MotoGP Mugello 2013: le pagelle dei piloti dopo il GP d’Italia [FOTO]

MotoGP Mugello 2013, le pagelle dei piloti

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    Che tutti noi avremmo voluto assistere ad un Gran Premio un po’ diverso non è la notizia del giorno, specialmente quando il pilota di casa più atteso avrebbe potuto zittire un buon numero di suoi detrattori, magari provando a portare a termine la gara più importante della stagione. E’ sempre bello recarsi sul posto di un Gran Premio con la voglia e l’ansia di assistere alle gesta del proprio pilota preferito, ma quando dopo 40 secondi dallo spegnimento del semaforo, vedi una nuvola di polvere e due piloti a terra alla prima variante del Poggio Secco, e in quella nube c’è il personaggio per cui l’80 per cento della gente ha pagato il biglietto, non è per niente stimolante e trattenersi da critiche e fischi nei confronti di quello che pare essere il responsabile dell’esclusione dai giochi di un protagonista così prestigioso sul circuito del Mugello, diventa difficile. Fortunatamente ci hanno pensato i tre piloti spagnoli a tenere acceso l’interesse generale di una gara che alla fine si è rivelata tutt’altro che noiosa, almeno, in buona parte.

    Come sempre, giudicare un pilota in base ad un voto è solo un modo per riassumere le prestazioni individuali dei protagonisti e, per quanto soggettivo o inutile possa essere il giudizio, è un compito a cui non ci possiamo sottrarre.

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    A cura di Alessio Mora

    Jorge Lorenzo: vede il suo probabile nuovo record del tracciato scippato per soli 69 millesimi di secondo dal suo connazionale di casa Honda durante le qualifiche del sabato; nel warm up del mattino capisce perfettamente cosa gli serve per ottenere il suo terzo successo consecutivo su questa pista, e si presenta in griglia con la stessa serenità con cui un matematico esperto deve necessariamente risolvere la difficilissima operazione: 2+2.

    Parte fortissimo chiudendo il primo giro al comando e tiene a bada il gruppo dei due inseguitori di casa Honda che gli resteranno praticamente incollati per metà gara. Lorenzo è in forma e sa che l’unico che può contrastarlo è Pedrosa, e infatti nella seconda parte aumenta il ritmo scendendo addirittura sotto il muro del minuto e 48, annichilendo così chiunque cercasse di contrastarlo. Dopo quel crono stratosferico in gara, capisce che deve solo finire i giri che rimangono per poter andare a farsi una doccia e ritirare la sua meritatissima vittoria.

    Gara perfetta senza nemmeno un errore e dopo la disfatta di Le Mans, non resta che l’elogio per una prestazione magistrale che da un’ulteriore scossa al campionato: VOTO 10

    Dani Pedrosa: durante le qualifiche del sabato ha siglato il miglior tempo che i cronometri abbiano mai visto su questa pista e reduce da due vittorie consecutive si pensava che potesse ripetersi anche qui in Italia. Nella prima metà di gara sembra averne addirittura più di Lorenzo visti i suoi continui attacchi nei confronti del pilota di casa Yamaha, ma dopo un buon numero di tentativi comincia inspiegabilmente a perdere terreno, tant’è che il suo compagno di squadra, massacrato dopo un week-end di cadute, lo sopravanza a circa 5 giri dal termine. Dani entra in difficoltà apparentemente per un degrado degli pneumatici, ma sarà grazie ad una intelligente tattica di difesa che riuscirà a chiudere la gara al secondo posto, con un ringraziamento al suo compagno che va ad impanarsi davanti ai suoi occhi nella ghiaia della stessa chicane in cui lo ha superato pochi giri prima.

    VOTO: 8,5

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    Cal Crutchlow: è per l’ennesima volta il secondo miglior pilota Yamaha sia in prova che in gara pur con colori differenti. Che il team Tech 3 sia una squadra competitiva lo si poteva supporre già dai test invernali, ma ci vuole un pilota che la sappia guidare questa moto e Cal sembra essere il miglior interprete indiscusso. A Le Mans è stato autore di un podio straordinario dopo un sabato macchiato di sangue. Qui in Italia deve il suo podio in buona parte alla foga e inesperienza del giovane talento Marquez che con la caduta gli serve il terzo gradino del podio proprio sotto il naso. VOTO: 8

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    Stefan Bradl: è il secondo pilota Honda ad arrivare sul traguardo, e se alla gara sommassimo anche i turni di prove e qualifiche direi che il pilota tedesco è stato autore di un buon week-end. Nel finale viene recuperato da Andrea Dovizioso e danno vita ad un interessante scambio continuo di posizioni per la conquista del 4° posto. Alla fine la spunterà Bradl dopo un bel duello con il pilota italiano. VOTO: 7

    Andrea Dovizioso: durante il venerdì è protagonista di una brutta caduta che gli ha compromesso un po’ il proseguo del week-end, ma il pilota forlivese di casa Ducati mette da parte ogni dolore e in qualifica regala al suo pubblico la prima fila pur con i postumi dell’incidente.

    E’ un risultato notevole anche se criticato da molti a causa di un “furbo sfruttamento” della scia di Pedrosa, ma in pista da quando non si possono usare le scie degli avversari? Avete mai visto a Monza (circuito più veloce del mondo) in GARA quali treni di piloti la sfruttano? Andrea ha fatto quello che qualsiasi pilota avrebbe dovuto fare per guadagnare decimi preziosi e per questo la prima fila è stata ampiamente meritata. In gara però i valori in pista vengono a galla e, anche se tra lui e Lorenzo c’è un distacco sotto la bandiera a scacchi di 20 secondi, è il primo ducatista a giungere sul traguardo, precedendo Hayden ( VOTO 7 ) e Pirro ( VOTO 8 ).

    Nel complesso una prestazione da non buttare: VOTO 7,5

    Marc Marquez: è l’unico pilota che ha ottenuto in tutte le gare il podio e anche qui al Mugello avrebbe potuto ambire a quel traguardo. Purtroppo la caduta del venerdì gli ha sicuramente fatto mettere, se non entrambi, almeno un piede per terra e il Mugello gli ha ricordato che l’asfalto di una pista “old style” è roba seria e che può far male. Nella FP1 cade da fermo sull’erba; nella FP2 cade a 200 km orari alla staccata della San Donato. Nella FP3 dovrebbe aver imparato qualche lezione e invece si fa un giro anche nella ghiaia del Correntaio. A questo punto dovrebbe aver capito che il Mugello non è Austin! In gara sembra averlo capito fino a due giri dal termine, attimo in cui la troppa foga prende il sopravvento e lo spedisce anzitempo nei box a togliersi casco e tuta.

    Un vero peccato perché nonostante le botte prese è stato autore di una buona gara, ma una caduta in quel frangente è come sbagliare un rigore a porta vuota dopo una partita eccellente. VOTO 6

    La questione Rossi-Bautista non è giudicabile in pista poiché la loro gara è finita dopo appena 40 secondi. Vorremo però fare una disamina a quanto avvenuto con le foto della galleria soprastante. Da una parte Bautista si difende dicendo che non ha visto Valentino Rossi, dall’altra il dottore dice che sarebbe potuto arrivare a podio se ciò non fosse accaduto. Date voi un voto e una motivazione ai due piloti non sulla gara, ma sulle loro dichiarazioni dopo l’incidente.