Rossi-Burgess: pensa che ti ripensa#2…e bibidibobidibù.

La magia e i problemi della M1

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    Rossi-Burgess: pensa che ti ripensa#2…e bibidibobidibù.

    E menomale che la M1 incominciava ad andare bene…

    Parole sante quelle di Brivio pre-Shangai, un fuoco di paglia le libere 1 e 2 di Rossi, come ci si poteva tranquillamente aspettare, e i test in Turchia?

    Edwards, oggi terzo nelle qualifiche, ha detto che Istanbul è stata utile per mettere a posto la moto….evidentemente stava parlando (solo) della sua.

    Che oggi non è neppure andata malissimo, anzi. Complimenti, Colin.

    Un confronto tra i due piloti Yamaha e le loro moto è l’errore più grossolano che si possa fare, si è visto ampiamente in questo inizio stagione che se le cose van bene al primo, van male per il secondo e viceversa. Stili di guida diversi, setting diverso, obiettivi diversi, fortuna diversa.

    Comun denominatore: il chattering.

    Ovvio che questa Yamaha, quella di quest’anno, sia di Colin, sia di Valentino, non va.

    Assolutamente.

    Alla Honda basta avvitare o svitare un bulloncino per dare la miglior moto a tutti i piloti che gli capitino sotto mano. Alla Yamaha, in questo, sono distanti anni luce.

    Vero anche che queste sessioni di prove, a metà tra la pioggia, il sole, l’asciutto, il bagnato, la rugiada e altri eventi meteorologici non ben identificati, non può essere presa come specchio delle potenzialità di un team (HondaHRC esclusa), ma solo dell’aver azzeccato (onore al merito) il setting per quel particolare lasso di tempo in cui il pilota è stato in pista.

    Ma si sa, la gara è cosa ben diversa. Sia per le condizioni climatiche, sia per i giri da inanellare costantemente e dare sempre maggior rendimento, come ricordano Pedrosa e Capirossi.

    Ed è proprio sulla distanza forse che può puntare Valentino. E’ chiaro che la nuova M1 ha notevoli problemi di grip, come già si era evidenziato ad Istanbul, quando Rossi, in sordina nella prima parte di gara, aveva poi rimontato verso la fine a serbatoio scarico e gomme ormai andate. O sull’acqua, come ieri.

    La conferma viene da Edwards che oggi si lascia scappare l’invettiva contro il chattering che è sempre presente, soprattutto con la gomma da qualifica e con quelle con più grip. Sarà indicativo di qualcosa questo?

    Certo, la M1 soffre. E c’è ancora molto da fare.

    E’ evidente che, se non si risolveranno alcuni problemi fondamentali di gomme e di telaio, le Yamaha non potranno mai essere competitive, dovranno accontentarsi di partire dal fondo. Questo significa prendere il via in mezzo ad altri piloti, aumentare il coefficiente di rischio cadute/spintoni/bowling, perdere tempo nella rimonta, incrementare il distacco dai primi che, con la pista libera, avranno potere di dettare il ritmo e creare distacco.

    A meno di idee geniali partorite nella prossima lunga notte di Shangai, olio per pneumatici da spmalmare abbondantemente sulle gomme di Valentino prima della partenza o qualche ritrovato al limite della fantascienza per mettere a posto la Yamaha del team Camel, sembra ci sia ben poco altro da fare a breve termine per la gara di domani.

    La speranza è l’ultima a morire. In caso di impossibilità di applicare la fantascienza di cui sopra, rimane sempre la magia del coniglio dal cappello….

    …Bibidi-bobidi-bù.