Rossi-Dovizioso: Ducati tra passato e futuro

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    Rossi-Dovizioso: Ducati tra passato e futuro

    Valentino Rossi lascia la Ducati, Dovizioso va in Ducati. Il forlivese diventa quindi l’erede del pilota di Tavullia, in una sorta di passaggio di consegne tra i due riders italiani. Rossi dopo due anni di stenti rinuncia al sogno tutto italiano, dopo aver raccolto poco, troppo poco per andare avanti, nonostante l’arrivo della nuova proprietà AUDI avesse fatto tentennare tutto l’entourage. Il divorzio è quindi la decisione più logica per entrambi, ognuno per la sua strada, con un enorme desiderio di rivincita. Ma quali sono al momento le prospettive per Ducati, Dovizioso e Rossi?

    Dalle parti di Borgo Panigale c’è grande fiducia dopo che l’AUDI ha annunciato l’acquisizione dello storico marchio delle due ruote. Il prescelto per rilanciare la Rossa a due ruote è Andrea Dovizioso.

    Non ce ne voglia il buon Andrea, ma l’impressione è che ancora una volta si sia trattato di una scelta alquanto forzata. Per caratteristiche tecniche, carisma e palmares il più indicato per riportare in alto la Ducati sarebbe stato Casey Stoner, ma l’australiano non ha alcuna intenzione di tornare sui propri passi, e dal prossimo anno le gare di moto le vedrà sul divano dalla sua adorata Australia.

    Nelle ultime ore si era parlato di un ballottaggio tra Cal Crutchlow ed appunto Dovizioso, ma anche il britannico, seppur considerato più idoneo per il suo stile di guida, non sembrava avere le physique du rôle per riportare in alto la Ducati.

    La stagione in corso ci ha restituito un Dovizioso pimpante, spesso a podio, o comunque in lotta per le posizioni di vertice, ma domare la Desmosedici non sarà la stessa cosa. A ben guardare dopo Capirossi, Melandri e Rossi, la Ducati aveva bisogno di un pilota italiano (esigenze di sponsor?), ed al momento Dovi è quanto di meglio ci sia sulla scena nazionale, ma da qui a pensare che possa riuscire laddove anche un fuoriclasse come Rossi ha fallito, sembra per lo meno azzardato.

    andrea dovizioso va in ducati

    Valentino Rossi invece ha deciso di tornare laddove si è sentito amato, coccolato, rispettato, su quella Yamaha che in passato gli ha regalato 4 titoli mondiali, ed infinite emozioni.

    Ma guai a pensare che per Rossi sia sufficiente montare in sella all’adorata M1 per tornare d’incanto a lottare per il successo. Nel corso di questi due anni, la Casa del Diapason si è stretta attorno alla figura di Jorge Lorenzo.

    Il 25enne di Palma de Maiorca, attuale leader del Mondiale, ha dimostrato di aver stoffa da vendere: rispetto al passato limita al massimo gli errori, e si dimostra veloce e consistente in ogni circostanza. La sua leadership in seno al Team è il frutto di una lunga gavetta, iniziata proprio ai tempi in cui la stella indiscussa della squadra era Valentino, tanto lavoro, ed una piena maturità che gli permette di ridurre al massimo gli errori.

    Valentino non è uno sprovveduto, è fin dal primo momento ha spiegato di sentirsi come il numero 2 del Team. Umiltà o pretattica? Per ora si può parlare di semplice realismo.

    Due stagioni nefaste come le ultime, hanno forse minato la forza mentale e fisica del Dottore, che deve ora ripartire da zero, ma sbaglia chi pensa ad un Rossi dimesso ed arrendevole.

    rossi torna in yamaha

    Il carattere e la cattiveria agonistica del numero 46 hanno avuto modo di emergere soltanto a sprazzi negli ultimi, ma è proprio da quell’estemporaneo secondo posto di LeMans però che Rossi deve ripartire. In quell’occasione il fattore meteo rimescolò le carte, ed il Dottore dimostrò, a se stesso in primis, di essere ancora in grado di battagliare con i migliori e di non essere bollito come alcuni vaticinavano.

    Dopo tante vicissitudine, troverà Rossi la voglia di rischiare ancora? Sarà in grado a 33 anni di reggere il confronto con un compagnio di scuderia giunto alla sua piena maturità agonistica?

    Difficile dirlo ora, ma la sensazione è che se Vale ha accettato la proposta è perché si sente ancora in grado di poter dire la sua ai massimi livelli, ed anche se per ora non lo ammette, l’idea del 10° titolo continua a stuzzicare la sua fantasia e quella di milioni di fans che vorrebbero l’happy end al termine di una lunga storia, questa si d’amore, con la Yamaha.

    FRANCESCO ROSITO