Moto Riflessioni. Rossi a Brno e l’ “Odissea nelle Piste 2008″: è veramente finita?

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    Moto Riflessioni. Rossi a Brno e l’ “Odissea nelle Piste 2008″: è veramente finita?

    Qualcosa è cambiato.

    Non siamo (solo) noi a dirlo.

    Questa volta sono gli stessi protagonisti della MotoGP 2007 a esprimere questo concetto, ognuno a parole sue.

    Valentino Rossi in testa. La moto non in grado di essere competitiva, le distrazioni con il fisco e la Canalis, la stagione forse finita e l’obiettivo di questo disastroso 2007.

    Girando per la rete, ecco un bell’articolo di Luca Brida che racconta e analizza la situazione della MotoGP e di Valentino Rossi da più punti di vista.

    Visti i silenzi di Rossi, che ha diramato solo comunicati stampa dichiarando tutta la sua amarezza riguardo ad un Gran Premio incolore, le parole più pesanti sono arrivate da Davide Brivio.

    Il Team Manager della Yamaha ha ammesso i limiti tecnici e meccanici della M1 rispetto alla Ducati, non ha parlato direttamente di mondiale finito, ma ha dichiarato che l’obiettivo della Yamaha è quello di puntare a qualche vittoria prima della fine della stagione, dunque un modo elegante per dire: ha vinto Stoner. “Valentino si merita di meglio, stiamo facendo il possibile e continueremo a lavorare per garantirgli un mezzo competitivo”: parole di Brivio, che evidenziano un’amarezza mai vista, neppure lo scorso anno quando, a Valencia, il titolo prese il volo per il Kentucky. Perché nel 2006 Rossi riuscì a recuperare 52 punti su Hayden, la moto da metà stagione aveva ricominciato a viaggiare e solo un errore umano gli impedì di vincere il suo ottavo titolo in carriera.

    Questa volta è tutto diverso: difficile pensare ad un calo di concentrazione dovuto dai problemi personali: non è da Valentino, un pilota, campione in grado di tirar fuori il meglio di sé proprio nei momenti più difficili. Il problema è che il pacchetto generale della sua M1 – gomme, telaio e motore – non riesce a generare quella magica alchimia, che per anni stregò il mondiale, umiliando il colosso della Honda, proseguendo quella favola che ha fatto innamorare tutta l’Italia, avvicinando a questo sport anche gente che prima, di moto, non ne sapeva nulla.

    La storia non è forse finita, ma è innegabile che si trovi in un periodo di pausa che coincide proprio con la nascita di una nuova storia, anch’essa italiana: quella della Ducati. Se probabilmente per il secondo anno consecutivo l’italiano Valentino non riuscirà a conquistare il titolo, forse dopo 33 anni una moto del Bel Paese tornerà ad indossare la corona iridata della massima competizione sportiva su due ruote. Era il 1974, c’era Giacomo Agostini con la Mv Agusta, ora il nuovo eroe si chiama Casey Stoner.

    L’australiano ha dominato anche la gara ceca di Brno: pole position, giro più veloce e vittoria, la settima, maturata dopo una gara vissuta in solitaria, con Rossi staccato decine e decine di secondi più indietro, costretto a lottare con De Puniet per difendere la settima posizione.

    Qualcosa è cambiato, lo avevamo capito già da diversi mesi, 60 punti dividono i due protagonisti. Uno in silenzio stampa, l’altro silenzioso per carattere. “Sono ben messo per il titolo, ma è presto per parlarne”, questa la dichiarazione di Stoner. Il 2 settembre a Misano il secondo Gran premio in terra italica: anche i tifosi saranno divisi, perché da una parte il popolo di Valentino chiederà il riscatto, la rimonta, dall’altra il popolo Ducati, deciso a voler vedere uno dei migliori prodotti Made in Italy, vincere all’interno dei nostri confini.