MotoGp USA 2010: Lorenzo mostro della Laguna, Pedrosa saluta il Titolo

Nono appuntamento della MotoGp a Laguna Seca, dove al dodicesimo gito cade il battistrada Pedrosa e vince facilmente Lorenzo su un ottimo Stoner arrivato a soli tre secondi da Jorge

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    MotoGp USA 2010: Lorenzo mostro della Laguna, Pedrosa saluta il Titolo

    Il nono straordinario episodio di questa sempre sorprendente Saga MotoGp 2010, andato in onda dall’eternamente enigmatico catino californiano di Laguna Seca - nel bene e nel male uno dei più atipici e caratteristici di tutto il Mondiale – ha visto alla fine il meritato trionfo del dominatore della stagione Lorenzo, una volta uscito di pista al dodicesimo giro il battistrada Pedrosa, pressato sempre più da vicino dal connazionale, salutando così definitivamente il Titolo Iridato, mentre Stoner pur giungendo ottimo secondo finale e nonostante il giro più veloce (stabilito già alla quarta tornata) si è complicato la vita oltremisura con alcuni errori e le solite esitazioni dovute all’insicuro avantreno della sua eternamente problematica Gp10.

    Alle spalle dei tre principali protagonisti, Dovizioso a lungo in terza posizione ha disputato una gran bella corsa, viziata però da un finale di gara non all’altezza del resto, in cui si è fatto raggiungere e poi superare proprio al penultimo giro da Rossi a cui poi nelle ultime due tornate non ha saputo replicare adeguatamente, pur avendone forse la possibilità, con anche il rimontante Hayden – primo dei tutto sommato deludenti piloti locali ma comunque arrivato ad un solo secondo circa dal podio – ad insidiare da vicino la coppia italiana.

    Se si voleva un’altra prova che il Mondiale fosse da tempo nelle capaci mani di Lorenzo, eccovi serviti, mercè l’ingloriosa ed irreparabile resa definitiva di Pedrosa, che oggi di fatto gli ha letteralmente consegnato il Titolo.

    Il Campione Majorchino, di fatto, oggi non ne aveva alcun bisogno, di questo regalo.

    A parte il già consistente vantaggio in classifica, ben lungi dall’accontentarsi del secondo posto odierno, Jorge si era messo a pressare dal vicino Dani e lo avrebbe sicuramente superato, visto che l’impiccatissimo catalano era già al limite – ed infatti ben presto è andato oltre – mentre l’implacabile Jorge ne aveva ancora per vincere comunque in sicurezza.

    E’ un vero peccato che Pedrosa non lo abbia capito, ed a sua volta non abbia considerato che arrivare secondo fosse comunque molto meglio che cadere, di fatto buttando definitivamente via il Mondiale per servirlo su un piatto d’argento al rivale.

    Oggi l’implacabile Lorenzo ha vinto la sua sesta corsa della stagione su nove, con tre secondi posti quali peggiori risultati, di fatto lasciando per strada, esattamente al giro di boa del Campionato, la miseria di appena 15 pidocchiosissimi punti sul massimo teoricamente ottenibile, una prestazione assolutamente fantastica, letteralmente stupefacente, quasi senza precedenti nella Storia.

    Partendo dalla sua quinta pole consecutiva quest’anno – Record Assoluto per un pilota Yamaha nell’Era MotoGp! – questa risulta altresì la sua undicesima Vittoria in MotoGp, nonchè la sua trentaduesima in Carriera nel Mondiale Velocità.

    A Pedrosa va reso comunque ogni onore, e dato in ogni caso atto di averci provato, sperando di bissare il clamoroso trionfo del 2009, anche se, come aveva giustamente detto lui stesso dopo la gara del Sachsenring, non avrebbe avuto di fatto molto senso vincere, se Lorenzo per male che vale fosse arrivato secondo, essendo il suo vantaggio in graduatoria ormai troppo ampio.

    Allo stesso tempo, ormai l’alfiere HRC dovrebbe aver capito come quest’anno sia perfettamente inutile sperare in un qualsiasi errore di Jorge, cosa che invece succedeva puntualmente fino alla scorsa stagione.

    Contro di lui occorre certamente vincere, d’accordo, ma ormai il comportamento del Majorchino, letteralmente trasformato dall’inizio di questa stagione, è talmente maturo e perfetto, da arrivare per male che vada comunque secondo, di fatto vanificando gli sforzi di chiunque.

    Contro un mostro siffatto, anche il miglior Rossi non avrebbe avuto in realtà scampo alcuno, cosa del resto dimostrata nella primissima parte dell’anno.

    Fin dall’inizio dei giochi Jorge pensa solo ed esclusivamente al Titolo, resta risolutamente concentrato e corre comunque velocissimo pur sapendo bene come non possa e non debba commettere errori gratuiti. Quelli adesso li lascia agli altri, come appunto Dani e Casey, un altro che di fatto a furia di disavventure sfortunate e di sbagli vari – più di una volta non proprio imputabili a lui, bensì alla sua macchina – si è di fatto estromesso da solo dalla lotta iridata.

    Lupus in Fabula, oggi Stoner, in una delle sue piste favorite, aveva la grande chance di vincere finalmente la sua prima gara dell’anno, ma ancora una volta la sua problematica cavalcatura, qui veloce ma ancora una volta assolutamente infida di avantreno, suo difetto abituale quest’anno, glielo ha di fatto impedito.

    Casey ci si è messo davvero d’impegno a provare a vincere, di fatto siglando un clamoroso record della pista in gara appena alla quarta tornata, lanciatissimo all’inseguimento di Pedrosa, ma poi appena due giri dopo è andato larghissimo – rischiando seriamente di chiudere lì la sua corsa e facendo ovviamente passare Lorenzo – a causa di una pericolosissima chiusura dello sterzo, scherzetto che poi la sua moto gli ha combinato talmente spesso oggi, da indurlo purtroppo ben presto, ancora una volta, a correre una gara di pura regolarità, sperando nel piazzamento migliore possibile.

    Alla fine, questa frustrante imposizione della propria cavalcatura gli ha comunque di fatto guadagnare il proprio miglior piazzamento della stagione, siglando altresì il quarto podio consecutivo, catapultandolo in classifica, seppur ancora in quarta posizione, ancora più in alto, ora assai vicino a Dovizioso, oggi solo quinto.

    Certo, anche un ottimo secondo posto come quello odierno non può che risultare una ben magra consolazione per chi, come lui, partiva con ben altre ambizioni quest’anno, di fatto già spuntate dopo l’atroce beffa di Losail, dove già pregustando la prima abituale vittoria dell’anno si è ritrovato improvvisamente a terra, tradito da quell’avantreno della sua moto che poi doveva di fatto impedirgli di essere competitivo fino praticamente ad ora.

    Non credo che il già annunciato – con una precocità fastidiosa, inopportuna ed insolita, che di fatto non ha giovato proprio a nessuno – passaggio alla HRC possa aver realmente diminuito il suo impegno per la Ducati, ma di fatto Casey rischia adesso seriamente, dopo il Qatar, di finire la stagione a secco di Vittorie, una situazione inedita per lui fin dal 2006, sua stagione d’esordio nella categoria, a meno che i tecnici di Borgo Panigale non trovino finalmente una soluzione efficace per sistemare l’avantreno e metterlo realmente in condizione di vincere, cosa che abbiamo visto anche oggi essere perfettamente alla sua portata.

    Se si riuscirà a venire finalmente a capo dei problemi di avantreno che affliggono la rossa, unite ad un pizzico di potenza in più, che la Desmosedici ha da tempo perso per strada a scapito delle due migliori sue rivali, allora Stoner potrà tornare alla vittoria, magari già a Brno, un’altra delle sue piste favorite, sebbene non certo particolarmente adatta, come del resto anche Laguna Seca, alle caratteristiche di base della idiosincratica GP10.

    Infatti, ormai è chiarissimo che il team mate Hayden non potrà mai riuscire in questo intento, neppure ad Indianapolis, undicesima prova del Mondiale dopo l’appuntamento ceco.

    La sua prestazione odierna – un altro quinto posto – seppur non malvagia in assoluto e risultata comunque la migliore della scornata pattuglia statunitense, tuttavia risulta assolutamente deludente, specie per chi come lui aveva vinto per ben due volte consecutive (nel 2005 e l’anno dopo, nella sua magica stagione Iridata) in questa pista, che Nicky conosce del resto certo meglio di qualsiasi altro.

    Fossi in quel di Borgo Panigale, dopo due stagioni così incolori, non lo riconfermerei di certo, qualunque sia la realtà che si definirà dopo l’appuntamento di Brno, luogo designato all’annunciata proclamazione del passaggio di Rossi al team ufficiale Ducati.

    Conoscendo bene l’urbinate, tuttavia, che pretende sempre compagni di squadra inoffensivi e non in grado di farlo sfigurare, credo che alla fine il buon Nicky resterà proprio per questo in squadra, sebbene abbia da tempo dimostrato di non avere alcun particolare feeling con la Desmosedici, anche se i tristissimi records negativi di Melandri con la medesima moto in versione 800 cc siano comunque ben lontani dal bilancio complessivo del Kentuckiano………..:)

    Venendo appunto a parlare della gara dell’urbinate, mi sento di dire come, a fronte dei grandissimi rischi di nuovo affrontati, egli non abbia assolutamente fatto meglio della gara precedente, arrivando di fatto al terzo posto solo per pura fortuna, approfittando dell’uscita di Pedrosa, senza la quale avrebbe replicato esattamente, tal quale, il risultato del Sachsenring, comunque mediocre considerando sempre come Rossi corra con la moto migliore, quella che nelle mani di Lorenzo lo ha portato ad uno spettacolare record di vittorie e di punti conquistati.

    Di fatto, Valentino è stato graziato anche da Dovizioso, che col suo opaco finale di gara gli ha di fatto regalato quel podio che assolutamente non ha dimostrato di meritare.

    Oggi Rossi era in effetti solo da quinto posto, posizione che avrebbe di fatto ottenuto con Pedrosa al traguardo e un Andrea all’altezza anche nel finale della sua comunque buona gara. Non dimentichiamo poi che si è buscato ben dieci secondi, ovvero un’autentica umiliante eternità, da Stoner che correva in sella ad una moto nettissimamente inferiore alla sua.

    Sarebbe stato realmente molto, molto meglio per il suo prestigio ripresentarsi con reali possibilità di meritato (e non puramente casuale come oggi) podio – la Vittoria, caro Vale, è infatti davvero un altro paio di maniche, ormai – alle gare solo a Brno, dove quegli emeriti gonzi della Ducati annunceranno al Mondo, magari molto fieri, di aver cacciato Stoner – ovvero il solo nella Storia ad aver fatto realmente vincere e volare la rossa, al di sopra dei problemi e nonostante i suoi terribili difetti di base – e speso un incredibile, indecente mucchio di soldi per prendere invece codesto pilota dal passato prestigioso, ma dal futuro molto probabilmente non altrettanto certo e definito…………..:)

    Contenti loro………….:)

    Detto di Rossi, Dovizioso ed Hayden, ovvero nel bene e nel male i comprimari della giornata odierna, non resta che parlare brevemente del resto della pattuglia americana, ovvero Spies ed Edwards, arrivati nell’ordine dietro il connazionale rider Ducati.

    Anche a Ben, come già a Pedrosa, va dato merito ed atto di averci provato in tutti i modi, nel suo caso a contrastare chiunque disponesse di un mezzo nettamente superiore al suo, Rossi in primis, ma proprio la palese inferiorità della sua moto lo ha portato ben presto al limite, talvolta per forza di cose superato con relativi errori, proprio per tentare di mantenere il passo, lui con una moto clienti dell’anno scorso, della M1 Ufficiale e della RC212V di Dovizioso, entrambe molto più performanti.

    La bravura di Spies si è però in ogni caso vista nell’enorme margine che ha saputo comunque rifilare al compagno di squadra del “Team Texas” – che per l’occasione sfoggiava una nuova livrea con ben in vista la Lone Star, la Stella Solitaria simbolo dello Stato natale dei due americani – oltre 21 secondi nonostante la grande perdita di tempo dovuta agli errori commessi.

    Comunque, Ben passato agevolmente Nicky stava per superare pure Rossi, quando è andato largo all’ultima curva del venticinquesimo giro, perdendo purtroppo l’occasione magica della sua corsa, che invece di condurlo al podio casalingo a cui fortissimamente aspirava lo ha relegato infine appena al sesto posto.

    Certo un’occasione perduta proprio qui in Patria, in una delle rarissime piste che egli conosca bene, ma sono certo che Texas Terror saprà rifarsi ben presto, magari a Brno, un circuito che gli piace molto e dove vinse lo scorso anno, oltre che sicuramente ad Indianapolis, l’altro tracciato per lui di casa come già detto destinato a seguire subito in calendario la splendida pista europea.

    Come al solito, non parlo di chi è arrivato più giù del settimo posto, specie in un lotto di soli dodici arrivati……….:)

    Dando un rapido sguardo alla classifica parziale, vediamo in vetta ovviamente sempre Lorenzo, ormai assolutamente imprendibile a quota 210, con un vantaggio incolmabile di 72 punti su Pedrosa sempre secondo, ma fermo a 138.

    In terza posizione troviamo ancora Dovizioso con 115, incalzato ora più da vicino da Stoner con 103, mentre Hayden con 89 si vede adesso di pochissimo superato da Rossi che si porta in quinta posizione a quota 90 (a ben 120 punti dalla vetta).

    Dietro Nicky troviamo il suo connazionale Spies che si porta a 77, salendo in settima posizione, davanti a DePuniet sempre fermo a 69.

    Dunque il prossimo appuntamento è il decimo episodio del Campionato, in scena di Ferragosto a Brno, vero Tempio Mitteleuropeo della Velocità, attesissimo non certo ai fini della lotta iridata, bensì perchè, come già accennato, al termine di esso dovrebbe essere dato, come da copione da gran tempo noto, l’annuncio del sunnominato passaggio dell’urbinate a Borgo Panigale.

    Il tracciato non è veloce ma comunque lungo, moderno, impegnativo, largo e vario, e dovrebbe essere considerato una autentica università europea del Motociclismo, al posto dell’ormai irrimediabilmente decaduto Assen, ridotto attualmente ad un ignobile e lentissimo kartodromo da quattro soldi.

    Certo il vecchio, straordinario tracciato stradale di Brno, lunghissimo e veloce – in assoluto il preferito da Agostini assieme all’ugualmente stradale IOM TT – che si dipanava lungo la placida campagna boema, era ovviamente tutta un’altra cosa………..:).

    La comunque bellissima pista attuale di Brno è amata praticamente da tutti, certamente da Stoner qui dominatore nel 2007 (allora sua settima vittoria della stagione), nonchè da Rossi vincitore l’anno scorso mercè l’uscita di Lorenzo (e la volontaria assenza di Casey).

    Anche Pedrosa qui potrebbe sicuramente dire la sua, essendo un circuito a prima vista molto adatto all’agile e veloce RC212V Ufficiale HRC, così come tanto più ovviamente alla quasi invincibile M1 Ufficiale di Rossi e Lorenzo che potrebbe benissimo cogliervi la sua prima vittoria in MotoGp, così come oggi è stato il suo primo successo qui a Laguna Seca.

    Pertanto, un appuntamento certamente aperto a diversi risultati possibili, ma assai probabilmente destinato a rimpinguare il già stupefacente bottino stagionale di vittorie di Jorge………..:)

    Quindi, non prendete assolutamente impegni per il prossimo Ferragosto – mentre questo stesso fine settimana sarà la volta della WSBK in scena al quasi inedito circuito inglese di Silverstone, che ospitò la Classe (ma per una sola Gara, perchè la seconda fu annullata per eccessiva pioggia) nell’ormai lontano 2007 – per poter godere ancora una volta le vicende del Mondiale Velocità in toto, e dunque appuntamento certo ed improrogabile il 15 Agosto in Terra Ceca per la decima puntata di questa sempre sorprendente, interessante e talvolta drammatica Avventura MotoGp 2010!

    DONOVAN