News MotoGP. Capirossi a Borgo Panigale:”Ducati, aiutami tu”

Loris Capirossi chiede alla Ducati il supporto per dimostrare di essere ancora un grande pilota nonostante il confronto con Casey Stoner stia mettendo in crisi il pilota romagnolo

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    News MotoGP. Capirossi a Borgo Panigale:”Ducati, aiutami tu”

    L’avevamo sentito dire all’interno del team Roberts poco tempo fa.

    L’abbiamo sentito dire da Valentino verso la Michelin domenica scorsa.

    E adesso tocca a Loris Capirossi.

    Anche i grandi hanno bisogno d’aiuto. Soprattutto quando in ballo ci sia “il Mondiale della vita”, quando in mezzo ai pied…alle ruote ci sia un ragazzino di nome Stoner che quest’anno non ne sbaglia una, e quando si abbia la fortuna di avere un carattere forte dotato di vagonate di maturità.

    Loris, CapiTrex, il mitico Capi, legato al nome della rossa Ducati da tempo immemore ormai, chiede aiuto.

    E lo fa con un’umiltà che ha tanto da insegnare alle nuove leve e che la dice lunga sulla (tanta) voglia di vincere che il pilota imolese conserva nel suo cassetto.

    Io bollito? – respinge le critiche il pilota di Borgo Panigale – Se uno rincretinisce lo fa nei punti veloci, non in quelli lenti. Ho sempre dato tutto, ora ho bisogno

    Non è iniziata per nulla alla grande la stagione 2007 per Loris. Un compagno di squadra che è stato la rivelazione dell’anno, l’emozione di un figlio in arrivo e il lavoro di una vita a due ruote che non sembra pagare come dovrebbe. Il campione chiede aiuto a quel team che lo ha sempre sostenuto e a cui Loris stesso ha regalato la sua vita.

    L’inizio è stato difficile – si confida Capirossi – la moto è vincente, ma io non sono riuscito a conquistare i risultati sperati. Faccio fatica, non guido bene. Devo modificare stile, ma anche la Ducati mi deve venire incontro. Ho sempre dato tutto, anche quando le cose non andavano bene; ora sono io ad avere bisogno, pretendo un aiuto. Ho sviluppato la moto dal nulla, ho vinto gare: se la Ducati è a questo livello è anche merito mio”.

    E così, sulla gazzetta.it, esce un’interessante intervista sulle emozioni, le aspettative, le aspirazioni e le paure di Loris sulla stagione in corso e sul suo futuro prossimo.

    - La GP7 è stata sviluppata da lei, che ha chiesto e ottenuto di tornare agli scoppi regolari: come mai ora è così in difficoltà?

    Quando abbiamo discusso del progetto con Preziosi, abbiamo concluso che con l’elettronica si poteva azzardare un motore a scoppi regolari. All’inizio sulla 800 mi trovavo bene, ero veloce. Poi si è intervenuti su molti parametri, soprattutto sui consumi: questa GP7 non ha nulla a che vedere con quella di allora”.

    - Però Stoner con questa moto vince e va fortissimo…

    Casey spigola di più in curva e ciò gli permette di scaricare la potenza con la moto semi-dritta. La mia velocità di percorrenza è molto superiore, anche di 15 km/h nelle curve veloci, ma in uscita Stoner si fionda in rettilineo come un proiettile. Facile a dirsi ma difficile da fare. Se ci sono due piloti, devono essere competitivi entrambi: sbagliatissimo pensare che poiché Stoner vince, va bene così”.

    - Dopo tanti anni, tanti soldi e ora il primo figlio, non ha perso qualche stimolo?

    Macché, nessun rilassamento. A Le Mans sono stato tra i più rapidi nel primo e secondo tratto, con i curvoni veloci (nella prima parte di gara con gomme da asciutto è sempre stato più veloce di Stoner; n.d.r.). Se uno si rincretinisce lo fa nei punti veloci, non in quelli lenti. È comprensibile che da fuori, con Stoner che vince, si possa pensare che sono bollito. Ma non è così. Sono un pilota coraggioso, non mi tiro indietro, non mi sono mai lamentato, mai cercato scuse. Ora chiedo un aiuto e non smetterò di correre finché non tornerò a vincere”.