Red Bull F1: Webber vuol fare pace con Vettel

Dopo Chris Horner ci pensa Mark Webber a riportare il sereno alla Red Bull, dopo l'incidente che ha coinvolto i due piloti del team austriaco e che è costata la doppietta

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    Red Bull F1: Webber vuol fare pace con Vettel

    Sono passati un paio di giorni dal gran premio di Turchia e dall’incidente che ha coinvolto i due piloti della Red Bull, Mark Webber e Sebastian Vettel, ma quanto accaduto è ancora al centro dell’attenzione nel Circus. Inizialmente ci aveva pensato Chris Horner, boss del team austriaco, a riportare l’ordine all’interno del team di Milton Keynes, ma la frustrazione per la perdita della doppietta all’Istanbul Park evidentemente brucia ancora a tutta la squadra. Benché lo stesso Horner abbia dichiarato che la colpa vada spartita tra entrambi i piloti, all’interno del team le opinioni sono comunque contrastanti.MARK WEBBER. Probabilmente, il modo migliore per lasciarsi alle spalle il brutto episodio in Turchia, è che i diretti interessati ritrovino una stabilità reciproca, in modo che nei prossimi appuntamenti la lotta per il titolo iridato non si trasformi in una faida “familiare”. E proprio per questo Mark Webber, che subito dopo l’accaduto si era già mostrato più calmo del compagno di squadra, ritiene che lui e Vettel debbano sedersi a tavolino per chiarire pacificamente la situazione lasciandosi alle spalle lo spiacevole episodio. “Sebastian e io abbiamo bisogno di parlare di quando accaduto, così da evitare errori analoghi in futuro” ha dichiarato Webber dalle pagine del quotidiano australiano Daily Telegraph. “Probabilmente avremo opinioni differenti, ma siamo entrambi adulti e dobbiamo trovare un modo di competere insieme senza compromettere il lavoro di squadra”. Il pilota australiano ha quindi espresso il suo punto di vista in merito all’incidente, dichiarando di non essersi assolutamente comportato in modo scorretto nel tentativo di difendersi dal sorpasso di Vettel. “Alla curva dodici ho visto arrivare Sebastian che era un po’ più veloce di me. Sono rimasto fermo per assicurarmi che lui rimanesse sul lato sporco della pista in vista del punto di frenata. Ho tenuto la mia traiettoria e lui mi ha toccato. A trecento chilometri all’ora anche un contatto leggero può avere effetti devastanti”.

    L’UNIONE FA LA FORZA. Ma Webber ha voluto prendere le redini della situazione non solo mostrandosi aperto al dialogo con il compagno di squadra, ma anche spronando il suo team a essere unito e a ripartire dopo l’errore di Istanbul. Pur ammettendo che la squadra non si è comportata nel modo migliore con lui, Webber è pronto a lasciarsi alle spalle i rancori nati in Turchia e guardare avanti. “La gente a volte si dimentica che siamo un team molto giovane e che non è sempre facile per noi. Ma abbiamo dimostrato di saper combattere con tenacia e se questo da una parte ci fa onore, dall’altra stiamo ancora imparando”. Ma la battaglia in casa Red Bull ha raggiunto un livello superiore: secondo Helmut Marko, consulente sportivo del team, la colpa della mancata doppietta sarebbe infatti da imputare a Webber. E benché Horner non abbia preso le difese o accusato nessuno dei suoi piloti, i tifosi dell’australiano si sono fatti sentire tramite il sito della scuderia, criticando duramente la scelta di Marko di esprimere un giudizio negativo in pubblico e la mancanza di supporto nei confronti di Webber. Unica nota positiva nel weekend da incubo della Red Bull, è stata la conferma che la RB6 è stata impeccabile in pista. Non ci resta che sperare che seguendo il consiglio di Webber, colpevole o meno, la squadra si dimentichi di quanto è successo e guardi avanti.

    Foto: motorsport.com