MotoGP. La fine di un’era?

MotoGP

da , il

    MotoGP. La fine di un’era?

    Abbiamo lasciato passare qualche gara, prima di esplicitare il dubbio, anche se a dire il vero, la domdanda ce l’eravamo posta da quel Qatar 2007 che sembra lontanissimo, ma che a ben vedere il segno che ha lasciato è ormai il comun denominatore di tutte le gare di MotoGP disputate fino ad ora.

    Stoner.

    Australiano di Curri Curri, 21 anni o poco più, un matrimonio con una sua bellissima fan che si è presentata a lui sollevandosi la maglietta e chiedendogli un autografo sul pancino.

    Dopo anni di tanto talento (ampiamente dimostrato nel 20006), ma di altrettante cadute, ruzzoloni e capitomboli, lo ritroviamo a inizio 2007 su una moto piovuta dal cielo, cosa che neppure lui ha creduto fosse vero fino a quando non è arrivato a Madonna di Campiglio.

    Si dice che, nella scelta del secondo pilota, Capirossi ci abbia messo il becco. Uno bravissimo no, uno poco più giovane di Loris neanche, uno con tanta esperienza alle spalle neppure a parlarne, a Borgo Panigale devono esserci scervellati alquanto prima di partorire il nome di Casey Stoner.

    Chiamiamola scommessa, o botta di fortuna, o uomo giusto al momento giusto, sta di fatto che da quando Casey è salito sulla GP7, nessuno ha più potuto fermarlo.

    Il Qatar ha segnato una linea di confine, un filo rosso per delimitare il campo di Casey, che si allarga sempre di più. E se una gara sarebbe stata insufficiente per incasellare il piccolo Casey in una qualche definizione veritiera riguardo alle sue capacità, questa quinta gara di Campionato suggella invece il pilotino australiano come “l’uomo da battere” del 2007.

    L’avevamo già detto l’anno scorso. In un mare di persone che avevano occhi solo per Pedrosa, noi avevamo detto di fare attenzione a quel talento che, cadute a parte, aveva più volte dimostrato un piglio particolare, diverso, un talento che stonava con l’affettato manierismo di altri suoi coetanei: Casey aveva fatto vedere che il motociclismo può essere ancora passione.

    Oggi Stoner ha suggellato la sua vittoria e siglato il suo futuro. Una maturità da temere, una determinazione senza tentennamenti, l’incoscienza tipica della sua età, nessun timore reverenziale e la certezza di avere un team solido alle spalle stanno facedo di lui un campione a 360°, proprio mentre gli altri vacillano sotto i flop delle gmme, del motore, delle strategie di squadra.

    A voler fare i cavillosi, l’unico gradino ancora da superare è vedere come si comporterebbe l’australiano in un momento difficile, di assenza prolungata di vittorie per esempio. Ma potrebbe anche non capitare in questo spumeggiante 2007.

    Certo è che, se continua così, la piccola peste di Curri Curri metterà seriamente l’ipoteca sul titolo.

    Presto per dirlo, anche perchè l’immenso talento di Valentino è sempre in agguato, e da uno come lui c’è sempre da aspettarsi la magia.

    Sarebbe bello vederli correre insieme, nelle stesse condizioni, a giocarsela fino alla fine.

    E se stesse iniziando veramente una nuova era?