile (e fortunosa, visti gli infortuni che hanno pesantemente limitato i suei due avversari diretti) striscia vincente, fino al nuovo tentativo di Pedrosa, nonostante i suoi problemi fisici, di ritrovare quella elusiva Vittoria che gli sfugge fin dai tempi ormai lontani di Le Mans.

    Dunque, NON prendete assolutamente impegni per questo stesso fine settimana, ed appuntamento certo ed ineludibile in Terra Britannica per godere ancora del sublime spettacolo dei prototipi a 4 tempi in scena alla bella pista Vecchio stile di Silverstone (ma NON dimenticate la WSBK in quel del Nurburgring), prossima tappa di questa sempre imprevedibile, adrenalinica e drammatica Saga MotoGp 2013!

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