SBK 2013, Il Campione del Mondo: Tom Sykes e il suo Mondiale [FOTO]

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    Correva l’anno 1993 (e in questo caso la formula arcaica è valida visti gli anni passati), quando Scott Russel, adesso commentatore del campionato AMA SBK, vinse l’ultimo mondiale che Kawasaki può annoverare tra le sue vittorie su strada. Per dieci anni nessun’altro è riuscito ad ottenere lo stesso risultato con la Verdona di Akashi, e adesso qualcuno infrange questo record negativo. Il nome è Tom Sykes, nato il 16 agosto 1985 a Huddersfield (UK) e che, dopo la seconda posizione in campionato ottenuta nel 2012 è riuscito finalmente a centrare il titolo tanto agognato, Campione del Mondo SBK 2013! Vediamo come è andata la sua stagione, qui su Derapate.it!

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    Non so quanti di voi se lo ricordano, ma quando è iniziato il campionato eravamo tutti a metà tra il deluso e il sorpreso. Certo, Phillip Island non è una di quelle gare regolari, con un esito semplice da prevedere, ma tutti coloro che puntavano su Tom Sykes già da inizio stagione competitivo, rimasero delusi. Due quinti posti per lui, e le Aprilia di Laverty e Guintolì già con 45 punti a testa.

    Non fu certo Aragon a dare più speranza al Team di Guim Roda. Il suo pupillo terminò con un ritiro in Gara 1 per un problema tecnico, e finalmente il primo podio in Gara 2, dove però terminò solamente terzo. Fu Chaz Davies a dominare quel Round, ma Guintoli fini entrambe le volte davanti a Sykes.

    Ad Assen, il risveglio. In quella che una volta era, ed in parte ancora è, l’Università delle moto, si vide un nuovo Sykes, molto più “in palla”, sicuro di se. Il risultato furono due podi, tra cui la vittoria in Gara 1 e il secondo posto in Gara 2. Tom si portava secondo a parimerito con Laverty e Davies, tutti a 83 punti.

    Monza, il tempio della velocità, sorrise solo in parte a quello che sarebbe diventato il campione del mondo. Con delle Aprilia che letteralmente volavano (Laverty tocco i 337 in Gara 2), Melandri battè in Gara uno Sykes per un soffio e gli arrivò davanti anche in gara 2, dove però vinse Eugene. Un secondo ed un terzo posto per Tom.

    Donington Park è stata, a parere mio, una delle gare più belle del mondiale. Mi ricordo, oltre la doppietta di Sykes, la gara strabiliante di Sam Lowes, che fece il vuoto dietro come nessun altro, e la grandissima rimonta di Roberto Rolfo, con il primo podio iridato di MV Agusta nel Mondiale Supersport. Tornando al campione, due primi posti gestiti con tranquillità e testa lo portarono a 169 punti, con 4 punti di distacco da Guintoli, che iniziava a sentire il fiato di Tom sul collo.

    Ah, le risate di Portimao. Certo, Tom non doveva essere contentissimo, ma noi personalmente ce la siamo fatta quasi addosso nel sapere che era caduto nel giro di allineamento. Tifavamo e tifiamo per lui, ma a certe cose non si resiste. Certo, questo compromise in parte il suo mondiale, e al terzo posto in gara 1 segui in non incoraggiante ritiro in gara 2. E le distanze dalla testa del campionato si riallungarono

    Per assurdo secondo me Sykes lavora meglio quando dice “Stica… del Mondiale”. Oppure quando ha da recuperare milioni di punti persi nei modi più assurdi. Un pò come Jhonny Rea… Fatto sta che a Imola giunge la seconda doppietta dell’anno, con una guida che lascio di stucco contendenti e spettatori. Diede 7 secondi a Giugliano in Gara 1 e 5 a Rea in Gara 2. Ma la rimonta era ancora lunga

    Andrea Antonelli SSP 3

    L’immagine parla da se. Tutti sappiamo quello che è successo a Mosca, per Tom l’unico guadagno fu la rottura di un motore e 0 punti

    Silverstone, la bellissima Silverstone. La pista più lunga del Mondiale, che tra curve e dossi fatti dalla F1 è più difficile da ricordare che un puzzle da 2500 pezzi senza scatola. Molto probabilmente questa è stata l’ultima edizione della SBK nel circuito Inglese, e nemmeno la più memorabile. Poi dipende dai punti di vista, ma i Top Rider chiusero il gas vista la condizione orripilante dovuta dal maltempo. Solo Laverty arrivò a podio di coloro che erano in lotta per il titolo, vinsero Jhonny Rea e Loris Baz. Sykes si accontentò di un 11° e un 7° posto

    Al Nurburgring comincia la storia recente, e come al solito la bandiera rossa fa da protagonista. Dopo le carambole di Monza della Supersport, in Germania venne interrotta la gara nel momento in cui la bagarre si faceva più infuocata. Tom raccolse un primo posto in Gara 1 e un quarto in Gara 2, e grazie alle prestazioni non eccelse di Guintoli si ritrovò nuovamente alla guida del Mondiale.

    Devo essere sincero. Per quanto la SBK ci ha regalato delle gare bellissime all’Istanbul Otodrom, l’immagine che mi rimane più impressa è quella del pubblico che esplode come se fosse uno stadio alla vittoria di Kenan Sofouglu dopo una battaglia fantastica con Sam Lowes durata tutta la gara. Fu un immagine bellissima. Il nostro campione, invece, dovette lottare con un consumo dei pneumatici non ottimale, e fini terzo in gara 1 e secondo in gara 2. Fu Laverty a fare doppietta e a rilanciarsi nella classifica mondiale

    Questa era la gara che io personalmente attendevo più di ogni altro gran premio. Non per essere di parte, ma esiste solo un circuito più bello di Laguna Seca, ed è il Mugello. Per il resto è difficile emulare i sali e scendi, le pendenze, il Cavatappi… Qui correva solo la SBK, e Sykes e Laverty si alternarono le posizioni, Primo e terzo in gara 1, Terzo e primo in gara 2.

    Il penultimo Round del Mondiale SBK, a Magny Cours, vide cose abbastanza strane. Primo, gli ordini di scuderia visti già più di una volta in casa Aprilia quando correva Max Biaggi sono stati completamente aboliti. Secondo, la Bandiera Rossa aiutata dalla pioggia è tornata a rompere le scatole, facendoci perdere quella che si preannunciava la Bagarre del secolo. Fatto sta che la Doppietta di Sykes lo lanciò diretto nell’iperspazio dei Campioni non ancora incoronati, con 37 punti su Laverty (che sorpassava il compagno di squadra) e 38 su Guintoli, entrambe ancora in lotta ma di margine ristrettissimo.

    Ed è proprio qui a Jerez che i giochi si sono chiusi. Tom Sykes vince il mondiale controllando una Gara-1 che di per se è stata molto statica e senza grandi emozioni, apparte appunto quella del titolo. Si porta a casa la terza posizione, quindi l’ennesimo podio, e il mondiale. COMPLIMENTI ZIO TOM!