MotoGp Rep. Ceca 2010: a Brno Lorenzo trionfa, Rossi arranca

Decimo appuntamento del Mondiale MotoGp 2010 a Brno, dove ancora una volta trionfatore è risultato Lorenzo, facile vincitore su Pedrosa e Stoner, irrimediabilmente staccati

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    MotoGp Rep. Ceca 2010: a Brno Lorenzo trionfa, Rossi arranca

    La decima puntata di questa sempre interessante Saga MotoGp2010, andata in scena qui dal bellissimo circuito moravo di Brno, vero Tempio della Velocità Mitteleuropea, ha visto ancora una volta un Lorenzo assolutamente devastante ed in stato di grazia dominare letteralmente la gara dal primo giro fino all’ultimo, relegando inesorabilmente un rassegnato e lontano Pedrosa al secondo posto ed il solito frustratissimo Stoner al terzo, mentre alle loro spalle uno scatenato Spies, nonostante alcuni problemi di aderenza all’anteriore, con la moto clienti regolava ampiamente uno spento Rossi pur in sella alla vincente M1 Ufficiale, idealmente congedandosi nel peggiore dei modi dalla Yamaha, visto che, mettendo finalmente la parola fine a un’indecente telenovela tanto tediosa quanto scontata, a fine gara è puntualmente arrivato, secondo uno stereotipato copione ormai da lunghissimi mesi preannunciato, lo statement ufficiale del suo passaggio in Ducati a partire dalla stagione 2011.

    Dovizioso invece, scivolando alla nona curva del quinto giro mentre aveva appena superato Stoner portandosi in quarta posizione, si è sfortunatamente reso protagonista di una caduta potenzialmente molto rischiosa, visto che il Forlivese e la sua Honda si sono fermati proprio al centro della carreggiata, mentre i piloti sfrecciavano pericolosamente vicinissimi alla destra o alla sinistra del rider HRC, tuttavia illeso e ben pronto a reagire.

    In questa davvero nosocomiale gara di mezza estate, che ha visto il totalmente prematuro quanto folle rientro anticipato – ovviamente, in un pressochè assoluto silenzio mediatico – di DePuniet, finito per la cronaca in nona posizione, l’altrettanto fratturato Hayden è finito sesto appena alle spalle del delusissimo urbinate.

    Anche Brno è Lorenzo’s Land, e con questa fanno sette.

    Il fenomenale schiacciasassi Lorenzo continua imperterrito nella sua trionfale marcia verso il Titolo Iridato, spazzando via tanto gli avversari come i records di punti e vittorie conquistati.

    Sette successi centrati su appena dieci corse fin’ora disputate, con tre secondi posti quali peggiori risultati, fanno del Majorchino un autentico recordman già ora.

    Solo tre riders in tutta la Storia del Motociclismo, infatti – Lorenzo appunto compreso – hanno ottenuto solo vittorie o secondi posti nei primi dieci appuntamenti in una data stagione della 500/MotoGp.

    Questa è il trentatreesimo successo in carriera di Jorge nel Mondiale Velocità, nonchè il dodicesimo in MotoGp, significativamente raggiungendo in tal modo nel totale delle Vittorie il conterraneo Pedrosa che però vanta ben due anni di militanza in più in questa Classe.

    Il duplice Iridato Jorge nella sua trionfale marcia verso il terzo Alloro Mondiale dimostra coi crudi fatti di buggerarsene altamente degli illustri rivali quanto delle tradizioni, domina in modo imbarazzante anche su piste dove non aveva mai vinto prima in MotoGp, umiliando sempre più l’esterrefatta concorrenza, dall’alto di una Classe fantastica unita alla nuova formidabile marurità nella condotta di gara che da quest’anno si è aggiunta al suo già fornitissimo arsenale di pilota vincente.

    Non c’è alcun dubbio: l’iperveloce Lorenzo è attualmente il migliore di tutti, in sella al mezzo nettamente più performante del lotto: il pacchetto pilota-moto che ne deriva è pertanto assolutamente invincibile e l’ormai suo Titolo Mondiale MotoGp 2010 non poteva essere più meritato.

    Se ne è avuta la evidentissima riprova anche oggi, del resto: il bellicoso Rossi, che aveva promesso sfracelli qui a Brno alla vigilia di questo per lui disastroso week end, in sella ad un mezzo identico a quello del team mate, ovvero il migliore disponibile sulla piazza, è stato di nuovo clamorosamente umiliato, buscandosi stavolta, in un’altra lezione memorabile, la bellezza di diciotto secondi di distacco – cioè un’autentica, imbarazzante eternità – dall’imprendibile Lorenzo!

    Ovvero, la Yamaha ha visto clamorosamente giusto scegliendo il Majorchino, e preferendolo decisamente a Rossi, che dopo questa ulteriore mazzata se ne va a capo chino alla Ducati, in un esilio non certo voluto – altro che nuova sfida, non fatemi ridere per favore – bensi assolutamente forzato ed obbligato, verso un’ultima spiaggia dove l’ubinate finirà, secondo me ingloriosamente, quel che resta della sua carrriera già vistosamente in rapido e forse irreversibile declino.

    Davvero, Rossi non poteva idealmente congedarsi in modo peggiore dalla Yamaha, mettendo così ingloriosamente fine ad uno storico sodalizio durato ben sette anni, e condotto con alterne fortune, in cui sono arrivati quattro Titoli Iridati, ovvero ben più di quanto questo sodalizio effettivamente meritasse, frutto per lo più della fortuna, di gravi scorrettezze rimaste sempre impunite nonchè degli errori ed infortuni altrui.

    A Borgo Panigale se ne accorgeranno ben presto, di aver preso nient’altro che un avanzo ormai bolso, e finiranno col rimpiangere amaramente Stoner, buscandosi, la prossima stagione, sacrosantissime scoppole sia dall’australiano (nonchè, sic, da Pedrosa) sulla Honda che ovviamente dallo schiacciasassi Lorenzo sulla M1, quasi certamente destinato a ripetersi agevolmente nel 2011.

    Qualcuno ha dubbi a riguardo? Davvero?

    Io no.

    Alla Ducati faranno bene ad affrettarsi a sfruttare mediaticamente subito Rossi, per cercare di far fruttare un pò, almeno nella pausa invernale, codesto investimento avventato e clamorosamente sbagliato, prima del disastro prossimo venturo…………:)

    Davvero, a costo di ripetermi, non posso che rinnovare qui il mio attonito sbigottimento, pensando a quegli emeriti gonzi della Ducati, ingrati ed immemori, che proprio qui hanno appena annunciato al Mondo, estremamente fieri, di avere di fatto cacciato Stoner – ovvero il solo nella Storia ad aver fatto realmente vincere e volare la Rossa, al di sopra dei problemi e nonostante i suoi terribili difetti di base – e speso un incredibile, indecente mucchio di soldi per prendere invece codesto pilota ormai in netto declino, dal passato prestigioso, ma dal futuro molto probabilmente non altrettanto certo e definito…………..:)

    Non solo, ma si tratta, guarda caso, dello stesso individuo che nel 2007, al culmine della rabbia per le sonorissime mazzolate ricevute, accusò non tanto velatamente Borgo Panigale di barare, sia nella cilindrata che nella capacità del serbatoio.

    Ve ne siete già dimenticati, di queste accuse ridicole e deliranti, messe in giro ad arte da codesto emerito opportunista (e dalla sua degna cricca), che ora giura obtorto collo amore e fedeltà eterni al Marchio Italiano che prima calunniava?

    Io no.

    Ripeto: contenti loro………….:)

    Detto congruamente dello strepitoso trionfo di Lorenzo e del miserevole disastro del suo – di fatto ormai ex – team mate, non resta che sottolineare ancora una volta, ammirandola, la generosa tenacità di Pedrosa e la sua granitica volontà di non darsi mai per vinto, se non nell’ultimo terzo di gara, lottando e tentando ammirevolmente, ma ancora una volta invano, di raggiungere l’imprendibile Jorge, stabilendo comunque in questo sovrumano sforzo il giro record della gara quasi a voler sottolineare come comunque la velocità non difetti certo alla sua RC212V, già trionfatrice qui in prova (dopo ben cinque poles consecutive di Lorenzo).

    Avevo del resto avvertito come la Honda attuale potesse adattarsi assai bene allo splendido circuito ceco, e così in effetti è stato.

    Senza la sua inopinata caduta, anche Dovizioso del resto sarebbe molto probabilmente finito sul podio, precedendo Stoner (che aveva infatti superato appena prima di uscire di pista).

    Lupus in fabula, anche oggi l’australiano, pur al culmine di una felice striscia di cinque podi consecutivamente conquistati, si è dovuto giocoforza accontentare di un ennesimo e per lui deludente terzo posto, dopo aver dato peraltro la sensazione, alla vigilia della gara, di poter osare e sperare in qualcosa di più.

    Come detto in tante altre occasioni, sono convintissimo della assoluta onestà intellettuale di Casey, pertanto non credo affatto – contrariamente, ad esempio, a Pernat – che egli non si impegni più di tanto, avendo già la testa in HRC, a cercare con convinzione la Vittoria per Borgo Panigale.

    Piuttosto, ribadisco anche questa volta come sia ormai chiaro che alla GP10, e soprattutto al suo ormai famigerato anteriore, manchi sempre quel quid che metta Casey finalmente in confidenza, e dunque in condizione di poter vincere, centrando finalmente quel successo che ormai gli manca da troppo tempo, ovvero undici gare (l’ultimo suo trionfo infatti risale a Sepang 2009, penultimo Gp della scorsa stagione), quasi certa vittoria buttata al vento di Losail ovviamente a parte.

    E’ evidente come Stoner ci metta sempre la sua migliore buona volontà, ma che specie all’inizio la sua cavalcatura inesorabilmente lo scoraggi subito, facendogli correre seri rischi e spaventi, per poi migliorare il feeling solo nel finale, quando ormai è inevitabilmente troppo tardi per sperare in un successo.

    Casey ormai di finire a terra osando troppo non ha più voglia, dunque non gli resta che adattarsi a denti stretti a questa Rossa sempre terribilmente capricciosa ed infida, traendone il massimo umanamente possibile.

    In questo processo, la sua lenta ma sicura risalita della classifica parziale, culminata oggi con la conquista del terzo posto assoluto in graduatoria, approfittando ovviamente della caduta di Andrea, la dice lunga sul fatto che, con l’altamente infida e scostante Desmosedici attuale, questa strategia forzatamente prudente sia di fatto la sola a pagare, almeno in attesa di positivi sviluppi tecnici sempre sperabili e possibili.

    Dietro all’australiano, oggi ancora una volta è brillata altissima nel cielo la Stella Solitaria (la Lone Star simbolo del suo Stato natale) di Texas Terror Spies, oggi assieme a Jorge il vero eroe della giornata morava.

    Il geniale rider statunitense oggi ha disputato una gara semplicemente eccezionale, e solo un serio problema di aderenza dell’anteriore della sua povera M1 clienti (versione 2009) gli ha di fatto impedito di poter puntare a quel podio che avrebbe meritato già a Laguna Seca.

    Col suo eccellente quarto posto odierno, Ben è andato comunque a cogliere la sua seconda miglior prestazione dell’anno – dopo il clamoroso podio di Silverstone – battendo nettamente il brand mate Rossi che pure era in sella ad un mezzo che andava praticamente il doppio del suo.

    Oggi, oltre ovviamente ad essere come sempre il primo dei piloti non ufficiali, il Campione Mondiale WSBK in carica Spies è risultato il secondo miglior rider Yamaha in pista, dimostrando nei fatti di meritare veramente la sospirata M1 Ufficiale che il prossimo anno verrà lasciata libera da Rossi.

    Assieme a Jorge, Ben formerà un team di fatto strepitoso, ovvero sicuramente quello da battere nella elettrizzante stagione 2011, che si preannuncia assolutamente formidabile anche per questo motivo, oltre ovviamente a tanti altri, viste le clamorose trasmigrazioni ormai già certe e codificate di vari top riders.

    Un altro motivo di interesse ed insieme un’ulteriore incognita riguardo al 2011 è indubbiamente il fatto che si tratterà di un anno di assoluta transizione, in attesa di tornare nel 2012 alle 1000 cc, con però la possibilità per chi lo voglia di continuare con le attuali 800 con vantaggi di peso e quantità di carburante.

    Quindi, le 800 il prossimo anno non verranno assolutamente sviluppate oltre allo stretto necessario, in quanto le maggiori Case sono già fin d’ora impegnate a riprogettare – o disegnare da zero – le loro vecchie 1000.

    Dunque, un 2011 al risparmio, che vedrà la Yamaha M1 Ufficiale, attualmente di gran lunga la miglior moto sulla piazza, partire quale nettissima favorita anche proprio per la situazione futura appena esposta.

    E’ altamente improbabile che le altre Case si arrabattino troppo per cercare di battere la virtualmente perfetta M1 800 di Lorenzo, spendendo molti soldi per sviluppare e migliorare ulteriormente le loro attuali 800, quando gli sforzi di tutti sono già di fatto tesi verso il 2012 ed il fatidico ritorno alla cilindrata originaria.

    Magari, si potrà puntare a migliorare la ciclistica, sperimentando nuove soluzioni sempre però in funzione delle nuove 1000 di là da venire.

    Francamente non credo che qualcuno tra i maggiori brands, e comunque non certo una Squadra Ufficiale, possa correre con le 800 anche nel 2012, anche se forse qualche team satellite potrebbe farlo, vista la attuale crisi economica.

    Ergo, ritengo che nel 2011 si assisterà al mantenimento di un sostanziale status quo di valori che non potrà che favorire la ultravincente Yamaha Ufficiale di Lorenzo e Spies.

    L’acciaccato Hayden nonostante il radio fratturato (ovvero, scheggiato, in corrispondenza dell’articolazione della mano) in prova ha disputato una bella gara, seppure tutta sulla difensiva, con una moto settata morbida proprio per l’occasione, finendo buon sesto.

    Come spesso accade il questi casi, l’adrenalina non gli ha fatto sentire praticamente alcun dolore in gara, puntualmente riapparso però non appena passato il traguardo.

    Alle sue spalle, Edwards ha completato il buon successo del Team Texas finendo discreto settimo, e disputanto finalmente un Gp vivace.

    Come sempre, non parlo di chi si è piazzato oltre il settimo posto, specie in una gara con appena 13 arrivati in fondo.

    Dando uno rapido sguardo alla classifica parziale, troviamo al top ovviamente sempre Lorenzo, ormai assolutamente intoccabile a quota 235, forte di un vantaggio orrmai abissale di 77 lunghezze su Pedrosa sempre secondo, adesso a quota a 158.

    In terza posizione, come detto sopra, con 119 punti troviamo ora Stoner, che approfittando dello stop di Dovizioso, fermo a 115, lo supera seppur di poco.

    Rossi è sempre in quinta posizione a quota 101 (a ben 134 punti dalla vetta), incalzato sempre da molto vicino da Hayden con 99.

    Dietro Nicky troviamo il connazionale Spies sempre in settima posizione, ma in rimonta a 90 lunghezze, davanti a DePuniet ora a 76.

    Come sappiamo, per la prossima ed undicesima tappa in calendario, tra meno di due settimane il carrozzone del Mondiale Velocità si trasferirà negli Stati Uniti per l’atipico circuito di Indianapolis, un appuntamento stavolta aperto a tutte le Classi a differenza di Laguna Seca, tracciato da anni riservato alle sole MotoGp.

    Ho già ribadito in passato la mia netta repulsione per questo ibrido tracciato, assolutamente non motociclistico, francamente brutto, pericoloso e rabberciato, ricavato com’è da una piccola parte dello storico ovale automobilistico, esattamente come l’altrettanto osceno Bugatti di Le Mans, che sfrutta un minimo tratto del lungo, bellissimo e storico circuito della 24 ore.

    Non solo, ma il suo orripilante fondo stradale, più volte rifatto e rattoppato, risultante da un estemporaneo mix di quattro asfalti diversi, è totalmente infido e scivoloso, pertanto prono a pericolose cadute, come l’anno scorso appunto capitò a Rossi ed a Pedrosa, nel Gp che vide il Mondiale di fatto riaperto da un assoluto trionfo di Lorenzo, che non dovrebbe avere alcuna difficoltà a ripetersi, Pedrosa permettendo, visto che il piccolo catalano fu velocissimo un anno fa dominando le prove, sebbene poi sfortunato in gara.

    Allora Jorge dimezzò di colpo, con una zampata di grandissima Classe, il suo svantaggio su Rossi, quest’anno invece, col Mondiale già comodamente in tasca, potrà correre sereno e tranquillo, esattamente come puntualmente fatto qui a Brno, da assoluto dominatore tanto della gara quanto della classifica.

    Come detto, da tenere d’occhio, oltre alla invincibile M1 Ufficiale di Lorenzo, saranno entrambe le Honda HRC, specie quella di Pedrosa, assai a suo agio su questa sottospecie di pista, senza dimenticare però Dovizioso, certo alla ricerca di un pronto riscatto dopo il disastro odierno.

    Idem dicasi, ovviamente, per il frustrato ma testardo Stoner, da tempo alla ricerca del suo primo successo stagionale, dopo la crudele ed inopinata beffa iniziale di Losail.

    Brutti clienti saranno sicuramente anche i piloti locali, specie il lanciatissimo Spies ed il sempre valido Hayden, terzo un anno fa dietro all’incredibile De Angelis che qui andò a cogliere il suo miglior risultato di sempre in MotoGp.

    Dunque, per quanto detto sopra, di sicuro non mancheranno grandissimi motivi di interesse per l’atipica e difficile prova statunitense di fine agosto, pertanto non prendete assolutamente impegni per quella data, ed appuntamento certo ed immancabile in Terra Americana per il nuovo, undicesimo episodio di questa solo apparentemente scontata, ma in realtà sempre interessante ed avvincente Saga MotoGp 2010!

    DONOVAN