MotoGP Germania 2014: il processo alla gara del Sachsenring [FOTO]

Processo al Gran Premio di Germania della MotoGP 2014 dal Sachsenring: sotto accusa i Team Yamaha, Ducati e LCR Honda, oltre al pilota inglese della Yamaha Tech 3, Bradley Smith

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    MotoGP Germania 2014: il processo alla gara del Sachsenring [FOTO]

    Va in archivio anche la nona prova del Mondiale 2014 di MotoGP dalla Germania e va in archivio anche questa nel segno di Marc Marquez che al Sachsenring ottiene la nona vittoria consecutiva e va in vacanza a punteggio pieno in classifica generale. Il Gran Premio di Germania segna una netta supremazia della Honda rispetto alla Yamaha e Lorenzo e Rossi, insieme ai loro tecnici, dovranno domandarsi il perché. Gara interlocutoria anche per la Ducati che soffre più del previsto e sotto accusa finisce anche il Team Honda di Lucio Cecchinello per una scelta discutibile che ha di fatto rovinato la gara di Bradl

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    CASO 1: TEAM LCR HONDA

    ACCUSA: inammissibile a questi livelli sbagliare così clamorosamente una scelta. Facendo partire Stefan Bradl con le gomme da asciutto, ma di fatto con la moto ancora settata per una gara bagnata, hanno messo il pilota tedesco nelle condizioni di fare una pessima figura e di scivolare piano piano dalla prima alla 16esima posizione finale. Va bene rischiare, ma in questo modo cosa pensavano di ottenere?

    DIFESA: il Team di Lucio Cecchinello si è fatto ingolosire e ha provato, come abbiamo visto senza successo, a beffare gli avversari, scegliendo una strategia diversa. Forse speravano che il settaggio da bagnato non influenzasse così tanto la performance della Honda: hanno poi provato a rimediare preparando la moto col set up giusto, ma Bradl ci ha messo del sue scegliendo di non rientrare. Insomma, domenica da dimenticare.

    CASO 2: YAMAHA

    ACCUSA: Jorge Lorenzo a dieci secondi da Marquez e Pedrosa, Valentino Rossi addirittura a venti. Sono distacchi accettabili per la casa giapponese? Crediamo proprio di no… Se ci aggiungiamo una qualifica in cui anche la Honda LCR di Bradlli ha preceduti, il quadro è completo. Urge ricucire il gap coi rivali di sempre.

    DIFESA: il Sachsenring, lo si sapeva, è pista pro-Honda e per quanto riguarda Lorenzo il tracciato tedesco non gli è mai andato a genio e lo scorso anno ci si era messa anche la bruttissima caduta a renderglielo ancora meno piacevole. Se ci aggiungiamo le condizioni particolari in cui si è corso, allora il disastro Yamaha può avere qualche attenuante. A fine gara Rossi ha accusato la pioggia di avergli rovinato la gara. Facciamo finta di credergli

    CASO 3: BRADLEY SMITH

    ACCUSA: può un professionista cadere sei volte sei in tre giorni sulla stessa pista? La risposta è no, specie se ti chiami Bradley Smith, non sei più un novellino e ti stai giocano la sella per il prossimo anno. Il suo compagno di squadra Pol Espargaro migliora di gara in gara, lui fa il gambero e passa più tempo sdraiato a terra che seduto sulla moto. Così non va…

    DIFESA: la pressione sui piloti che ancora non sanno quale sarà il proprio futuro è qualcosa difficile da sostenere e Smith evidentemente soffre la situazione più degli altri. Se poi a inizio stagione le aspettative su di te erano alte e i risultati non arrivano, mentre il tuo compagno di scuderia va fortissimo, ecco che il rischio di farsi travolgere è davvero concreto

    CASO 4: DUCATI

    ACCUSA: sembra di essere ritornati al 2013, quando i distacchi dai primi erano più vicini al minuto che al secondo. Il Sachsenring con le sue continue accelerazioni e decelerazioni non è pista adatta alle Rosse, ma non ci si attendeva un gap così clamoroso. Dovizioso e Crutchlow erano rimasti addirittura fuori dalla Q2 dopo le tre sessioni di libere e in gara non è andata meglio. Dimenticare e ripartire!

    DIFESA: una gara storta, anche se molto storta, non può cancellare quanto di buono fatto vedere finora dalla Ducati, o meglio da Andrea Dovizioso. Due settimane fa ad Assen era arrivato un secondo posto dietro a Marquez, in classifica generale il Dovi è sempre quarto. Quindi vogliamo credere che quella tedesca sia una parentesi sfortunata da archiviare in fretta.