Rossi e la matematica

Rossi e la matematica

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    Rossi e la matematica

    Mettetela come volete, se assimilarlo ad un Babbo Natale ritardatario o a una Befana equipaggiata con una scopa super-veloce o al caldo che quest’anno è arrivato troppo in fretta.

    Mettete che la Suzuki si è ridimensionata, che Hayden dopo la sbornia della vittoria è tornato sulla Terra e che la Yamaha e il suo pilota di punta adesso sono stanchi, senza sponsor e cattivi.

    Sommate il fatto che Valentino quest’anno corre per riprendersi qualcosa che la sorte, Hayden, la Honda hanno voluto strappargli l’anno scorso.

    Tirate le somme e vedrete che il risultato di oggi è l’unica soluzione possibile.

    2’00″936, questo il sigillo del campione di Tavullia, che oggi ha sbaragliato la concorrenza fermando il cronometro a soli 3 decimi dal record di pista (2’00″605) stabilito da Loris Capirossi con una Ducati da 990cc.

    Rossi, ancora una volta, c’è.

    Ci sono anche le Suzuki a dire il vero, egregiamente rappresentate da Hopkins e Vermeulen che in questi test stanno rivivendo una seconda giovinezza. Risorge anche Pedrosa che si arrampica in quarta posizione alle spalle di un ritemprato Loris Capirossi che guadagna 3 posizioni da ieri, sesto.

    Cinque moto diverse nelle prime sei posizioni significa che la nuova cilindrata ha dato nuovi input a tutti e che il lavoro fatto per raggiungere traguardi importanti è stato un catalizzatore per i team solitamente meno vincenti per giocarsi una grossa opportunità in ambito Motomondiale.

    Le prove di oggi hanno, dunque, aperto nuovi scenari e prospettive per ciascun team: forte dell’idea “partire tutti (o quasi) da zero” è sicuramente stata un’iniezione di fiducia per quei team che per vari motivi si sono trovati in difficoltà nelle passate stagioni.

    Vero è che questi primi test restituiscono risultati interesanti, ma prima di trarre concusioni corrette occorrerà aspettre almeno i prossimi test di Phillip Island, a cui seguirà la seconda tornata di nuovo sul circuito di Sepang.

    Valentino, intanto, lavora.

    Alcune virate nelle della sua nuova M1 sono state fatte (ruote da 16 michelin, anzichè 16”5 solitamente Bridgestone), massima cura ai dettagli visto che, nella passata stagione, sono stati questi i responsabili dell’esito negativo di fine stagione.

    Stiamo lavorando bene, – dice Valentino – non c’è vibrazione davanti, questo è positivo e la simulazione di gara ci ha dato le certezze che cercavamo“. I bookmakers lo danno ancora come favorito, e non di misura, sui suoi diretti avversari. Come a dire che il “pianeta-Valentino” è comunque irraggiungibile.

    La Honda lo sa meglio di tutte. Hayden non riesce a decollare e Pedrosa solo oggi ha fatto vedere un timido accenno di competitività dopo esser rimasto nei meandri oscuri del retroclassifica per i primi due giorni consecutivi. La Yamaha non deve però sedersi. La casa alata è solita non fare acuti e do di petto nei test di Sepang, salvo poi, in gara, riuscire a disegnare una moto da zero per ogni suo pilota in due giorni.

    Bene anche a Borgo Panigale. Loris Capirossi, ritemprato, spreme la sua GP7 fino a farla salire in terza posizione e sembra che ci sia ancora molto margine di miglioramento. La nuova cilindrata ha galvanizzato tutti.

    Il Motociclismo ne trarrà sicuro vantaggio.

    E, a quanto pare, anche lo spettacolo.