MotoGp Silverstone 2013: un epico Lorenzo beffa Marquez all’ultima curva!

Dodicesimo appuntamentodella MotoGp a Silverstone che ha visto lo straordinario trionfo di uno Lorenzo assolutamente risoluto a vincere finalmente sul rivale Marquez, arrivato per pochi centesimi secondo davanti al team mate Pedrosa

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    MotoGp Silverstone 2013: un epico Lorenzo beffa Marquez all’ultima curva!

    Il dodicesimo incredibile episodio di questa sempre più spettacolare Saga MotoGp 2013, andato in scena qui dal bel circuito vecchio stile di Silverstone – per l’occasione premiato da una folla di appassionati accorsi in quantità record, oltre 153mila (73mila la domenica di gara) persone nel week end, una cifra che non si era MAI vista negli ultimi 20 anni e naturalmente in tutta la Storia della MotoGp a 4 tempi – ci ha regalato una delle corse più belle in assoluto degli ultimi anni, vinta alla fine dalla volontà indomabile e dalla Classe purissima di un Lorenzo semplicemente epico e leggendario che pur in sella ad una moto inferiore alla migliore concorrenza di Hamamatsu ha comunque avuto infine la meglio su un Marquez altrettanto stoico e decisissimo a vincere nonostante il potenzialmente serio infortunio (poi rivelatosi molto meno drammatico del previsto, essendo bastata in questo caso una piccola manovra ortopedica a far rientrare perfettamente la lussazione della clavicola) rimediato nel warm up della stessa domenica di gara.

    Altra giornata da dimenticare invece per l’abbacchiatissimo Pedrosa che, pure a bordo dell’asso di briscola tra le moto in campo, proprio non riesce più a vincere una gara dalla ormai lontanissima LeMans, relegato ormai abbastanza chiaramente nella realtà dei fatti al ruolo – pur assolutamente non accettato dall’orgoglioso rider di Sabadell – di seconda guida in HRC. Dani è stato quindi suo malgrado ancora una volta costretto nel frustrato e forzato ruolo di lontano spettatore di un duello finale semplicemente fantastico tra i due battistrada dopo la fuga – durata quasi metà gara – iniziale del Majorchino, di nuovo autore di una partenza semplicemente fenomenale in stile Indianapolis.

    Raggiunto e poi superato da Marquez, nel finale Jorge ha sfoderato tutta la sua incredibile bravura vincendo di forza all’ultima curva una sfida epica, dimostrando ancora una volta di essere di gran lunga il Migliore Pilota in assoluto in attività (escludendo quindi Stoner e Biaggi, temporaneamente fermi) oggi al Mondo,

    Dunque ancora una volta ci ho azzeccato in pieno.

    Avevo indicato Lorenzo come vincitore, semplicemente perchè il Campione Majorchino oggi NON aveva assolutamente alternative: o vinceva, o abdicava consegnando anzitempo alla HRC la sua Corona Iridata.

    Jorge mi ha dato retta ed ha vinto mirabilmente di forza, contro tutti e tutto (sua moto in primis) in una corsa che va sicuramente vista come la Più Grande Vittoria in assoluto della sua carriera, rimanendo preziosa perla assoluta negli annali della MotoGp per la sua emozionantissima spettacolarità, con un finale thrilling risolto a suo favore solo negli ultimissimi secondi.

    Avevo anche da tempo messo in guardia Marquez, presagendo per lui qualche disastro appena dietro l’angolo.

    Motomondiale Silverstone, la gara
    LaPresse

    Ebbene, anche qui il disastro si è QUASI in effetti verificato, anche se di proporzioni decisamente minori e, come si è visto nella realtà dei fatti, facilmente superabile in un paio d’ore.

    Di nuovo dunque Marc scherza con la morte e/o con la fine anticipata della sua carriera, restando sempre sul filo del rasoio in un modo del tutto dissennato ed improvvido, non pensando al Titolo che ha quasi nelle sua mani ma rischiando sempre e comunque al massimo possibile.

    Fin’ora è stato baciato da una fortuna sfacciata e clamorosa, scampando per un pelo alla morte al Mugello (mancando di poco il muretto del rettilineo cadendo a 340 Km/h), rialzandosi praticamente incolume da cadute rovinose (dovute ai troppi rischi corsi, ed alla sua acerba imperizia di guida) anche qui come in tante altre occasioni, beneficiando anche del seri infortuni dei suoi due avversari, pesantemente limitati nel rendimento per vari GP dopo averne forzatamente saltati almeno uno a testa.

    Insomma tutto va gloriosamente di lusso, a questo Marquez, certo molto bravo ma altrettanto fortunato, ma io sento che di qui in avanti farà molto bene a stare più che attento, perchè il disastro appena sfiorato qui a Silverstone potrebbe ripresentarsi – stavolta completamente ed implacabilmente intero – ben presto in avvenire. Mai visto nessuno prendere così tanti rischi inutili pur essendo già nettamente in testa al Mondiale, che ormai a questo punto può solo perdere per propria colpa, a causa di qualche ennesima imprudenza giovanile di troppo.

    Invece di cominciare a pensare seriamente al clamoroso Titolo all’esordio assoluto nella Classe decidendosi ad amministrare un pò più saggiamente il suo grande vantaggio – soprattutto nei confronti di Lorenzo, ovvero ovviamente il suo rivale più pericoloso – rischia seriamente di buttarlo via con una condotta della stagione sicuramente spettacolare ma A QUESTO PUNTO per lui altrettanto sconsigliabile ed imprudente.

    I due punti di penalità (sulla sua licenza di pilota) affibbiatigli per non aver rallentato abbastanza nel warm up subito dopo la caduta di Crutchlow – anche lì, piombando in quel modo quasi addosso al gruppo che stava soccorrendo Cal, poteva accadere un autentico disastro, forse una vera ECATOMBE, evitata per pura fortuna! – non serviranno a nulla, ormai conosco il tipo.

    Vedremo dunque cosa gli riserverà il futuro, ma è bene che il bimbo si ricordi come la strada per Valencia sia ancora molto lunga ed irta di pericoli, specie con dietro un mastino implacabile e velocissimo come Lorenzo, pilota ancora nettamente migliore di lui pur a bordo di un mezzo che non lo aiuta e sul quale sta compiendo autentici miracoli di valore.

    Jorge sulla Honda e SENZA infortuni nella stagione adesso sarebbe nettamente in testa al Mondiale, questo è assolutamente pacifico. Il nuovo cambio seamless dovrebbe forse arrivare a Misano, e chissà che non lo aiuti a colmare almeno in parte l’evidente gap prestazionale progressivamente instauratosi nel corso della stagione tra la sua M1 e la RC213V.

    MotoGP a Montmelo, Prime prove libere
    LaPresse

    Marquez intanto, storicamente, ha mancato di eguagliare il Record di Più Giovane vincitore di 5 Vittorie consecutive nella Classe, che pertanto resta all’immenso Mike Hailwood. Con questo (quest’anno è il solo che sia sempre andato a Podio nelle gare che sia riuscito a finire, ovvero TUTTE meno il Mugello), però, Marc si porta a 50 Podi in carriera nel Mondiale Velocità.

    Ad appena vent’anni, sicuramente già un bel traguardo.

    Anzi, è un Record Mondiale: a 20 anni e 196 giorni, Marquez è il primo pilota nella storia a raggiungere quota 50 podi nel Mondiale, battendo di quasi un anno il record precedente siglato da Pedrosa (Qatar nel 2007).

    Quest’ultimo invece raggiunge la ragguardevole quota di 120 Podi in carriera: con lo stesso numero, Phil Read ci vinse sette Titoli Iridati nel Mondiale Velocità (otto in totale nel suo carniere, contando anche l’Iride TT/F1 del 77, storicamente corrispondente a quello WSBK), ma allora il calendario Mondiale era assai più sparuto, sebbene il numero totale delle corse internazionali nell’anno – comprese le tante non iridate – fosse almeno QUADRUPLO di quello attuale!

    Su quelli arrivati dopo i Tre Alieni, c’è poco da dire.

    Sono sempre i soliti.

    L’ex pilota, sempre di gran lunga buon ultimo tra coloro che dispongano di una moto vincente, ancora una volta si è beccato l’esasperante ed assoluta ETERNITA’ di OLTRE 13 SECONDI 13 dal suo team mate..

    Come sempre, serve dire altro?

    Come accade puntualmente da qualche GP in qua, alle sue calcagna troviamo il positivo Bautista quinto sulla sua Honda privata a precedere il brand mate Bradl ormai apparentemente abbonato alla sesta posizione (è sesto anche nella classifica Piloti, del resto), mentre appena settimo è finito l’acciaccatissimo e sbertucciato Crutchlow, rimediando una forzata figuraccia proprio davanti al proprio pubblico che ormai lo considera un po prematuramente l’erede dei Grandi Britannici, insomma quasi il nuovo Barry Sheene.

    Ottavo è arrivato Hayden, mentre per il secondo anno consecutivo Inghilterra da dimenticare per Dovizioso, caduto inopinatamente come la scorsa stagione qui a Silverstone nell’edizione primaverile. Poca gloria casalinga per “Segalattica” Smith, solo nono davanti ai (pochi) propri tifosi……..:)

    La classifica Piloti vede ovviamente sempre davanti Marquez che dall’alto dei suoi 233 punti precede di 30 lunghezze Pedrosa a 203, e di 39 il tenace, rimontante Lorenzo ora issatosi di forza a 194

    .

    Come si vede, Marc conserva più di un intero GP di vantaggio sui suoi unici veri avversari per il Titolo quando però mancano ancora SEI GP e ben 150 punti ancora teoricamente assegnabili. Nulla quindi è ancora deciso.

    La graduatoria Costruttori vede sempre più nettamente Honda in testa con 271 punti, anche qui seguita a ruota da Yamaha con 245.

    Terza è la Ducati, più che doppiata a quota 107, seguita dalla prima Casa CRT, ovvero la ART a livello 70.

    Seguono poi FTR 31, FTR Kawasaki 27, Ioda-Suter 22, PBM 3, FTR Honda 2.

    MotoGP Indianapolis, Prove Libere
    LaPresse

    L’importantissima classifica di Team vede decisamente al comando la HRC in fuga a 436 punti, inseguita ormai da molto lontanio dalla Yamaha Works a 350. La Yamaha Tech3 (prima squadra satellite) segue staccatissima terza a livello 202, mentre quarta risulta la Ducati Ufficiale a quota 184.

    Seguono poi i due Teams satelliti Honda, l’LCR quinto a 113 punti (tutti conquistati dal solo valente Bradl) e il Gresini sesto ma in rimonta con 105 (pur con due riders, di cui uno sulla CRT Honda, ovvero Staring).

    Settima segue la Pramac Ducati ora a quota 94 punti, conquistati da ben tre riders (ovvero Iannone, Pirro e lo sfortunatissimo Spies). L’Aspar, sempre e di gran lunga la prima squadra CRT naviga in ottava posizione con 90.

    Adesso, il carrozzone del Mondiale Velocità rimanendo ancora nella Vecchia Europa si muove velocemente verso sud nel nostro Paese, precisamente in Romagna, la Terra dei Motori per Eccellenza, di scena questo stesso fine settimana all’ormai eternamente deturpato – ovvero, rovinato per sempre da una improvvida quanto inutile e deleteria inversione del senso di marcia, perpetrata ormai diversi anni fa, che ne ha completamente distrutto le allora magnifiche caratteristiche che ne facevano il miglior tracciato Italiano, superiore anche al Mugello – circuito di Misano Adriatico.

    Orbene, prima di parlarvi più diffusamente del prossimo appuntamento Romagnolo della MotoGp, voglio qui rendere omaggio ad un Grande Personaggio del nostro mondo, la cui brillante carriera è stata per sempre (purtroppo) intimamente legata a questo circuito.

    VENTI ANNI FA.

    Si, esattamente venti anni fa, un triste 5 Settembre dell’anno Domini 1993, il Grande WAYNE RAINEY rimaneva vittima di una caduta apparentemente banale mentre si trovava in testa alla gara, proprio qui a Misano.

    Cadde per non più rialzarsi, ovvero da allora rimanendo irrimediabilmente paralizzato agli arti inferiori, esattamente ome capitato recentemente a Joan Lascorz (vittima però di un crash ben più cruento) ad Imola.

    Tutti noi rimanemmo stupiti, increduli.

    Non poteva essere vero, non a lui, non per quella caduta così ordinaria, così apparentemente innocua.

    La splendida carriera del rider Ufficiale Yamaha che fino ad allora contava già TRE Titoli Iridati consecutivi nella Classe 500 del Mondiale Velocità – e la quarta era sicuramente in arrivo, perchè Wayne era fino a quel momento in testa anche nella classifica Piloti 1993 della stessa Classe – si arrestò bruscamente quell’infausto giorno.

    Il suo record nel Mondiale Velocità parla oltre che delle tre Corone Iridate consecutive nella 500 per la Yamaha YZR Ufficiale Marlboro a due tempi, di ben 65 Podi Mondiali su appena 95 partenze (68,5%).

    Il californiano Wayne vanta anche due titoli AMA SBK, nel 1983 su Kawasaki e nel 1987 su Honda, moto derivate serie a 4 tempi, a conferma della sua grande versatilità.

    E’ stato sicuramente uno dei più Grandi Piloti di Tutti i Tempi.

    Rainey

    Wayne Rainey, Yamaha YZR 500 Marlboro – Foto Archivio

    Il pur Grande Kevin Schwantz NON avrebbe MAI vinto il suo unico Titolo Mondiale Piloti senza la tragedia occorsa a Wayne.

    Lo vinse infatti proprio quell’anno 1993, approfittando di questo triste episodio. Il 34 texano poi abbandonò le corse di lì a poco, al termine della stagione 1995, sentendo certo la mancanza di stimoli per l’assenza del suo grande rivale, ma soprattutto – come da lui stesso ammesso – per paura di poter seguire la sua sfortunata sorte.

    “Non posso più continuare, ho sempre davanti Rainey” ammise coraggiosamente, in lacrime, alla conferenza stampa che annunciava il suo addio.

    Salvo tornare quest’anno a correre alla 8 Ore di Suzuka ed arrivare terzo……….:)

    Nella preziosa, lunga intervista che gentilmente mi ha rilasciato, pubblicata in due Parti in questo sito, MICHELLE DUFF alla mia domanda “Qual’è il Vero Coraggio, per Te? E’ soltanto andare sempre più veloci?”, rispose:

    “No, il vero coraggio è Wayne Rainey”.

    Sagge parole, Michelle.

    Il Più Grande Pilota Canadese di Tutti i Tempi, parlando del grande pilota californiano, dice:

    Wayne Rainey mi ha sempre impressionato.

    Lui era abbastanza simile a noi piloti degli anni 60, che in qualche modo riuscivamo comunque a rendere al meglio possibile, qualunque moto ci avessero dato. Le Yamaha che Wayne ha pilotato erano spesso difficili ed ostiche da guidare, eppure spesso riusciva a vincerci ugualmente.

    Oggi lo ammiro tantissimo. Non sono sicura che avrei il coraggio di andare avanti se mi fosse capitato quel che è successo a lui. Al GP di Laguna Seca 2006, andai a stringergli la mano. Mi sono presentata, ma non credo sapesse chi io fossi”.

    Tornando alla prossima prova di Misano, anche qui Lorenzo NON ha alcuna alternativa alla Vittoria.

    Jorge DEVE VINCERE assolutamente anche in Italia per continuare a sperare di confermare il suo Titolo Mondiale: la pista romagnola è proprio quello che gli ci vuole per conseguire il suo scopo, essendo un’altra di quelle favorevoli alla sua M1.

    Qui infatti a riprova ci ha convincentemente vinto negli ultimi due anni, MAI facendo comunque peggio del secondo posto nelle sue stagioni precedenti nella Classe, e vantando pure una Vittoria in 250 nel 2007.

    Negli anni in cui la MotoGp ha corso in Romagna, la Yamaha M1 complessivamente ha vinto ben quattro volte, mentre solo una volta a testa la Honda e la Ducati, quest’ultima ovviamente nel 2007, il trionfale anno del Titolo Mondiale del Geniale Stoner.

    Certo, il suo notevole svantaggio nei confronti di Marquez, ovvero -39, fa sì che per riguadagnare altro prezioso terreno Jorge non solo debba per forza vincere, ma pure sperare che qualcosa o QUALCUNO tolga dei punti al suo implacabile rivale.

    Un vero gioco di squadra vorrebbe adesso che il suo team mate lo aiutasse in questo MA……….il derelitto ex pilota sembra assolutamente da escludere a questo riguardo, pur in un tracciato a lui un tempo amico.

    Jorge storicamente a Misano avrà occasione di acciuffare Stoner al sesto posto di Tutti i Tempi per numero di Podi nella Classe, ovvero 69, portandosi quasi a tiro di Pedrosa che ne conta 79.

    Rainey b

    Wayne Rainey, Yamaha YZR 500 Marlboro – Foto Archivio

    Dunque l’unico teoricamente valido a togliere punti a Marc resta ovviamente Pedrosa, che vanta del resto ottimi trascorsi su questo tracciato, tra cui brilla certamente la convincente Vittoria del 2010 nella tragica edizione che vide la dolorosa scomparsa di Shoya Tomizawa nella gara delle Moto2.

    Dani per di più è alla spasmodica rincorsa di un nuovo successo che gli sfugge ormai da LeMans, anche per riaffermare il suo prestigio in seno alla HRC e possibilmente anche la sua ormai sbiadita figura di Prima Guida. Anche per lui in gioco c’è davvero tanto: SE davvero dovesse tornare Stoner il prossimo anno, questa potrebbe anche essere la sua ultima stagione in HRC.

    ERGO, stavolta vedo Pedrosa così disperatamente risoluto a mettere in qualsiasi modo le ruote davanti al team mate da indicarlo quale almeno secondo finale, dietro Lorenzo MA DAVANTI a Marquez. SE la mia previsione si rivelasse esatta, Lorenzo in un sol colpo guadagnerebbe almeno nove punti su Marc, portandosi a -29, sempre lontano ma anche sempre più vicino al piccolo diavolo di casa HRC.

    Certo, occorre tener presente come quest’ultimo – oltre al morale sempre altissimo che gli deriva dall’essere ancora largamente in vetta alla classifica iridata Piloti, nonchè dal nuovamente scampato pericolo a Silverstone, grazie alla sua veramente sfacciata fortuna – vanti nel confronto col rider di Iwata altrettanti, splendidi trascorsi recenti su questo tracciato, ovvero nientemeno che TRE (una più di Jorge) Vittorie consecutive negli ultimi anni, una in 125 e le altre in Moto2!

    Dunque, con due settimane di riposo per mettersi definitivamente a posto dal punto di vista fisico (ma altrettanto faranno, ovviamente, i suoi rivali, alle prese con pregressi infortuni ben più seri dei suoi), appare evidente come Marc parta con ottime premesse verso la Romagna, teatro come detto di ben TRE suoi successi MA………..in altre Classi, NON ancora in MotoGp.

    Il compito che i due suoi avversari dovranno affrontare per mettergli le ruote davanti in quel di Misano appare dunque, se non impossibile, sicuramente molto arduo. E’ però altrettanto certo che i due siano tecnicamente capaci di una tale impresa, sia in assoluto che proprio particolarmente su QUESTA pista, dove entrambi hanno già vinto (Jorge, addirittura gli ultimi due anni) brillantemente in Motogp.

    Dunque occhio occhio bel bamboccio……….:)

    Oltre a Jorge e Dani, non credo che nessun’altro possa nemmeno pensare a poter precedere Marc qui a Misano. Cruchlow, uno che peraltro ci è già riuscito quest’anno, vedi la bagnata LeMans, è atteso comunque ad una bella prestazione dopo la per lui disastrosa corsa di casa, ma non penso possa farcela in questa impresa titanica, vista anche la sua pur veloce M1 privata.

    Jorge Lorenzo Silverstone 13  a
    LaPresse

    Conoscendo però la Classe del britannico unita alla sua decisa antipatia verso qualsiasi cosa odori di spagnolo, chissà che anche Cal non possa dare fastidio al capoclassifica, soprattutto SE PIOVESSE……….

    Infatti, proprio al meteo è legata una delle maggiori incognite per il prossimo appuntamento romagnolo. Le previsioni sembrerebbero indicare cielo coperto domenica, ma probabilmente senza pioggia, almeno sulla regione interessata…………ma, si sa, le previsioni a media scadenza sono sempre le più inaffidabili. In caso di gara bagnata, anche il Dovi, grande protagonista della corsa francese sull’acqua, potrebbe dire la sua davanti al pubblico di casa.

    Dunque, come sempre i motivi di interesse per la nuova puntata italiana del Mondiale Velocità sono certamente molteplici, dal fortissimo desiderio di Lorenzo di continuare a vincere per ridurre l’ancora importante gap con i suoi rivali dell’HRC in una pista a lui favorevole, magari autato dalla possibile introduzione del cambio seamless da parte di Iwata, alla volontà altrettanto imperiosa di Pedrosa di tornare finalmente al quel successo che ormai da troppo tempo gli sfugge, fino al risoluto impegno di Marquez di mantenere (e magari incrementare!) il grande vantaggio che in graduatoria vanta nei confronti dei suoi connazionali, ed al possibile inserimento di qualche improbabile – ma proprio per questo, ancora più insidioso – outsider, magari aiutato da qualche capriccio del meteo di fine estate.

    Quindi, come sempre NON prendete assolutamente impegni per questo stesso fine settimana, ed appuntamento ovvio ed imprescindibile in Terra Italiana – e precisamente in Romagna, la Terra dei Motori per Eccellenza – per godere ancora una volta dell’ incomparabile spettacolo dei prototipi a 4 tempi in questa sempre nuova, drammatica ed imprevedibile Saga Motogp 2013!.

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