Safety Car, cambiare regole?

E’ recentemente tornato all’ordine del giorno il tema della Safety Car

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    Safety Car, cambiare regole?

    E’ recentemente tornato all’ordine del giorno il tema della Safety Car. L’oggetto del contendere è se sia giusto che i doppiati debbano stare nel mezzo tra i piloti a pieni giri o se debbano lasciar loro strada ricompattando a tutti gli effetti la corsa.

    La Safety Car ha senso nelle corse americane. In F1, secondo me, è assolutamente fuori luogo.

    Negli USA i distacchi, specialmente negli ovali, vengono calcolati in giri. Per cui, una volta che uno si è preso almeno un giro di distacco, non c’è safety car che tenga. Resta dietro.

    Questa è giustizia.

    In F1, invece, anche se si ha un minuto di distacco tutta la fatica fatta viene annullata.

    Ne beneficia sì lo spettacolo, ma non lo sport!

    Immaginiamoci di essere un pilota che con fatica e con merito ha raccimolato 30 secondi sul secondo e – senza nessuna colpa – si ritrova una safety car in pista che gli annulla il distacco. Non deve essere affatto piacevole.

    Per cui, avere qualche doppiato come cuscinetto mi pare il minimo come “risarcimento” per il maltolto.

    Se passasse l’idea di far andare i doppiati tutti indietro la corsa sarebbe neutralizzata al 100% e lo spettacolo sarebbe sicuramente ancora maggiore. Ma sarebbe giusto?

    Sarebbe SPORTIVAMENTE accettabile?

    Tra i piloti pareri discordanti

    Mark Webber:“Penso che succedera’ ma non so quando, ma non quest’anno. Dobbiamo sistemare molte cose, perché questa regola va fatta al meglio.” Giancarlo Fisichella:“Penso che sia un grande svantaggio rimanere dietro a sei, sette auto doppiate. Non e’ bello, e penso che dovremmo fare qualcosa in futuro.”

    David Coulthard:“Se tutti pensano che sia una buona idea, allora va bene. Pero’ con una safety car puoi vincere e puoi perdere. Vi piacerebbe avere tutti dietro con una vettura lenta accanto, o piuttosto essere 15 secondi dietro al leader? Non si possono avere tutti e due allo stesso tempo!”