MotoGP Giappone 2010: la pagella del giorno dopo

Casey Stoner trionfa nel GP del Giappone, portandosi subito al comando, per poi dominare la gara a colpi di giri veloci

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    Il pilota della Ducati ufficiale, Casey Stoner vince il Gran Premio del Giappone 2010, quint’ultimo appuntamento del Motomondiale, davanti ad Andrea Dovizioso. La gara si ricorderà soprattutto per il duello valevole per il terzo posto tra i due piloti della Yamaha: Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. I compagni di squadra alla M1 danno vita ad uno degli scontri più entusiasmanti di questo 2010 che si conclude con l’italiano che taglia il traguardo davanti allo spagnolo. Buona prestazione di Colin Edwards che doma il giovane Marco Simoncelli, autore, comunque di una bella corsa. Fuori Marco Melandri e Loris Capirossi.

    Casey Stoner-9- Il centauro della Desmosedici vince la sua seconda gara consecutiva dominando dalla prima all’ultima curva del tracciato di Motegi, dopo esser scattato bene dai blocchi di partenza. Con un ritmo da qualifica l’australiano tiene a distanza l’inseguitore Dovizioso, che nonostante la sua miglior gara del 2010, non riesce a ricucire il distacco dal Fulmine Rosso numero 27. Stoner torna devastante e neanche l’uragano Katrina avrebbe potuto arrestare l’impetuosa corsa del campione mondiale della MotoGP 2007. A vedere il Gran Premio del Giappone, ci si chiede come mai non sia a lottare per il titolo iridato contro lo spagnolo della Yamaha, Lorenzo. Comunque, regala l’ennesima gioia ai tifosi ducatisti, mentre si prepara ad approdare alla Honda. Martello pneumatico

    Andrea Dovizioso-8- L’italiano della Honda HRC non fa rimpiangere l’assenza del compagno, Dani Pedrosa e si porta a casa la seconda posizione del Gran Premio del Giappone 2010, dopo aver provato per tutta la gara a stare alle calcagne del vincente Stoner. Impresa riuscita a metà, perchè si vedeva che il Dovi aveva lo stesso passo dell’australiano, ma a bocce ferme, non è mai stato in grado di sferrare la zampata decisiva. Questa volta fa bene a non esagerare, visto che ogni volta che osa, finisce gambe all’aria. Partito dalla pole position, Andrea può esser contento di aver disputato la miglior gara della sua MotoGP 2010, anche se questo non basterà mai per giustificare la mediocrità dei suoi risultati complessivi, con la guida di una moto ufficiale. Si può e si deve fare di più, perchè il talento c’è e bisogna farlo esplodere. Honda’s got talent

    Valentino Rossi-8- Il pilota italiano della Yamaha è giunto tra le curve del tracciato giapponese con il piglio giusto e durante tutto il week-end ha dimostrato di essere veloce. La sua gara resta ordinaria fino a 5 giri dal termine, quando inizia lo scontro con il compagno Lorenzo e sinceramente, inizia anche la vera corsa con mezz’ora di ritardo. Il Dottore voleva far capire a tutti di non essere bollito dopo i recenti guai fisici e ingaggia un duello che può essere paragonato solo a Laguna Seca con Stoner…solo che in USA si lottava per il mondiale. In una manciata di giri i due riders ci offrono sorpassi da brivido, staccate da infarto, un paio di contatti al limite del regolamento e soprattutto lo spettacolo vero! Le manovre di Rossi sono state giudicate troppo aggressive persino da Masao Furusawa e inizialmente dallo stesso Lorenzo che ha addirittura accennato al gioco sporco. Valentino è stato aggressivo e ci mancherebbe altro, visto che si parla di professionisti sulle due ruote e non di bimbetti sul triciclo. Alla fine non aveva niente da perdere tranne che la sua fama di lottatore corpo a corpo. Rossi, Cavallo pazzo

    Jorge Lorenzo-7.5- Il pilota iberico della M1 è protagonista insieme al compagno del duello delle ultime tornate del GP. Anche lui ci mette del suo e fin dalle prime due curve cerca di passare Vale in tutti i modi e a tutti i costi. Poi la battaglia si riaccende nel finale e Martillo prova a passarlo nei punti dove è impossibile passare, portando le sue manovre al successo in almeno un paio di occasioni. Splendido protagonista del duello, che abbiamo già raccontato per Rossi, fino all’ultimo giro quando il compagno lo passa e a Lorenzo gli si abbassa la tapparella. A fine gara dirà che il campione di Tavullia ha lottato sfiorando i limiti del gioco sporco. La questione è molto semplice e anche il sig. Masao ci arriverà piano piano: Jorge gioca per il titolo e senza alcun timore di finire per terra, praticamente se la va a cercare contro un certo Rossi, che non si tira mai indietro nel corpo a corpo. Fra dieci anni, magari tutti ricorderanno questo duello e magari anche il fatto che Lorenzo si appresta a vincere un mondiale senza avversari. Lorenzo furioso

    Colin Edwards e Marco Simoncelli-6.5- Il vecchio cowboy texano del Team Tech 3 Yamaha, ha il merito di tener dietro il baldo giovane, Simoncelli che più di una volta prova a soffiargli la posizione, ma questa volta l’esperienza ha contato pur qualcosa. Il duello fra i due sveglia, dal torpore, la seconda tranche del plotone di piloti della MotoGP e solo la foga agonistica di Colin impedisce a Super Sic di prendersi un quinto posto che avrebbe meritato a pieni voti. Simoncelli ha già fatto dei progressi importanti al suo primo anno nel motociclismo che conta e avrà tante occasioni per vincere le battaglie, al contrario del collega Edwards. Il futuro contro il passato

    Marco Melandri-4- Il pilota della Honda di Fausto Gresini subisce una vera e propria involuzione di risultati tanto da pensare di emigrare in SBK, emulando il connazionale Max Biaggi, ma permane il dubbio che possa ottenere i medesimi risultati del centauro romano. La sua gara è completamente anonima e priva di spunti, a parte il solito e puntuale replay che ne sancisce l’uscita di scena a poche tornate dal termine. Dalla serie: cambio categoria

    Ben Spies e Nicky Hayden-3- I due americani si trovano l’uno dietro l’altro e lottano dall’inizio come se si stessero giocando il titolo iridato, con il risultato di ritrovarsi entrambi a fare una scampagnata sulla sabbia di Motegi. Pasticciano per tutta la gara e alla fine, Spies che guadagna l’ottavo posto può sorridere a denti stretti, ma Hayden invece torna ad infognarsi in dodicesima posizione, fuori anche dalla top ten. Dopo il podio di Aragon la sua gara è un mezzo fallimento. American flop