Motomondiale: i piloti della Moto2 sono troppi?

La Moto2, nuova categoria intermedia del Motomondiale che da quest'anno ha preso il posto della 250cc, vede al via ben 40 piloti: per le stagioni successive, il consiglio sarebbe quello di diminuire il numero di partecipanti per evitare pericoli simili a quello avvenuto a causa del multiplo incidente di domenica a Jerez innescato dalla Suter di Shoya Tomizawa, che ha perso olio sul quale sono scivolati altri suoi colleghi

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    Dopo l’approfondimento sulla classe 125cc, decisamente povera di piloti italiani, è arrivato il momento di analizzare l’altra categoria minore del Motomondiale: la Moto2, cilindrata a 4 tempi che da quest’anno ha sostituito la storica 250cc.

    Finora la nuova classe intermedia si è dimostrata, secondo il mio punto di vista, la più spettacolare, in particolare nella gara dello scorso week-end a Jerez de la Frontera, vinta dallo spagnolo Toni Elias dopo un arrivo in volata con ben 9 piloti a giocarsi il successo.

    Ma purtroppo ci sono da registrare anche dei fattori negativi: i piloti al via sono ben 40 (più eventuali wild-card) e come giustamente ha fatto notare l’ex pilota ed attuale opinionista di Sportmediaset Loris Reggiani durante la telecronaca del GP, l’elevato numero di partecipanti può facilmente provocare incidenti alla prima curva.

    Direi che il collaboratore del telecronista Guido Meda ci ha preso in pieno: nel corso del primo giro, la Suter del giapponese Shoya Tomizawa, vincitore della gara inaugurale in Qatar, ha perso olio facendo scivolare il pilota a terra mentre si stava giocando la leadership della gara con Simone Corsi e coinvolgendo molti altri colleghi (8 per la precisione), episodio che ha costretto i commissari di gara ad esporre la bandiera rossa (il che significa sospensione del GP) con conseguente ripartenza e riduzione dei giri dai 26 previsti inizialmente a 17.

    Sfortunatamente non sempre si vedono delle bagarre serrate fino all’ultimo giro per la vittoria di una gara del Motomondiale, ed il fatto che la Moto2 offra a noi tifosi tale spettacolo è sicuramente una nota positiva.

    Tuttavia la sicurezza ne risente: a tutti coloro che sono stati protagonisti della caduta di gruppo di domenica è andata bene, ma permane la preoccupazione che la loro incolumità venga seriamente messa a rischio.

    E non solo: l’ampio numero di piloti dà anche poche chances di affermarsi a quei centauri che in 125cc e nella vecchia 250cc si facevano valere: in particolare mi riferisco ad Alex De Angelis, il campione della ottavo di litro 2008 Mike Di Meglio, Roberto Rolfo, Fonsi Nieto e Mattia Pasini, il quale in Spagna è stato protagonista di un amaro ritiro dovuto, evidentemente, alla mancanza di feeling con la sua moto.

    Una volta rientrato ai box il riccionese, visibilmente contrariato, ha dichiarato: “Non rischio la vita per arrivare trentesimo“.

    Non si può che dargli ragione, lui che ha vinto 7 gare in 125cc ed ha avuto il merito di trionfare al debutto nella quarto di litro nel 2008 in Qatar e di bissare quel successo l’anno successivo al Mugello, dopo un lungo duello sul bagnato con Marco Simoncelli, merita senza ombra di dubbio di lottare per le posizioni che contano.

    A tale proposito, avrei un suggerimento da dare alla Dorna, società organizzatrice del Motomondiale: la mia richiesta è quella di aumentare il numero di partecipanti alla MotoGP (che al momento vede al via soli 17 piloti più l’eventuale aggiunta di Garry McCoy con la FB-Corse a partire da un GP ancora da destinarsi) e diminuire, invece, quello della Moto2, al fine di evitare pericoli che mettano a repentaglio la salute di chi prende parte al Mondiale.