Red Bull ancora con l’enigma scarichi

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    Red Bull ancora con l’enigma scarichi

    Nel venerdì di prove libere del Gran Premio di Spagna 2012 sono proseguiti gli esperimenti in casa Red Bull per quanto riguarda la configurazione del fondo piatto nella zona in cui soffiano gli scarichi.

    Dopo aver corso in Bahrain con una soluzione “tradizionale”, ovvero, gli scarichi con soffiaggio verso il fondo piatto – sfruttando l’effetto Coanda e provando a ricreare gli effetti benefici ottenuti nel 2011 -, a Barcellona è riapparso il tunnel tra fondo e pance laterali, con l’obiettivo specifico di incanalare l’aria che corre lungo le pance e indirizzarla al centro del diffusore. Ma i risultati non sono stati soddisfacenti.

    Il funzionamento ottimale di quest’idea – l’incanalare l’aria nella zona a Coca Cola e poi verso il diffusore – è influenzato proprio dalla presenza della rampa che serve a far correre il flusso dei gas di scarico verso il fondo. Così, ecco studiato il tunnel. Qual è lo scopo di indirizzare l’aria che investe le pance nella zona centrale e superiore del diffusore?

    Si è provato a sfruttare l’area in cui tradizionalmente è presente in rinvio del cambio per avviare il motore, qualcosa già fatto lo scorso anno con l’obiettivo di generare un soffiaggio da quest’apertura così da avere maggior carico aerodinamico.

    Perché, allora, tanti problemi nel funzionamento? Probabilmente derivano direttamente dalle restrizioni imposte dal regolamento per quanto riguarda il posizionamento stesso del tunnel che incanala l’aria verso il diffusore. I limiti nel disegno e nella forma delle pance nell’area in cui è stato pensato il condotto, influiscono negativamente sul perfetto funzionamento dell’intero sistema. In particolare i flussi d’aria che andrebbero incanalati nel tunnel, interferirebbero con l’altro flusso dei gas di scarico, disturbandone il “tragitto” verso la zona tra ruota e diffusore. Il tutto si tradurrebbe in un retrotreno nervoso da guidare. A tal punto da far preferire in Cina a Vettel la soluzione vecchia, salvo poi trovare in Bahrain una via di mezzo, l’evoluzione ma senza tunnel. A Barcellona è proseguito l’affinamento del concetto, senza però ottenere i risultati sperati.