MotoGp Jerez 2014: Marquez vince ancora, Lorenzo e Pedrosa grandi sconfitti

Quarta prova dell'anno in MotoGp, nella pistina di Jerez dominata ancora da Marquez, che pure prima non aveva mai vinto, in nessuna Classe

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    MotoGp Jerez 2014: Marquez vince ancora, Lorenzo e Pedrosa grandi sconfitti

    Il quarto episodio di questa sempre imprevedibile Saga Motogp 2014, andato in onda qui dal brutto, corto e lento circuitino di Jerez De La Frontera, ha visto il devastante, trionfale successo di un Marquez cannibalesco, fortissimo, sempre più determinato a vincere TUTTE le volte quest’anno, anche in tracciati dove non aveva mai prima riportato Successi (appunto il caso di questo circuito casalingo) neppure nelle altre Classi, mentre i Grandi Sconfitti della giornata non possono che individuarsi in Lorenzo – oggi assolutamente incolore, incappato nella sua peggior giornata dell’anno, agonisticamente parlando – e soprattutto Pedrosa, pur grande specialista di Jerez, anche oggi apparso assolutamente incapace di opporsi al team mate neppure nella sua pista preferita in assoluto e cavalcando la miglior moto in campo.

    Della giornata veramente storta dei due possibili protagonisti locali del GP iberico, ne ha quasi inevitabilmente approfittato la seconda guida Yamaha che però si è buscata la bellezza di cinque umilianti secondi, trionfale ed ultimissimo giro a parte, quando Marquez ubriaco di felicità si è mangiato, rallentando ben oltre il limite del lecito, la bellezza di quasi quattro secondi per meglio festeggiare la sua prima Vittoria nella Corsa di Casa, in una pista in passato sempre per lui stregata.

    Dopo i quattro Piloti Ufficiali delle sole vere e vincenti MotoGp Ufficiali in campo, buon quinto assoluto – sia pure seppellito da ben 27 secondi 27 di distacco! – si è piazzato il redivivo Dovizioso, decisamente opaco in Argentina ma qui autore di una gara accorta (per non stressare troppo le gomme) ma decisa, almeno per non farsi battere, lui su di una Open, dalle vere MotoGp satelliti e dalle altre Open, sulle quali ha prevalso grazie soprattutto alle superbe doti di motore (e qui l’opera dell’eccelso ingegnere motorista Dall’Igna comincia a farsi sentire!) della sua GP12, sempre invece gravemente carente in maneggevolezza.

    La sua è stata la sola Ducati a salvarsi dal disastro che ha coinvolto tutte le altre moto di Borgo Panigale, con Crutchlow (che ha sfavorevolmente commentato i festeggiamenti invero eccessivi in Ducati per la quinta e staccatissima piazza di Dovi, asserendo come si fosse ben poco da rallegrarsi per essersi buscati quasi 30 secondi!) Iannone ritirati e Pirro sempre totalmente inconsistente.

    Insomma, Marquez domina sempre più, con la quarta sonante Vittoria su quattro gare, ma stavolta il suo incontrastato successo è stato anche merito – o meglio, puro demerito – dei suoi due conterranei e soli possibili avversari, ovvero Lorenzo e Pedrosa.

    Il primo non ha confermato la parziale risurrezione di Termas De Rio Hondo, disputando una gara decisamente anonima ed opaca, totalmente inaspettata da lui proprio qui, una pista certamente poco adatta alle caratteristiche della M1 attuale, ma dove aveva già vinto due volte in MotoGp. La sua è stata una resa pressochè totale, che lo risprofonda in una crisi (soprattutto sua psicologica, ma anche obiettivamente tecnica, riferendosi alla sua moto certamente adesso inferiore alla RC213V Ufficiale) nera certo non facile da risolvere a breve termine, proprio nel periodo dell’anno in cui stanno per arrivare finalmente tracciati teoricamente favorevoli alla sua cavalcatura, almeno nel recente passato.

    MotoGP Jerez Spagna 2014   Prove libere
    LaPresse

    Non vorrei che si fosse realmente avverato quel che va dicendo da qualche tempo il Mitico 34 Kevin Schwantz – che un pò di corse se ne intende – il fatto cioè che Marquez sia “entrato nella testa di Lorenzo”, ovvero che il vincente Marc stia inevitabilmente condizionando psicologicamente proprio Jorge, ovvero colui che prima di questo inizio di stagione era da considerare il Pilota nettamente più forte in assoluto, non solo tecnicamente, per Classe e bravura di Guida, ma proprio da un punto di vista prettamente mentale. SE così fosse, sarebbe un danno enorme per il Campione Majorchino, qualcosa destinato ad avere effetti disastrosi quanto duraturi.

    Io non voglio ancora pensarla come il Campione Texano, però resta il dato di fatto oggettivo che la crisi si Jorge sia significativamente pesante e duri già da qualche mese, si può dire già dalla fine della scorsa stagione, da lui persa solo per sfortuna dopo aver ancora una volta dimostrato di meritare la Corona Iridata ben più di Marc (Otto Vittorie contro Sei) nonostante tutti gli infortuni subiti nel suo sfortunato ma Epico 2013. Dunque, qualcosa che rischia ormai di consolidarsi, qualora Jorge non reagisca psicologicamente (come era parso avesse fatto al Rio Hondo) da par suo.

    Per riuscirci, dovrà contare anche in un pronto aiuto tecnico da parte del suo Team che deve metterlo concretamente in grado di opporsi efficacemente alla Honda, specialmente adesso, quando come già detto stanno per arrivare circuiti (come ad esempio Le Mans, Mugello e Montmelò) ormai tradizionalmente favorevoli alla M1……….che però da gran tempo non accusa un divario tecnico così pesante dalla sua eterna avversaria.

    Ad Iwata dovranno darsi davvero una brusca svegliata (gli agognati aggiornamenti arriveranno probabilmente in tempo per il Mugello, assicura lo stesso Jorge), ma va detto come il mero miglioramento tecnico della moto NON potrà bastare contro cotanto Marc, SE Jorge a sua volta non ritrovi in pieno tutta la fiducia in sè stesso e l’enorme grinta che ormai gli erano proverbiali. Lui SA perfettamente come pilotare e vincere le gare, è ancora di gran lunga il Migliore di Tutti in questo.

    In bocca al lupo, Grande Jorge, Quattro Volte Iridato!

    Il VERO grande sconfitto di Jerez resta tuttavia, a mio modesto avviso, Pedrosa.

    QUI, nella sua pistina preferita dove l’anno scorso aveva convincentemente vinto (facendo poi uno strepitoso bis nella bagnatissima Le Mans), oggi è apparso l’ombra di se stesso, tristemente abulico e completamente impotente a contrastare, neppur minimamente, il suo scatenato e ben più giovane team mate, pur essendo come lui in sella alla RC213V, ovvero la miglior moto del lotto.

    In realtà, questa sconfitta andalusa è stata davvero terribilmente umiliante per il piccolo Catalano, non solo nettamente perdente nei confronti di Marquez, ma neppur capace di aggiudicarsi la piazza d’onore nel suo GP di Casa, come invece aveva facilmente fatto più di una volta, quest’anno, in altri tracciati a lui meno congeniali.

    Motomondiale Jerez Spagna 2014   la gara
    LaPresse

    La scorsa stagione – pur per lui non eccelsa, solo Tre Vittorie in totale, ma Due all’inizio – Dani però era partito ben meglio, segno di una parabola discendente ormai infinita, che per lui è iniziata addirittura da giovanissimo, NOVE anni fa, quando da assoluto iperprotetto cocco di Mamma Honda non fu capace di aggiudicarsi quel Titolo all’esordio (curioso che invece questa impresa sia perfettamente riuscita, sia pure con parecchia fortuna, al suo attuale team mate) nel 2006 che pure la HRC aveva confezionato apposta per lui, mettendo cinicamente apposta ogni possibile ostacolo tra le ruote del povero team mate Hayden, la cui umile perseveranza unita ad una straordinaria continuità doveva portare invece, per ironia della Sorte, ad una Corona Iridata supremamente meritata.

    Domandina: SE NON vinci QUI, caro Dani, nel tuo tracciato di elezione, COSA mai speri di fare altrove…………e contro un simile spaventoso Marquez, ancora migliorato rispetto all’anno scorso?

    Lupus in fabula, questi sinceramente si aspettava (da Jorge e Dani, ovviamente) di faticare ben di più, di dover combattere un feroce assalto alla diligenza (ovvero, lui stesso) che invece è clamorosamente mancato. Stavolta, la gara è durata appena due giri, ossia ancor meno di quella pur trionfale in Argentina. La prima guida HRC ha scavato quasi subito un divario incolmabile per chiunque, alla fine presentandosi al penultimo giro con l’abissale vantaggio di ben 5 secondi, poi quasi del tutto dilapidato nel trionfale e scenico giro finale, ben assaporato per meglio gustarsi la soddisfazione di aver finalmente espugnato la sua pista proibita, proprio in occasione del GP di Spagna, quello di Casa.

    Al traguardo, Marc, pur felicissimo e raggiante per il fantastico Successo casalingo che gli era sempre sfuggito, non ha nascosto la sua delusione proprio per il mancato duello con i suoi tradizionali avversari, quasi si vergognasse per loro………:). Insomma, ha stravinto anche qui, ma stavolta senza divertirsi più di tanto.

    Ormai, la fatidica domanda che tutti si stanno facendo nell’ambiente è SE Marc, in questo stato di forma perfetto e col morale a mille, possa arrivare a vincere addirittura TUTTE le corse rimanenti in calendario, o almeno puntare decisamente al Record assoluto di Vittorie in una Stagione. La sua Vittoria finale in Campionato ormai è data universalmente per scontata.

    Anche da un punto di vista meramente statistico, è ormai (quasi) assolutamente impossibile che NON si aggiudichi il Titolo, dopo questo quadruplo e perentorio en plein. Ovvero, dovrebbe accadere davvero Qualcosa, di clamoroso, grave ed imponderabile, tipo il serio infortunio alla caviglia che privò Stoner della possibilità di combattere per il Titolo 2012 (confermando quello da lui trionfalmente conquistato l’anno prima, con 10 Vittorie come nel 2007), poi andato a Lorenzo, senz’altro il più degno dopo Casey, purtroppo allora alla sua ultima Stagione Iridata, senza più possibilità di rivincita (a meno di un provvidenziale – e da molti auspicato – ripensamento, naturalmente).

    Oppure, come l’infortunio alla clavicola che ha privato lo stesso Jorge di un Titolo semplicemente meritatissimo l’anno scorso. Come vedete, quindi, simili Qualcosa accadono in realtà spessissimo…………e il tanto trionfalistico Marquez farà assai bene, d’ora in poi, a stare davvero MOLTO attento a non commettere imprudenze fatali che potrebbero clamorosamente togliergli un Mondiale che ha quasi praticamente in tasca.

    OCCHIO, sorridente ragazzino!

    Bill Ivy Yamaha RA31

    William “Bill” Ivy sulla meravigliosa Yamaha RA31, V4 due tempi 125, assieme alla Honda RC149, 4 tempi a 5 cilindri, sicuramente la più sofisticata ottavo di litro mai costruita. Bill fu certamente uno dei più Forti Piloti di Tutti I Tempi – Foto Archivio Donovan

    Sempre a proposito di lui e Pedrosa, questi pare proprio destinato, nonostante la sua patente ed eterna (sono ormai NOVE anni che perde il puntualmente il Mondiale) inconsistenza, a rimanere in HRC fino all’età pensionabile. Le recenti parole di Suppo, non si sa quanto ironiche, sono state del tutto chiare a riguardo, parlando con affetto (forse unito ad una certa, sia pur involontaria, consolatoria commiserazione) di un Dani……….”cresciuto in HRC e da sempre qui in Honda………dove non vogliamo rovinare una coppia così ben assortita”……….:).

    Esatto.

    In HRC sanno bene come la Squadra perfetta sia composta da un Vincente ed un gregario, magari di lusso, ma perdente. Un Purosangue ed un ronzino, insomma.

    Ormai hanno deciso (ma guarda un pò……….:) che il numero uno Honda sia Marquez, a cui sarebbe sgradito, dannoso e del tutto inutile venir affiancato da qualcuno che potesse realmente minacciarlo. Pedrosa è veramente perfetto in questo senso, che ne dite?

    Intanto, Marc ha appena firmato per la HRC il rinnovo fino al 2016

    La Storia insegna che, quando al contrario in un top team si siano affiancati due Vincenti, si siano verificate sempre situazioni per lo meno assai spiacevoli, per esempio la astiosa ed impossibile coabitazione (durata di fatto poco più di un anno) di due assolute Prime Donne come Agostini e Read in MV Agusta, se non addirittura tragiche, vedi in precedenza proprio nello stesso Team il Grande Angelo Bergamonti – fortissimo Pilota e mio amico personale – con lo stesso Ago, col primo che finì per ammazzarsi inutilmente a Riccione il 4 Aprile 1971 (praticamente davanti ai miei occhi, sotto il diluvio) pur di dimostrare, orgogliosamente quanto forse velleitariamente, di essere bravo come e più del PluriIridato (Otto Titoli, fino a quel momento) team mate.

    Potrei citare dozzine di casi analoghi, tutti con la stessa morale da trarre. Andando con la memoria forse al Caso più famoso tra tutti, è praticamente impossibile non pensare alla feroce e leggendaria faida (“sting”) nata in Yamaha, nelle Classi 125 e 250, durante la Stagione 1968 (col campo completamente libero, visto che la Honda si era ritirata improvvisamente alla fine del 67, appiedando a tradimento l’ignaro Hailwood, fin lì 9 Volte iridato, costretto così a passare alle corse in auto), tra lo stesso Read e il Grande Bill Ivy.

    L’infame Phil (non a caso detto “La Carogna”), proverbialmente sempre infido e scorretto, tradì vigliaccamente gli ordini di scuderia stabiliti dalla Yamaha che, dopo l’aggiudicazione del Titolo della 125 a Ivy nel 67 (gli alfieri Yamaha erano a bordo delle favolose e velocissime due tempi V4, RD05A 250 e RA31 125, poi lasciate vincere a mani basse nel 68 dal ritiro della Honda alla fine della stagione 67), mentre Read quell’anno perse il Titolo 250 contro l’Inarrivabile, Immenso Hailwood a bordo della straordinaria Honda RC166 a 6 cilindri) aveva decretato per la successiva stagione 68 di far vincere la 250 a Bill e la 125 a Phil.

    Andò così che, dopo che il leale Bill lo aveva platealmente aiutato a vincere il Titolo 125 (famoso rimane l’episodio all’Ultralightweight IOM TT 68, quando Ivy, in quel momento nettamente in testa, si fermò clamorosamente a chiedere lumi sui tempi della gara ai marshalls!!) Read si rifiutò seccamente a poco più di metà stagione di fare lo stesso per Ivy in 250.

    I due, diventati ormai acerrimi rivali, dopo un finale di stagione furibondo caratterizzato da violente liti e polemiche, finirono a pari punti, pari Vittorie e PURE pari piazzamenti, qualcosa di assolutamente incredibile, che non si era MAI verificato prima nel Mondiale Velocità.

    Dopo molto cogitare, i decrepiti parrucconi della FMI adottarono come criterio valido il tempo complessivo impiegato dai due per completare le prove ritenute valide per l’assegnazione del punteggio (ricordiamo sempre la famosa e cruciale “Regola degli Scarti“): per ironia della sorte, ne risultò vincitore proprio lo scorretto Read, per il suo migliore (ovverosia, minore) tempo complessivo delle prove valide.

    Bill Ivy Jawa 350 Assen 68

    Bill Ivy ad Assen 1969 su Jawa V4 350 Due Tempi. Fu la sua penultima corsa, arrivando secondo dietro ad Agostini su MV Agusta 350 Tre. Perse infatti la vita pochi giorni dopo, durante le prove del GP della DDR, (seguente a quello di Spa-Francorchamps) al Sachsenring Stradale. Un affranto Ago dedicò le sue due Vittorie Tedesco-Orientali di quell’anno in 350 e 500 all’amico scomparso – Foto Archivio Donovan

    Ricordiamo che, appena l’anno prima, quasi per contrappasso, Read aveva perso lo stesso Titolo 250 contro Hailwood perchè, finito a pari punti con il rivale, questi vantava una Vittoria in più (5 contro 4).

    Quasi analogamente, lo stesso Mike The Bike perse il Titolo Classe 500 del 1966 contro il suo giovane ex team mate (dell’anno prima, in MV) Agostini perchè, finiti i due a pari punti E pari Vittorie, quest’ultimo vantava un secondo posto in più del rivale!

    Epici anni, quelli, favolosi e fatidici, sicuramente l’Epoca d’Oro del Motociclismo Mondiale, con Piloti straordinari (sicuramente i Migliori in assoluto MAI apparsi in pista, in Tutti i Tempi) e il sublime spettacolo tecnico del confronto al vertice tra sofisticatissime moto a due e quattro tempi, a quel tempo a pari potenziale……….:)

    Tutto questo inestimabile spettacolo fu ucciso per sempre dalla pazzesca ed incredibilmente idiota decisione della FMI di limitare – a partire dalla Stagione 1970 – a soli due cilindri le Classi 125 e (soprattutto) la 250, la Vera Classe Regina, dove apparvero le più incredibili e sofisticate macchine che MAI abbiano percorso le strade e le piste del Mondiale Velocità (quando, MV Tre a parte, la Classe 500 vedeva invece al via solo vecchissime, pesanti e pateticamente lente monocilindriche a 4 tempi ad aste e bilanceri, progettate 30 ed anche 40 anni prima!!!).

    Risultato: il 4 tempi sparì del tutto dalle corse (e per oltre un Trentennio!!) e le Case persero ogni interesse a partecipare in forma Ufficiale – la Yamaha, sconvolta dall’affaire Ivy/Read, in cui parteggiò decisamente per il leale Bill, si ritirò alla fine del 1968, per tornare Ufficialmente solo all’inizio del 73 col Grande Flying Finn Jarno Saarinen – alle corse ed il Mondiale piombò immediatamente, ovvero all’inizio della stagione 69, in una crisi spaventosa e quasi irreversibile, con gli organizzatori che all’improvviso non pagavano più i premi partenza (sui quali i piloti privati letteralmente campavano!) e gli sponsors tecnici dileguati come neve al sole.

    A quei tempi, molti vedono in questa assurda decisione della FMI un vero e proprio suicidio di uno Sport fino a quel momento sempre in rapida espansione. Molti grandi Piloti proprio allora abbandonano per sempre le Corse. Qualcuno muore in pista portandosi dietro molti rimpianti, come appunto il Grande William “Bill” Ivy, tragicamente scomparso in prova al Sachsenring stradale nel Luglio del 69 pilotando la fatale, veloce ma pericolosissima (per la sua terribile tendenza ai grippaggi improvvisi, a causa soprattutto dei materiali poveri con cui è costruita) Jawa 350 V4 a due tempi, che per un pelo poi non fa fuori ad Imola pure il Mitico Jack Findlay, subito chiamato a sostituirlo a gettone.

    Questa situazione estremamente drammatica, nettamente la più grave crisi che il Motociclismo Agonistico abbia MAI attraversato, venne risolta in extremis dalla provvidenziale, lungimirante – e lucrosa, ovviamente, anche e soprattutto per il positivo ritorno di immagine – decisione della Yamaha di porre in vendita ai privati moto bicilindriche a due tempi semplici ma velocissime, pronto corsa, leggere e di facile e veloce manutenzione, le famose TD (250) e TR (350: quest’ultima, maggiorata a 354 cc, poteva correre anche nella 500, con ottimi risultati, vincendo anche dei GP quando sua Maestà Ago era volutamente assente) raffreddate ad aria, derivate dai suoi stessi modelli stradali, che subito monopolizzarono completamente le Classi 250 e 350, salvando di fatto il Mondiale Velocità dalla completa rovina, o meglio, dalla sua sicura scomparsa come Sport!

    Queste, per comprenderne appieno l’enorme importanza, furono le sole moto private competitive a disposizione a partire dal 69 dei poveri ma valorosi privati, con cui si mise in luce un’intera, nuova generazione di Piloti, primo tra i quali il Grande Jarno Saarinen. Le TD e TR poi evolvero nelle TZ a partire dal 1973, quando furono aggiornate con il raffreddamento a liquido.

    La Yamaha non potrà MAI essere a sufficienza ringraziata per aver scongiurato questa infausta evenienza nei giorni in assoluto più neri della Storia del Motociclismo! Il Mondiale fu salvo solo grazie a Lei.

    Dunque, Onore Eterno a TE, leggendaria Casa dei Tre Diapason, storica e fiera paladina del due tempi!

    Jarno Saarinen 72

    Jarno Saarinen nel 1972 su Yamaha Y634 prototipo semi ufficiale, ovvero un esemplare unico, fornito a lui solo dalla Casa di Iwata, raffreddato ad acqua, precursore della futura TZ250 destinata alla vendita ai Privati. Quell’anno Jarno fu meritatamente Campione del Mondo Classe 250. L’anno dopo l’Asso Finlandese fu Pilota Ufficiale Yamaha su OW17 250 e OW19 500: Vinse tre corse su tre in 250, due su tre in 500, ma scomparve assieme a Renzo Pasolini il 20 Maggio 1973 a Monza, quarto GP dell’anno, nella gara delle 250 – Foto Archivio Donovan

    Dopo questa lunga digressione Storica, e tornando alla corsa andalusa, dietro al delusissimo Lorenzo appena quarto e Dovi quinto, troviamo finalmente classificato all’arrivo il cascatore folle Bautista, che riscatta parzialmente le tre cocenti delusioni iniziali (con relativi crashes) con una prestazione almeno dignitosa. Pur perdendo lo sprint con Andrea, Alvaro ha fatto meglio, bruciandoli sul traguardo, di Aleix Espargaro e “Segalattica” Smith (finiti nell’ordine, di pochissimo dietro di lui), nonchè di Pol Espargaro e Bradl. Quest’ultimo, solo decimo al traguardo, pare sprofondato in una strana crisi, un tunnel negativo in cui pare entrato già in Argentina.

    Ormai abbonati stabilmente alla undicesima e dodicesima posizione, troviamo poi gli incolori Hayden e Aoyama del Team M7 Aspar, tra loro staccati di 5 secondi, con le loro lente e sostanzialmente inutili Honda RCV1000RR Production Racers, deludenti catorci a due ruote che di certo non valgono quello che costano. L’analogo esemplare pilotato da Redding e marchiato Gresini finisce alle loro spalle buscandosi oltre 43 secondi dal Vincitore, facendo però sempre meglio del malcapitato Hernandez che con la Ducati Pramac ne becca ben 52 finendo sconsolatamente al quattordicesimo posto!

    Quella che ci aspetta adesso, ovvero nel terzo fine settimana di Maggio, è il tradizionale appuntamento francese nell’altrettanto detestabile, nonchè lento, corto e cadente circuito Bugatti a LeMans, una pista decisamente oscena, ricavata da una minuscola porzione (qui forma una parte del breve rettilineo) del ben più lungo, complesso, bello ed affascinante percorso automobilistico della leggendaria 24 ORE.

    Dunque, si tratta di un’altro infame kartodromo europeo da 4 soldi in cui i francesi da molti anni ormai si intestardiscono a far correre il loro Gp di casa, quando invece avrebbero tanti circuiti migliori (esempio fra tutti, il superbo Paul Ricard di Le Castellet, dove il Grande Flying Finn Jarno Saarinen, Pilota Ufficiale Yamaha, il 22 Aprile 1973 – anno in cui tale tracciato fu inaugurato a livello Mondiale- vinse clamorosamente al debutto assoluto assoluto nella Classe, stabilendo anche Pole e Giro Veloce, vale a dire la STESSA identica impresa ripetuta tal quale da Massimiliano “Max” Biaggi a Suzuka 1998, ma da Privato!), molto più adatti a tale scopo.

    Andando a sfogliare l’albo d’oro degli ultimi anni, vediamo che qui, a parte la Vittoria bagnata di Pedrosa dell’anno scorso, chi fa la parte del leone nella Storia recente di questo circuito – sempre caratterizzato da un asfalto semplicemente osceno e scovolosissimo (già da asciutto ma specie in caso di pioggia), in assoluto La Più Grande Vergogna del calendario iridato – è proprio quel Lorenzo, adesso in piena crisi psicologica, ma vincitore nel 2012 sotto la pioggia, con Stoner, solitamente imbattibile sul bagnato, quella volta attardato (e finito incolpevolmente terzo) da gravi problemi di setting e di gomme della sua Honda.

    Il Geniale Casey però, dopo anni di delusioni – ed anche un’incredibile sfortuna nera – targate Ducati su questo obbrobrioso ammasso bituminoso francese, nel 2011 ci vinse in maniera addirittura trionfale rifilando l’incredibile eternità di 14 secondi 14 a Dovizioso, nella famosa corsa dove Simoncelli atterrò criminalmente Pedrosa mettendo a serio rischio la sua stessa vita e di fatto azzerandogli completamente ogni chance Mondiale, visto che per la gravità del suo infortunio alla clavicola (fu operato più di una volta) dovette giocoforza saltare i tre successivi appuntamenti Iridati (fino ad Assen compresa).

    Casey Stoner Le Mans 2011 c
    LaPresse

    Casey Stoner trionfa a LeMans 2011, ultima gara asciutta al Bugatti.

    Lorenzo (che anche nel 2010 aveva vinto – bissando il trionfo della stagione precendente 2009 – con Stoner caduto subito all’inizio) in quell’occasione di tre anni fa fu solo quarto, attardato da un serio infortunio alla mano rimediato cadendo in prova, ben davanti a Simoncelli rallentato dal ride thru appioppatogli appunto per aver falciato e quasi ammazzato Pedrosa (come scrissi allora, io gli avrei affibbiato la bandiera nera subito e almeno 5 GP di stop poi, quasi certamente salvandogli la vita: una simile meritatissima batosta lo avrebbe infatti calmato alquanto).

    Dunque, visti i precedenti, ma soprattutto lo straordinario stato di forma tecnica e psicologica di Marquez, mi sento di puntare ancora su di lui (come ho fatto, azzeccandoci in pieno, esprimendo il mio favorito per Jerez, una pista dove Marc significamente NON aveva MAI vinto), sebbene Lorenzo, Vincitore qui per ben TRE volte negli ultimi 5 anni, e pur con la sua M1 davvero in ritardo di preparazione, potrebbe ancora dire la sua.

    La Yamaha ormai non è più da tempo la favorita d’obbligo qui in Terra di Francia, su un altro circuitino corto, lento e spezzato, teoricamente un tempo favorevolissimo alla sua cavalcatura, ma ora ben più congeniale alla RC213V attuale, che stranamente da oltre due anni in qua si trova meglio in questi kartodromi lenti, che prima non le erano affatto idonei.

    Dunque, indico senz’altro Marquez ancora vincitore sull’asciutto, mentre per il secondo posto spero di assistere ad una bella battaglia tra Pedrosa e Lorenzo, che da parte sua cercherà in tutti i modi di riscattarsi, puntando risolutamente alla Vittoria proprio qui, in uno dei suoi traccciati preferiti. Impresa parecchio difficie allo stato attuale delle cose, ma lui deve assolutamente provarci a tutti i costi. Tornare al Successo è quello che gli serve per uscire da questa crisi che comincia a diventare preoccupante.

    Certo il meteo qui negli anni scardinò i piani di molti, sovvertendo le classifiche: vi ricordate ad esempio, andando un pò in là con gli anni, la sorprendente Vittoria ultrabagnata di Vermeulen con la Suzuki nel 2007, con Stoner terzo e futuro Campione del Mondo? E le Vittorie altrettanto umide di Lorenzo nel 2012, e di Pedrosa l’anno scorso?

    Ebbene, quelle scene nel diluvio francese potrebbero ripetersi, e sicuramente in caso di pioggia i favoriti sarebbero di nuovo prima di tutto Jorge, ed in seconda battuta Dani non avendo Marquez dimostrato di essere altrettanto abile sul bagnato. L’anno scorso fu comunque buon terzo sotto al diluvio, battendo in extremis per la volata al Podio un fantastico Dovizioso che aveva condotto eroicamente buona parte della gara. Inoltre va detto come da uno come lui ci si possa attendere di tutto, nel bene e nel male. In effetti Marc potrebbe benissimo, nello Stato Di Grazia in cui si trova, stracciare tutti pure sul bagnato!

    Il record di Dani qui in MotoGp dunque vanta una sola Vittoria bagnata l’anno scorso, arrivando per il resto al massimo a Podio due volte, sempre al terzo posto, nel 2006 (anno del suo esordio nella Classe) e nel 2009, mentre nei due anni di mezzo giunse sempre quarto. Più recentemente nel 2010 arrivò quinto, l’anno dopo si ritirò, finendo nuovamente quarto nel 2012 sul bagnato dietro a Stoner, accomunato a questi dai problemi pneumatici e di setting del suo mezzo. In 250 invece ci vinse TRE volte di fila tra il 2003 ed il 2005, ma sfruttando una posizione dominante della sua moto, chiaramente la migliore del lotto a quell’Epoca.

    MotoGP Jerez Spagna 2014   Prove libere
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    Sarà davvero interessante dunque vedere Pedrosa in azione a LeMans, teatro del suo trionfo bagnato del 2013 che costituì il clamoroso bis della Vittoria di Jerez. Quei due Successi consecutivi fecero ben sperare nel suo box in ottica Iridata, ma ora la situazione è completamente diversa, purtroppo per lui!

    Da parte sua Marquez qui, oltre al Podio bagnato del 2013, all’esordio nella Classe, ha solo il terzo posto in 125 del 2010 e la Vittoria in Moto2 del 2011, avendovi collezionato prima e dopo solo ritiri

    Abbiamo però visto come per lui ormai non contino affatto i trascorsi storici: anche a Jerez non aveva MAI vinto in nessuna Classe, eppure vi ha prepotentemente trionfato contro i migliori specialisti del tracciato degli ultimi anni, ovvero Lorenzo e Pedrosa, alla fine risultati letteralmente annichiliti, il primo ancora in piena crisi psicologica e pure alle prese con una moto non troppo performante, il secondo attardato dalla sua ormai evidentissima inferiorità tecnica (non disgiunta da una certa sudditanza psicologica) nei confronti del suo formidabile team mate, che quest’anno sembra voler polverizzare tutti i records di Vittorie.

    Quindi, decisamente, qui il meteo sarà assolutamente fondamentale. Avremo ancora acqua per la terza volta consecutiva? In tanti adesso stanno studiando il capriccioso meteo francese, e sicuramente i più speranzosi sono ovviamente i rivali diretti di Marquez, ben sapendo come SOLO un bel nubifragio – per cui la grigia LeMans primaverile è famosa – potrebbe forse interrompere l’apparentemente inarrestabile sequenza di Vittorie Iridate del ragazzino terribile targato HRC. Non mi stupirei di vedere Jorge e Dani, vestiti da Nativi Americani, fare la danza della pioggia nel paddock: a questo potrebbe ridurli cotanto Marc………:)

    Specialmente in caso di pioggia, in alternativo al solito Podio tutto Iberico (garantito sull’asciutto, a meno di qualche altra giornata storta di Jorge e Dani) qui vedrei bene i riders Ducati Dovizioso e Crutchlow, molto bravi sull’umido, nonche l’altro anfibio britannico Smith. Sempre da tenere d’occhio Aleix Espargarò, Bradl e Bautista, finalmente uscito dall’incubo delle cadute a ripetizione che stavano per mandarlo al manicomio (assieme al povero Gresini……….:)

    Dunque, NON prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento sicuro ed imprescindibile in Terra Francese – ancorchè in una pista talmente oscena che definirla Vergogna del Mondiale è dir poco assai – per godersi di nuovo l’adrenalinico, unico spettacolo di questa sempre viva, interessante ed insostituibile Saga MotoGp 2014!

    DONOVAN