Piloti F1, ad ognuno il suo!

Dopo sei gare, un terzo del campionato, che ne dite di dare già un primo giudizio a questi piloti? Tra campioni e campioncini, palloni gonfiati e bolle scoppiatte, cerchiamo di dare a ciascuno la sua definzione

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    Piloti F1, ad ognuno il suo!

    Dopo sei gare, un terzo del campionato, che ne dite di dare già un primo giudizio a questi piloti?

    Tra campioni e campioncini, palloni gonfiati e bolle scoppiate, cerchiamo di dare a ciascuno la sua definzione. O almeno proviamoci!

    Supremo.

    Fernando Alonso. Da erede al trono è diventato Imperatore dell’Olimpo. Assolutamente strepitoso. Non sbaglia un colpo che sia uno. Impressionante.

    Arreso.

    Giancarlo Fisichella. Va a finire che la sfiga di cui si lamenta, resterà l’unico alibi a cui appellarsi quando racconterà ai nipotini come mai non è mai stato campione del mondo nonostante il suo compagno di squadra ce l’abbia fatta una volta, e forse due. Non è da pochi avere questo privilegio. Fortunato.

    Fenomeno, meno meno.

    Michael Schumacher. Resta il fenomeno. Fare certe cose a 37 anni non è da tutti. Per cui l’appellativo ci sta ancora come il cacio sui maccheroni. Sull’etichetta, però, ci si è accorti che c’è anche la data di scadenza. E la pietanza è diventata, tutto ad un tratto, meno saporita.

    Crudo.

    Felipe Massa. Fa meglio del previsto. Visto che le previsioni davano cielo nero, nerissimo. Lui lancia alcuni sprazzi di rosso e fa intravedere il suo potenziale. Incapace di fare la differenza, destinato a restare ancora. Per molto, tra i tanti.

    Rivedibile.

    Kimi Raikkonen. Abile e arruolato, non ancora. Rivedibile è meglio. Sulla fiducia, bravo bravo bravo anche lui. In attesa di conferme in futuro perché le rimonte non bastano. Sono insufficienti, esattamente come le prestazioni della McLaren.

    Caricatura.

    Juan Pablo Montoya. Se non avesse avuto un passaporto da vincente timbrato Formula Indy, sembrerebbe venuto fuori da un ovetto Kinder. E’ un personaggio. Interessante ed utile allo spettacolo. Sgraziato ed impalpabile per lo sport.

    Indifeso.

    Rubens Barrichello. Ha capito che essere un buon pilota non serve a niente. Per vincere occorre essere il migliore. E il povero Rubinho ha dovuto fare i conti con la dura realtà. Non si muore di solo Schumacher, il mare è pieno di squali.

    Bevuto.

    Jenson Button. Era mezzo pieno il bicchiere questo inverno, ma in poche gare ha già finito la birra. Mentre aspetta il suo turno al banco, guarda in Tv gli altri che vincono le gare. E in attesa dell’ubriacatura gli resta giusto un po’ di gazzosa. Bollicine tante, sostanza poca.

    Accorto.

    Mark Webber. Una volta è stritolato e l’altra fa da professore alla matricola. Essere battuto da Rosberg è comunque un umiliazione per uno quotato come lui. Ma lui tiene botta, non fa storie e rilancia. Prima o poi riscuoterà.

    Acerbo.

    Nico Rosberg. Riesce ad alternare con stupefacente regolarità l’opinione che sia un campione con quella che sia uno dei tanti. Scherzi dell’età. Sforziamoci di non giudicarlo almeno fino a quando non avrà più brufoli.

    Depresso.

    Jarno Trulli. Macchina da buttare e prestazioni in linea con il morale della ciurma e del diretto interessato. All’apice della carriera Jarno si trova invischiato in una situazione che non è degna della sua bravura.

    Inserito.

    Jacques Villeneuve. Finalmente si è ripreso. Dalla troppa grazia della Williams alla stalla BAR, il salto era stato troppo grande. In un team con poche ambizioni fa il suo. Si fa apprezzare e mostra di non essere affatto il peggio della comitiva. Esperienza e intelligenza lo rendono buono. Di più non ne ha.

    Lesso.

    Ralf Schumacher. In Toyota lo vedono meglio di Trulli. E questo fa capire, ancor più dei risultati del team giapponese, quanto poco ci capiscano di corse. Tornino a fare macchine di serie, loro. Pensi a Cora, Ralf. Quella sì che sembra una che va tenuta d’occhio…

    Stracotto.

    David Coulthard. Secondo alcuni ha smesso di correre da quando Hakkinen è diventato campione del mondo. Secondo altri non ha mai inziato. Come mai bazzica ancora da quelle parti è il quarto segreto di Fatima. Beviamoci su, alla salute!