Motore unico in Formula 1? O così o fallimento!

la federazione sta pensando con la spinta di bernie ecclestone e max mosley che l'unica salvezza per la formula 1 in grave crisi finanziaria è quella di creare motori unici standard che durino per molte gare faccianmo risparmiare soldi ai team minori

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    La notizia è di qualche giorno fa. Ne parliamo adesso perché, a conti fatti, ci siamo resi conto che la realtà, pur se dura da digerire, va accettata. La Formula 1 sta andando verso lidi inesplorati che ne cambieranno visceralmente la faccia. E questo perché nessun team di vertice è disposto a fare un passo indietro, finendo per minare la stessa sopravvivenza della disciplina.

    LA DURA LEGGE DEL MERCATO. I costi aumentano ed i soldi a disposizione diminuiscono. Per tutti tranne che per pochi eletti. E’ questa la realtà. La Formula 1 apre al mercato e scopre che, essendo soggetta oramai più alle leggi della finanza che a quelle dello sport, sta attraversando un momento in cui, fisiologicamente parlando, non può permettersi più di una manciata di team. A meno che non vi siano grossi gruppi alle spalle, pronti a metterei soldi di tasca propria, le normali scuderie sono costrette a fare la fame, ad arrangiarsi con risorse modeste ed, infine, a capitolare di fronte al fallimento. Non a caso, di tanti storici costruttori non resta che Frank Williams. E il gentiluomo inglese non se la passa affatto bene.

    MOTORE UNICO, UNICA ALTERNATIVA. Per evitare di trovarsi con meno di 10 macchine in griglia, urge trovare drastiche quanto amarissime soluzioni. Ecco, quindi, che l’idea del motore unico diventa non solo un’ipotesi praticabile, bensì necessaria. Sembrano lontani anni luce i tempo in cui solo parlare di motore congelato era un’eresia. Ed invece eravamo a fine 2006 quando la norma comparve per la prima volta nel regolamento sportivo.

    Ora Ecclestone e Mosley, di nuovo in accordo, vanno oltre e prevedono che, dopo la centralina elettronica unica, anche il motore sia uguale per tutti. Così facendo non solo i più poveri dello schieramento potrebbero trovare ossigeno sufficiente per tirare avanti, ma persino nuovi nomi troverebbero il coraggio di affacciarsi nel complicato universo della massima disciplina motoristica mondiale. “Con un motore omologato uguale per tutti e con due soli cambi possibili in tutta la stagione - ha spiegato Ecclestone – i costi si ridurrebbero in modo drastico. Noi daremo i pezzi e le squadre li moterebbero e ci apporrebbero sopra il proprio marchio”

    C’E’ CHI DICE NO. Fortunatamente qualcuno osa ribellarsi, Alcuni dei massimi esponenti della FOTA non ci stanno a far spingere le loro vetture dal motore marchiato “F1″. Né, tantomeno, vogliono appiccicare il loro nome prestigioso su un elemento in stile IKEA, montato sì da loro, ma con dei pezzi standard forniti dalla FIA e con istruzioni banali come quelle di una sorpresa dell’ovetto Kinder. La soluzione passerà dal chiedere ai motori la massima affidabilità. Si parla, ad esempio, di due unità all’anno. Il resto lo farebbe il congelamento che da gran bestemmia sembra divenuto il male minore. Il pranzo, quindi, è servito. La ciliegina sulla torta, per gli indigenti, sarebbe il rinunciare ad un po’ di sviluppo, mettendo in cantiere soluzioni suggestive ma drammaticamente inesplorate e, quindi, costose. Come il KERS, ad esempio…