MotoGP: dal 2011 si apre ai motori derivati dalla serie?

A partire dal 2011 potrebbe (parzialmente) sparire la differenza tra MotoGP e Superbike: dalla riunione dei costruttori che si è tenuta a Valncia è emersa l'esigenza di avere più team e motociclette nelle gare di MotoGP, dunque di aprire la classe regina a moto che montano motori derivati dalla serie in telai prototipi

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    A partire dal 2011 potrebbe (parzialmente) sparire la differenza tra MotoGP e Superbike: dalla riunione dei costruttori che si è tenuta a Valencia è emersa l’esigenza di avere più team e motociclette nelle gare di MotoGP, dunque di aprire la classe regina a moto che montano motori derivati dalla serie in telai prototipi. In pratica si percorre la strada inversa rispetto al 2002, quando fu imposta la cilindrata di 990cc proprio per evitare di vedere in pista un mix di prototipi e derivati di serie.


    La prevista trasformazione della MotoGP in una specie di “Moto1”, sorella maggiore della contestatissima Moto2 che dalla prossima stagione prende il posto della classe 250, sembra scongiurata: restano i team ufficiali ma probabilmente sulla griglia di partenza saranno schierate sia prototipi “ufficiali” che moto con motore derivato dalla serie (elaborato al massimo) su telaio prototipo.

    Tutto questo avverrebbe limitando il diametro dei pistoni a una misura massima di 81 millimetri e portando la cilindrata a 1000cc. In questo modo si avrebbero dei motori con meno giri (si passerebbe dai quasi 20.000 attuali a poco più di 15.000) e molto vicini a quelli che montano le supersportive in commercio e che, rielaborati, corrono nel campionato mondiale Superbike.

    Ai costruttori la proposta è piaciuta ed è stata approvata in via preliminare, con un cambio di regolamento già pianificato per il 2012.

    Il 2011 dovrebbe essere invece un “anno di passaggio”, dove i team ufficiali correrebbero con i prototipi da 800cc mentre le moto coi motori 1000cc derivati dalla serie verrebbero affidate ai team satelliti.

    Ma quali sono i motivi di questa rivoluzione? Semplice: con la crisi economica il piatto piange. Bisogna quindi ridurre la spesa dei team (con il limite ad 81 mm il margine di sviluppo è molto ridotto e non avrebbe senso investire cifre spropositate) e portare più concorrenti nella MotoGP (case come Aprilia e BMW potrebbero entrare in gioco semplicemente elaborando i motori usati in Superbike e progettando un nuovo telaio) per renderla più appetibile e spettacolare.