Rossi:” Shangai non è per le moto!”

Intervista di Rossi prima di Shangai

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    Rossi:” Shangai non è per le moto!”

    Alla volta della Cina, dove domenica prossima si disputerà la quarta della stagione di MotoGP 2006, ecco che arriva un Rossi determinato a fare punti, ma anche disilluso.

    L’anno scorso su questo tracciato, aveva ottenuto un’ inaspettata vittoria dopo prove e qualifiche non esaltanti. Sotto la pioggia, infatti, era riuscito a fare una gara impeccabile e aveva

    conquistato 25 punti meritatissimi. Ecco cosa dice: “Di tutte le vittorie della mia carriera quella della Cina l’anno scorso è stata la più inaspettata, visti i problemi sofferti nel fine settimana e la pioggia il giorno della gara,” ha detto Rossi che, con il quarto posto in Turchia è diventato il pilota con il maggior numero di punti all’attivo della storia. “Era la prima vittoria con la Yamaha sul bagnato, quindi è stata speciale, però quest’anno preferirei davvero un Gran Premio asciutto. La versione 2006 della M1 non è andata bene come avevamo sperato nelle prove sul bagnato in Turchia e inoltre abbiamo bisogno di fare più chilometri possibile sull’asciutto per mettere a punto la moto come mi piace”.

    Quest’ anno le cose sembrano più difficili. Valentino parte infatti da una posizione in classifica generale in cui ha solo da guadagnare e nulla da perdere. Si troverà per forza di cose a dover condurre una gara all’attacco se vuole tenere il passo dei primi in classifica, anche se dalla sua non ha una moto in grado di competere per tutta la durata della gara con i suoi più diretti avversari. Le Honda vanno fortissimo, melandri ha riconquistato fiducia in sè stesso e le Ducati, di certo, non stanno a guardare, anzi, dopo la Turchia, voglioo riaffermare il loro predominio.

    Non dimentichiamo neppure che Gibernau ha anche voglia di salire sul podio finalmente, e poi ci sono le solite mine vaganti che assomigliano sempre più a certezze, prima tra tutti è il giovanissimo Stoner.Pedrosa non è uno di quelli che stanno a guardare, se uò correre non si tira indietro. Elias idem, anche se lo vedo meno talentuoso del piccolo spagnolo.

    Aggiungiamo poi, che il tracciato cinese non è tra i preferiti del pilota di punta Yamaha.

    Il circuito di Shangai è stato disegnato da Hermann Tilke, e in alcuni punti richiama quello malese di Sepang (dello stesso progettista). Ha ampie curve e rettilinei lunghi, è importante la messa a punto della moto, non si può improvvisare e il potenziale del pilota conta meno che avere una buona moto su cui fare affidamento.

    L’anno scorso la mia prima impressione della pista è stata molto positiva ma poi mi sono reso conto che non è divertente come mi aspettavo,” dice Valentino. “In realtà è poco filante e tecnica, una pista molto “da Formula 1” dove i piloti devono faticare duramente per trovare gli assetti migliori per la moto. Non è l’ideale per la MotoGP, è molto impegnativa e mette a durissima prova sia i piloti sia i mezzi“.