Schumacher:«Questa è casa mia!»

«Questa è casa mia, e qui comando io!»

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    Schumacher:«Questa è casa mia!»

    «Questa è casa mia, e qui comando io!». Così aveva parlato Schumacher prima della gara. E così è andata.

    Il tedesco è tornato all’antico: ha dominato e, per di più, lo ha fatto alla sua maniera. Se non fosse che non eravamo più abituati a performance del genere, sarebbe sembrato di essere tornati nel glorioso 2004.

    Al secondo posto del Bahrain non gli avevamo dato peso. I problemi della Malesia ci avevano distratto. La drammatica corsa Australia aveva seriamente preoccupato. Imola, infine, era sembrata una rinascita ma corredata da ancora molti punti interrogativi.

    Ci voleva il Nurburgring per trasformare quei punti interrogativi in esclamativi!

    La Ferrari ha dato una strepitosa dimostrazione di forza. Prima della gara c’erano ancora dei dubbi ma la scelta delle gomme si è rivelata esatta, Schumacher ha fatto il “suo” e la strategia ha fatto il resto…

    Addirittura, secondo Brawn, il tedesco avrebbe potuto passare in testa già al primo pit-stop se non avesse fatto un piccolo errore nel giro decisivo. Questo elemento resta un dettaglio. Schumy è stato pazientemente dietro ad Alonso e, al momento decisivo, gli si è messo davanti. Non in pista. A lui piace girare più forte di tutti e finire davanti dopo la sosta ai box.

    Una volta presa la prima posizione, poi, la gara è finita e Michael da Kerpen ha concluso il suo ennesimo capolavoro allungando a piacimento sul secondo.

    Per capire le proporzioni della prestazione della Ferrari pensiamo anche a Massa, il quale ha concluso attaccato ad Alonso e davanti alla McLaren di Raikkonen. Oppure, in alternativa, basta guardare le facce di quelli della Renault: Fernandino appena sceso dalla macchina aveva già l’espressione di quello che aveva iniziato a fare i conti (“…dunque, lui mi ha preso altri due punti; ma se io arrivo sempre secondo e lui vince sempre ce la faccio lo stesso? No, mancano ancora troppe gare e allora come faccio? Questo non è mica Raikkonen… mi sa che alla fine mi riprende…”). Quanto a Briatore che, per contratto, deve sempre ridere e pavoneggiarsi, è rimasto solo il sorriso di quello che è primo in classifica. Ma sembra un po’ più forzato rispetto al solito…

    Ad ogni modo, il tempo di ridere e di piangere sarà davvero minimo. Domenica già si riparte con un’altra battaglia. Stavolta a casa di Alonso…