Regole F1 2009: stiamo calmi, non cambia nulla

Analizzando le nuove rivoluzionare regole per la Formula 1 2009 introdotte dalla FIA possiamo notare come sia altamente probabile che, almeno per il 2009, non cambi assolutamente nulla in quanto sarà difficile che un pilota accumuli più vittorie degli altri

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    Appresa la notizia delle nuove regole per la Formula 1 2009, la Ferrari e la FOTA hanno avuto reazioni durissime nei confronti della Federazione. Anche i tifosi sono rimasti di sasso per l’inserimento a sole due settimane dall’inizio del mondiale di variazioni tanto radicali quanto scellerate. Stiano calmi, però, gli appassionati, perché, a ben vedere, c’è la possibilità che non cambi proprio un bel niente…

    STAGIONE EQUILIBRATA. L’assunto di partenza è che la stagione 2009 si preannuncia come una delle più equilibrate di sempre. Detto questo, è facile immaginare che saranno molti piloti a contendersi la vittoria ed a spartirsi il bottino. Mettiamoci Massa e Raikkonen, Alonso, Kubica e Heidfeld, Hamilton, Vettel, Trulli e Glock, Rosberg, Barrichello e Button. Il risultato di questa grande incertezza è che possiamo trovarci a fine stagione nella situazione in cui il numero di vittorie portato a casa da ciascuno dei protagonisti sarà pressoché identico. Ecco, allora, che entreranno in gioco i soliti, vecchi, punti. Nulla è cambiato. Dicevo.

    PARACADUTE. Nulla è cambiato, quindi. Se poi dovesse succedere che un pilota porti a casa più vittorie degli altri. Vedi Massa nel 2008. Tanto meglio. Nessuno si sarebbe scandalizzato se il brasiliano avesse vinto il mondiale. Molto più clamore, invece, si è avuto in passato quando qualcuno si è aggiudicato il titolo facendo leva sulla regolarità anziché sui successi.

    RISCHIO. L’unico pericolo che potrebbe mandare in frantumi l’ottimistico quadro sopra descritto è l’eventualità che un pilota, per bravura o per fortuna, inanelli una serie di vittorie consecutive ad inizio stagione, tali da metterlo al riparo da ogni spiacevole sorpresa. Visto l’alto numero di contendenti teorici al gradino più alto, infatti, è stimabile che già con 5 successi su 17 si porti a casa il titolo iridato. Per capire quanto questa circostanza vada considerata reale o utopica, però, non resta che chiarirci le idee analizzando l’andamento dei primi 3-4 GP stagionali. Tutto dipenderà dalla distribuzione delle forze in campo.

    FOTA DELUSA. La Ferrari e la FOTA hanno comunque ragione a protestare. Il problema non è tanto nel merito del cambio regolamentare. Il guaio è che la Federazione prima apre le porte all’Associazione dei team ascoltandoli e dando loro fiducia. Dopodiché si chiude a riccio e segue gli ordini non dello sport ma del soldo. Non a caso, anche stavolta è stato accontentato Bernie Ecclestone, patron della FOM, la società che gestisce i diritti commerciali della Formula 1. E meno male che c’era ancora della ruggine tra lui e Mosley. In un comunicato ufficiale, la FOTA si dice delusa e preoccupata per quanto stabilito “in maniera unilaterale”. “Il nuovo quadro regolamentare definito dalla Fia a partire dal 2010 – tuona il Presidente Montezemolo - rischia di stravolgere la vera essenza della Formula 1 e i principi che lo rendono uno degli sport più popolari e più attraenti”.

    FERRARI CHIEDE STABILITA’. Ciò che preme alla FOTA ed a tutti gli appassionati dotati di buon senso è che la F1 abbia norme chiare e stabili. Sul tema interviene anche Stefano Domenicali che si pone nettamente in opposizione alle nuove regole:“Devo dire che avremmo preferito che fosse mantenuta la nostra proposta – spiega il team principal Ferrari ricordando l’idea di dare 12 punti al vincitore, 9 al secondo e 7 al terzo – Noi vogliamo un quadro regolamentare stabile, senza stravolgimenti continui che creerebbero confusione a livello della squadra, del pubblico e degli sponsor”. Al momento, però, né la Ferrari nè gli altri team hanno intenzione di passare alle maniere forti:“Adesso per noi è importante convincere con la forza della ragione chi la pensa diversamente da noi”. conclude un Domenicali evidentemente con la testa già a Melbourne.